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Lombardia - Asola - Osp. Carlo Poma - Il 2TC di V.S.

Approfitto del fatto (raro) che il mio cucciolo dorme nel marsupio per scrivere il racconto del mio parto. In questo caso mi sento di scrivere “parto” a differenza della nascita di Linda perché anche se è stato ancora tc almeno sono stata io la protagonista quasi fino alla fine. Vi avverto che sarà MOLTO lungo...

Allora tutto comincia il venerdì a 40+1, quando finalmente il mio corpo da un segnale preciso che qualcosa si sta smuovendo e perdo il tappo, perdite rosate inconfondibili. Da lì cominciano delle contrazioni già abbastanza dolorose, non forti come in travaglio ma comunque si facevano sentire bene e ne percepivo l’inizio, l’apice e la fine. A volte erano regolari ogni 10 o 5 minuti poi si diradavano e diventavano irregolari e tornavano regolari la sera per poi tornare di nuovi irregolari e sporadiche di notte, sta il fatto che di notte non ho dormito un granché bene fino all’inizio dei prodromi! Le contrazioni vanno avanti così ancora sabato e domenica. A volte facendo altro riuscivo a non pensarci ma sempre più spesso dovevo concentrarmi e vocalizzare perché facevano male! Domenica nel pomeriggio mio marito ha insistito per “andare a fare un giro” al pronto soccorso, dice: “visto che è domenica invece di andare al centro commerciale andiamo a farci un giro là!”. Accetto anche se so che ci rimanderanno indietro perché non sono ancora contrazioni buone, non aumentano di intensità e ancora riesco a sopportarle. Infatti monitoraggio perfetto, contrazioni irregolari presenti, ma collo completamente chiuso e posteriore e testa alta, insomma nulla di fatto, si sta preparando ma non è il momento. Torno a casa un po’ sconfortata perché tutte quelle contrazioni sembravano non aver minimamente intaccato il mio collo e cominciavo a temere di non riuscire a dilatarmi.

Il giorno dopo ricomincia la solita storia, verso sera però le contrazioni, regolari ogni 5 minuti, si fanno proprio insistenti e, dopo una prova con la doccia calda, capisco che può essere l’inizio visto che continuano senza diminuire di intensità. Io comunque continuo le mie faccende quotidiane: preparo la cena, metto a letto Linda, ceno, sparecchio ecc, tutto intervallato ogni 5 minuti da un bel vocalizzo che preoccupa e spaventa mia figlia, che quando lo faccio si nasconde e mi dice: “mamma quando fai quel verso mi spaventi”. Io la rassicuro: “tesoro, la mamma ha un po’ di mal di pancia perché tra un po' Nicky nascerà”. 

La serata e la notte vanno avanti così, con me sul divano inginocchiata ad attendere la prossima contrazione, ho provato a stare sdraiata per dormire un po’ ma era impossibile. In quella posizione le contrazioni erano insopportabili, facevano male da morire, mentre da inginocchiata le affrontavo meglio, cercavo di dormire tra l’una e l’altra ma al massimo chiudevo gli occhi stremata per 1 o 2 minuti. Ogni tanto mio marito (che dormiva con me lì sul divano) si svegliava ma non mi chiedeva niente, sapeva che glielo avrei detto quando era il momento. Va avanti così la notte, mi reco in bagno per la pipì ogni 10 minuti (nonostante non avessi bevuto niente e di questo mi pento perché il mattino dopo ero leggermente disidratata). 

Verso le 6 mi convinco che forse è il momento giusto, ormai è mattino e quindi, se anche ci rimandano indietro, non creiamo troppi problemi ai miei lasciandogli la piccola che comunque di lì a poco deve andare all’asilo. Ci prepariamo e partiamo, in macchina le contrazioni si fanno ogni 3 minuti e sono devastanti unite alle buche della strada. Arrivati, saliamo in reparto, lì le ostetriche guardandomi in faccia sentenziano: “sì, si vede che è il momento, hai una faccia diversa dall’altro giorno!”. Monitoraggio a posto e contrazioni regolari e forti, ok ti ricoveriamo, visita: collo completamente modificato e dilatazione 2 cm! Evviva! Allora il mio collo funziona! Le ostetriche mi continuano a ripetere che ci vorrà pazienza perché il mio è come un primo parto, io lo so e non ne sono spaventata. Comincia così il travaglio, il monitoraggio era attaccato in continuo ma a me non dava fastidio. Davide mi diceva quando la contrazione stava per finire e vedevamo anche l’intensità sul monitor per controllare che fosse tarato giusto e così era! Ad ogni contrazioni mi appoggiavo a Davide che mi sosteneva, o stavo inginocchiata e appoggiata al letto, vocalizzando forte. Tra una contrazione e l’altra invece chiacchieravo, ridevo e scherzavo con l’ostetrica. Non avevo paura, non mi sentivo stanca, non ho mai detto che faceva male o che non ce la facevo più, ero felice di vivere il travaglio ed ero eccitata che di lì a poco avrei fatto nascere il mio piccolo! 

