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Sicilia - Palermo - Osp. Buccheri La Ferla - Il 2TC di Anna Di Michele

Dopo la nascita di mio figlio scrissi che gran parte delle colpe erano anche mie. Credevo di essere molto documentata ed invece, evidentemente, avevo sbagliato qualcosa.

Ero arrivata a 40+5 settimane di una gravidanza splendida, avevo già detto al mio dottore che sarei arrivata anche a 42 senza induzioni se ciò fosse stato necessario. Ero tranquilla e positiva. Avevo iniziato i tracciati e i medici davano sempre lo stesso responso: "Tutto chiuso ancora, ci vorrà qualche altro giorno ancora". Ma, come spesso accade, tutto può succedere in un attimo! Sabato 17 agosto alle 3 del mattino, rompevo le acque. Panico!!!! Era l'unica cosa che non avevo mai previsto, non sapevo come comportarmi. 

Sveglio mio marito e gli dico "Ci siamo, ho rotto le acque!" e lui, più nel pallone di me, mi risponde "Che dobbiamo fare?" ed io gli ho risposto "Innanzitutto rilassarci". Mi sono fatta una doccia, un caffè, ho preparato tutto l'occorrente per la mia bambina che doveva andare dai nonni e, dopo quasi 2 ore, siamo andati in ospedale. E già all'accoglienza si inizia male! La prima cosa che ci viene detta è stata: "E venite dopo 2 ore?". Mi ricoverano, mi dicono che da quel momento in poi io non devo stare in piedi, ma seduta o distesa. Chiedo di salutare mio marito che era rimasto fuori e mi viene risposto: "Signora, lei è ricoverata adesso, suo marito lo vedrà all'ora della visita". Come inizio non c'è male! Mando un sms al mio ginecologo per avvertirlo che il viaggio del mio Antonio era iniziato, il quale passa subito a trovarmi e mi conferma che, si, devo stare seduta o sdraiata perché rischierei visto che la testa del bambino è ancora troppo alta ed io ho le membrane rotte. Il sabato passa tra tracciati infiniti e qualche leggero doloretto ma niente di che. Intorno alle 20 chiama in stanza una dottoressa per dirmi che da mezzanotte in poi non avrei più dovuto mangiare e bere. E quando le chiedo il motivo, mi risponde: "Perché non si sa mai!". Intorno alle 23 le cose cambiano. I dolori iniziano ad essere più forti, ma sempre gestibili. A mezzanotte mi chiamano per l'ennesimo tracciato e trovo un angelo, un'ostetrica che mi visita e mi dice: "Io adesso ti farò male, ma tu devi stare tranquilla e aiutarmi, perché lo facciamo nascere questo bambino". Da lì in poi inizia il travaglio e a 3 cm di dilatazione ecco il mio primo errore: mi faccio fare la peridurale! Alle 4 l'ostetrica va da mia cognata a dirle di avvertire mio marito, che ormai ci siamo quasi. Arriva dopo circa 15 minuti, entra con un sorriso meraviglioso ed io gli dico: "Stavolta ce l'ho fatta!". Un'ora dopo, invece, vedo una dottoressa controllare i battiti e chiamare un collega...li sento parlare concitati e allora chiedo: "Scusate, ma cosa sta succedendo?". E mi risponde: "Non lo sappiamo nemmeno noi, ma i battiti di suo figlio stanno calando troppo". Nessuno, però, parla di cesareo, ma provano a farmi uno Spasmex e la situazione si normalizza. Alle 7 (e dopo non so quante spinte) l'ostetrica chiede al ginecologo di turno se non sia il caso di lasciare perdere perché siamo arrivati ad 8 cm ma nel frattempo sono passate più di 2 ore e non cambia nulla. Lui le risponde: "No, c'è tempo, aspettiamo". Ma mezz'ora dopo....cambia l'equipe!!! Alle 8 la "nuova" ostetrica decide che non si può più aspettare, che il bambino ormai è in sofferenza: si deve intervenire! Invitano mio marito ad andare fuori, mi preparano ed io piango, piango disperatamente per la paura, per la sconfitta, per tutto! Un ostetrico si mette vicino a me e mi tiene la mano, dall'inizio alla fine dell'intervento. E alla fine sento il suo pianto e lo vedo al massimo 2 secondi, il tempo di dargli un bacio e dirgli che è splendido e me lo portano via. Mi comunicano che mi avrebbero addormentata,e nonostante la mia opposizione, l'hanno fatto ugualmente. Da quel giorno ho deciso che ho 2 bambini e va bene così, non ci sarà un terzo, non potrei mai partorire in casa e non metterò mai più piede in un ospedale.

L'unica nota positiva è che stavolta il recupero è stato molto più rapido rispetto alla prima volta. Oggi ho un altro sorriso sulla pancia, anche un po' per colpa mia!

 

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