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Veneto - Padova - Clinica Ginecologica e Ostetrica - Il 2TC di T.T.

Il primo tc di T.T. è stato raccontato qui:

Veneto - Padova - Clinica Ginecologica e Ostetrica - Il TC di T.T.

 

La mia rivincita inizia a settembre 2012: di ritorno dalle vacanze ho un ritardo, acquisto un test di gravidanza e con stupore scopro di essere incinta, dpp 12/05/2013! Al momento non ce lo aspettavamo, ma ne siamo stati subito contenti! Ed ecco che il primo pensiero va a quella cicatrice, che io a volte chiamo smorfia e non sorriso, che ho sulla pancia e inizia subito a salirmi l'agitazione perchè so con tutta me stessa che non voglio un altro taglio!

La gravidanza questa volta procede serena: niente pressione alta, meno ecografie, meno esami, meno visite dalla ginecologa che decide, visto che tutto è fisiologico, di lasciarmi più in pace.

Un giorno navigando su internet mi imbatto in questo meraviglioso gruppo e grazie a voi prendo sempre più consapevolezza che quello che tanto bramo non è solo un mio sogno ma lo è per tante donne, che i sentimenti provati finora non sono di una matta ma di una donna che si è semplicemente sentita portar via uno dei doni più belli che possiamo avere oltre al concepimento e cioè la possibilità di partorire.

Intanto la gravidanza procede, ma all'eco a 32 settimane la sorpresa è che la furbetta è trasversale. Per fortuna, dopo vari tentativi tra cuffie con la musica, moxa e posizioni favorevoli, finalmente Nora decide a 36 settimane di mettersi cefalica e io sono al settimo cielo. Sono decisa e convinta più che mai che il mio VBAC è vicino! Mi informo sul protocollo ospedaliero e ritrovo le ostetriche che mi hanno seguita con la mia prima figlia, sono tutte molto felici della mia tenacia e decisione di voler partorire naturalmente. Firmo il consenso e poi non mi resta che attendere. I giorni passano e finalmente in un bel pomeriggio di maggio mentre sono in giro a fare commissioni iniziano i primi dolori: lì per lì non ci faccio molto caso ma verso l’ora di cena si fanno molto più intensi e ravvicinati ogni 6-7 minuti.

Cosi decido di mettermi tranquilla, li accetto, preparo la cena e mangiamo tutti in compagnia e poi vado a farmi una bella doccia. Esco dopo un po’ e sento le contrazioni farsi ancora più forti, tanto da farmi venire la nausea. Ok, ci siamo, sono chiaramente prodromi. Evviva, sono felicissima è arrivato il momento di conoscere la nostra Nora! Meglio chiamare mia mamma che venga a tenere Emma per la notte perché, anche se non subito, sento che prima di mattina dovrò andare in ospedale. 

All'una di notte le contrazioni sono ogni 4-5 minuti e traviata un po’ anche da una certa pressione che cominciavo a sentire sotto e una leggera sensazione di dover spingere decido che è meglio andare in ospedale.

Arrivo al pronto soccorso Ostetrico e appena vedo la ginecologa di turno ne sono contenta perchè la conosco e sa del mio desiderio e infatti quando chiama la sala parto per avvisare del mio arrivo dice alle ostetriche che stava arrivando una pre-tc moooolto motivata a partorire naturalmente e intima loro di aiutarmi come meglio possono. Poi mi visita, mi dice che ho perso il tappo (boh!? non me ne sono accorta stavolta) il collo è completamente appianato e sono dilatata di 1 cm. Così mi cambio e via in sala travaglio: arrivata lì chiedo solo una cosa, di essere lasciata libera nei movimenti e per fortuna me lo concedono anche se a dire la verità l'ostetrica di turno non è che fosse particolarmente empatica…Sto un po’ sulla palla, ondeggio in piedi, a carponi sul letto, e intanto accolgo e aspetto con ansia la mia Nora. Mai per un solo momento ho sentito dolore sulla cicatrice e mai per un solo secondo ho pensato a rotture d'utero o cose del genere. Ero veramente fiera di essere lì, di poter finalmente rivivere quel momento del travaglio e stavolta di poter cambiare il finale.