Dopo un paio di ore arriva il mio ginecologo contento di vedermi tranquilla e motivata e mi vista: 4 cm, “andiamo benissimo e se vuoi possiamo andare in vasca”, dice! Accetto subito, era quello che volevo! Fino a quel momento comunque l’ostetrica mi faceva massaggi alla schiena e alle gambe, metteva profumi per l’aromaterapia e musica rilassante quindi era tutto super perfetto! Mentre riempiono la vasca il mio ginecologo scherza dicendomi: “non la facciamo l’epidurale?” e io gli rispondo: “assolutamente no!” E’ strano ma proprio non ci pensavo minimamente, sapevo che stavo riuscendo ad affrontare il dolore e non mi spaventava, questo penso sia dovuto a tutta la preparazione (durata 4 anni) nella quale mi sono informata e stra-convinta di volere un parto naturale dopo cesareo, un vero parto naturale. Di questa mia reazione al dolore sono veramente orgogliosa ed è l’unica cosa che mi rallegra, pensando a come si è poi evoluto il tutto...

Comunque entro nella vasca ed è meraviglioso, mi sento leggerissima, l’acqua è caldissima e anche qui G., l’ostetrica, scioglie nell’acqua essenze profumate (camomilla romana mi sembra) e mette musica rilassante. Sono circa le 10.30 e starò in vasca fino all’una circa, sto seduta con le ginocchia piegate e quando arriva la contrazione mi sollevo, mi attacco alla maniglia e alla mano di Davide stritolandola e vocalizzando o forse urlo! Poco dopo la dilatazione è a 6 cm e io sento che le contrazioni sono diverse, sento che le devo affrontare spingendo, ma non sento di “fare la cacca”, segno inconfondibile dei premiti ma solo di dover spingere davanti. Forse è il sacco che si deve rompere, forse è la pipì, ma la pipì non riesco a farla e dopo qualche contrazione nello spingere qualcosa si rompe e faccio la pipì in vasca!!! Lo dico a G. e lei ride e dice bene! Le contrazioni vanno avanti così con questa sensazione di forte spinta che affrontavo urlando a squarciagola nelle orecchie di Davide che era stravolto poverino (pensate che non era convinto di entrare con me e invece mi è stato sempre vicino!). G. mi chiede se può visitarmi: siamo ancora a 6 cm e c’è un bordino che impedisce la dilatazione completa. Ormai sono le 13.00 e sono in vasca da un bel po’, provo ad uscire, la sensazione di pesantezza nell’uscire dalla vasca è assurda, sembro pesante una tonnellata e mi piomba addosso la stanchezza tutto in un colpo! Fuori G. mi visita sotto contrazione e sposta il bordino (devo dire che non mi ha fatto assolutamente male), ora sono a dilatazione completa!

A questo punto vengono avvertiti i ginecologi di turno (che fino a quel momento ho visto solo una volta di sfuggita) e allertata la sala operatoria (purtroppo sono una pre tc e il protocollo dice così) e parte il count-down per la fase espulsiva. Io non noto nessun cambiamento nelle contrazioni, sento sempre quelle spinte davanti ma non dietro, non sento premiti, non mi sembra di dover “fare la cacca”. Provo a spingere in tutte le posizioni possibili ma nulla cambia, sullo sgabello non mi piace, sento una pressione troppo forte, sdraiata faccio fatica ma almeno dormo profondamente tra una contrazione e l’altra, in piedi le gambe non mi reggono, mi trovo ancora meglio in ginocchio e quando arriva la contrazione sposto il sedere ancora più in basso e la povera ostetrica (che nel frattempo è cambiata ed è arrivata S.) cerca di capire se progredisce la testa, mettendo una specchio sotto, anche se non le lascio grande spazio, poverina è proprio a terra che tappezza il pavimento di salviette! 

In quel momento mi sentivo su un altro pianeta, non sapevo più dove ero, quanto tempo passava, infatti i ginecologi cominciano ad essere impazienti ed entrano per valutare la situazione e dare il loro responso. Le visite sotto contrazione sono spaventosamente dolorose e la sentenza dice che la testa è ferma e sotto spinta non scende, in più le contrazioni si stanno diradando, sono più corte e quindi meno efficaci mentre io sono sempre più stanca. ”Signora, purtroppo l’unica soluzione è il cesareo”. Chiedo di stare da sola con Davide che mi ripete quanto sono stata brava ma che da parecchio non sono più su quel pianeta da quanto sono stanca, così, piangendo firmo il consenso. Da quel momento la paura, la rabbia, l’insoddisfazione e un grande senso di sconfitta si mischiano nella mia mente, preparazione e corsa in sala operatoria. All’anestesista subito chiedo di avere tanti antidolorifici dopo l’operazione, non voglio più soffrire. Così comincia il tutto, spinale tra una contrazione e l’altra nella quale il mio corpo spingeva ancora con tutte le forze possibili su quel freddo lettino, taglio e finalmente quel pianto che mi ha fatto scoppiare in lacrime. Dopo un po’ me lo mettono vicino alla faccia e lo tengono lì un bel po’ perché possiamo almeno annusarci e poi finiscono di cucirmi, sentenziando che la parete del mio utero era sottilissima, che si vedevano i capelli attraverso, che è stato meglio così, che il bambino era anche incastrato con la testa e non sarebbe mai uscito...io continuo a fare domande, tanto che mi chiedono se sono ostetrica!

Questa è la nascita del mio piccolo, sicuramente più vissuta e lottata della nascita della mia primogenita ma sicuramente non con l’esito che ho sempre sognato. Il post parto è stato più doloroso del primo, sia a livello fisico che psicologico e non so se e quando riuscirò a far pace con questa seconda cicatrice, per ora cerco di godermi l’allattamento, nonostante le tante difficoltà, ma ogni sorriso del mio piccolo fa dimenticare tutto!

 

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