Le ore passano ma la dilatazione stenta a partire, arriva il cambio turno e con gran stupore mi assegnano un'ostetrica che conosco dal precedente parto, anche lei sa bene cosa voglio e subito entriamo in sintonia. Mi incita e mi rassicura dicendo che stavolta ce la farò, che lei sarà lì al mio fianco e mi aiuterà a far avverare il mio sogno. Ma anche stavolta qualcosa non va, a volte il battito di Nora si fa più debole ma poi per fortuna si riprende, così mi mettono sul fianco sinistro e mi danno un po’ di ossigeno. Dopo un po’ le cose vanno meglio e me lo tolgono, cosi torno libera di muovermi, ma comincio a perdere convinzione e sono stremata. Come per la volta precedente, la notte di prodromi molto forti mi ha stancata tanto, non vedo progressione e comincio a perdere fiducia e qui per fortuna devo ringraziare mio marito che mi ha incoraggiata e mi ha fatto ragionare riportandomi alla realtà, tranquillizzandomi. E anche l'ostetrica, che ha quasi fatto la voce dura e mi ha rimproverato dicendomi che non posso, non devo mollare proprio ora, che è normale sentirsi cosi ma che c'è lei lì ad aiutarmi. Mi dà la mano, me la stringe forte e mi dice che ce la devo fare per me e per Nora. Ok, momento di sconforto passato, ma mi sono irrigidita, mi sono agitata e questo ovviamente non giova né a me né alla bimba, cosi l'ostetrica chiama la caposala e assieme iniziano a massaggiarmi l'interno coscia per rilassare i muscoli, poi le spalle, la zona lombare. Io ritorno a respirare normalmente e a gestire meglio il dolore. Mi visita e finalmente il travaglio attivo è iniziato. L'ostetrica continua a dirmi che ora che sono a 3 cm potrei dilatarmi in un attimo essendo al secondo travaglio, cosi per cercare di aiutarmi mi rompe il sacco. Speranzosa, indossa addirittura la cuffia in testa dicendomi che secondo lei l'avrei "sputata" fuori in un attimo!!! Io tutta contenta finalmente vedo il mio VBAC sempre più vicino e assaporo questa situazione che si è venuta a creare. Non posso crederci, sono tutte lì per me, nessuno mi ostacola, nessuno mi mette fretta, entra la dottoressa di turno mi chiede come va e poi come nulla fosse esce e se ne va. Ma siamo di nuovo fermi, non si muove nulla, allora le ostetriche iniziano a massaggiarmi il perineo con degli impacchi di acqua calda per aiutarmi. Ah se tutto questo non fosse stato fatto invano, le contrazioni ci sono, ma a volte sono irregolari, quindi, anche se precesarizzata, optano per una piccolissima dose di ossitocina per cercare di renderle un po’ più intense e regolari, io all'inizio storco il naso quando me lo dicono ma poi accetto: sono le 10.00 di mattina.

Passano altre due ore, di nuovo i battiti calano: altra visita, la sentenza 4-5 cm. Ok, ritorno a carponi, poi sento il bisogno di riposarmi, le gambe non mi tengono più, mi metto un po’ stesa e intanto continuano coi massaggi, altro ossigeno, i battiti sempre più giù, chiamano la ginecologa che si consulta con l'ostetrica, poi mi rivisitano sperando in una progressione, ma sono ancora lì. I battiti crollano e non possono più aspettare, mi sfilano la flebo di ossitocina, chiamano l'anestesista e neonatologia, mi rasano alla velocità della luce, firmo il consenso e in un batter d'occhio mi ritrovo sul lettino operatorio piegata in avanti per fare la spinale con le guance solcate dalle lacrime perchè un altro taglio sulla pancia era l'ultima cosa che volevo.

Il 9 maggio 2013 alle 12.32 nasce Nora, un giro di cordone, cianotica, con Apgar 7 e viene ventilata, ma dopo un primo spavento nel vedere i neonatologi in sala operatoria mi tranquillizzo perchè mi rassicurano che sta bene cosi la danno all'ostetrica che me la appoggia 5 minuti vicino, e mi sussurra all'orecchio che le dispiace veramente tanto che non abbia avuto il mio parto. 

Anche stavolta decorso post-operatorio buonissimo, con dimissioni anticipate, ma resta quell'amaro in bocca, per esserci arrivata vicina anche stavolta senza riuscirci, rafforzato anche dall' ammissione fatta dall'ostetrica il giorno dopo quando mi è venuta a trovare in reparto: discutendo dei due parti ha ammesso che questo TC andava fatto, viste le condizioni della bimba, ma secondo lei il primo di due anni fa no e che se non ci fosse stato il cambio di turno, con una dilatazione oramai di 8 cm, lei Emma me l'avrebbe fatta partorire. Che dire? In ogni caso ringrazio di aver comunque regalato il travaglio a Nora, di aver avuto per quanto poco un travaglio rispettato, senza monitoraggio continuo, libera di stare come volevo, appoggiata e sostenuta dal personale e almeno stavolta ho la grande fortuna di poter allattare.

Oggi dopo circa quaranta giorni dal parto forse per la prima volta guardo le mie cicatrici e non provo più rabbia, ma indifferenza. Sento il bisogno di metabolizzare questi due interventi e credo che grazie a voi un po’ alla volta ce la farò.

 

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