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Puglia - L'HBAC di E.M.

Eccomi qua ragazze, anch’io pronta a raccontarvi la nascita della mia Alessia. Parto naturale a casa, dopo cesareo. La mia polpettina è nata il 14 gennaio 2013, alle ore 8.15, alla 39+3 w, ma partiamo dall’inizio.

E’ almeno da giovedì 10 che inizio a sentire le prime contrazioni un po’ più fastidiose, mi prendono anche la schiena. Con calma le accolgo e aspetto. Venerdì 11 inizio a perdere un po’ di tappo. Bene, qualcosa si muove…Che emozione! Avviso R., è contenta, mi dice di tenerla informata. Sabato 12 ho contrazioni decisamente più forti, ma io sono tranquilla. Continuo la mia vita normalmente, porto Giulia all’asilo, faccio le pulizie, cerco di stare più in movimento possibile, anche se col pancione non è facile. La notte tra sabato e domenica invece no, non riesco proprio a dormire: le contrazioni si fanno sentire sempre di più, ma sono ancora abbastanza irregolari. Domenica 13 invito i suoceri a pranzare da me, non me la sento di uscire di casa. Mia suocera cucina, fa tutto lei. 
Dopo pranzo Giulia decide di andare dai nonni e io passo tutto il pomeriggio a travagliare vicino al caminetto acceso, sul tappetino dei giochi di mia figlia. Mio marito Marco è sempre vicino a me. Perdo ancora del tappo, stavolta molto di più. Ho contrazioni ogni 5-10-30-45 minuti. Cerco di trovare le posizioni più giuste per sopportarle meglio. Mi metto a carponi, mi appoggio sulla sedia ma non c’è niente da fare, quando la contrazione arriva, fa male e basta! Le contrazioni continuano irregolari, ma sono abbastanza dolorose: pancia, schiena, interno cosce, bacino, fa male tutto. 

Avviso R., le racconto. Mi dice di chiamarla non appena dovessi rendermi conto di non riuscire più a gestire la situazione da sola. Ok. Intanto Giulia ritorna a casa, è già buio e va a fare la nanna. Mi corico anch’io ma…ahi...le contrazioni aumentano, ora sono molto più ravvicinate. Oh mamma, che dolore. Decido di fare una doccia, ma mi da più fastidio che altro. Esco subito. Sono le 21,40 e non so se sia il caso di chiamare R. a quell’ora per chiederle di venire. E se le faccio fare un viaggio a vuoto? E se viene e poi le contrazioni finiscono? Che faccio? Mio marito mi convince a chiamarla. Le dico che ora le contrazioni sono molto più ravvicinate e che io sto proprio entrando nel pallone! Si, sto entrando nel pallone. Mi dice che sta assistendo un altro parto, di star tranquilla, che mi avrebbe raggiunta appena l'altra donna avesse partorito, tanto era già alle spinte. 

Ok. Trascorro il tempo tra mugolii e “ahia che male” e ad ogni contrazione stringo forte la mano a mio marito. Finalmente alle 00.30 arrivano R. e la doula S. e subito mi tranquillizzo. La loro presenza, le parole dolci di R. mi tranquillizzano. Si siede sul divano accanto a me e ascolta il battito della mia bambina: perfetto. Percepisce anche le contrazioni. Bene dice, non importa ogni quanto ce le hai, l’importante è che ci siano. Noi aspetteremo. Che donna, quanta dolcezza e pazienza…E inizia così il mio travaglio vero e proprio sul divano, col mio pigiamone in pile, seduta e coccolata da due donne stupende, il caminetto acceso e mio marito sempre vicino a me. Ad ogni contrazione S. mi tiene la mano e mi aiuta a superarla inspirando e buttando fuori l’aria, con calma. Poi inizio a provare le varie posizioni. Mi inginocchio su un cuscino e con le braccia mi abbandono sul divano. S. mi massaggia la schiena con dell’olio, wow, che meraviglia, quasi mi addormento. Dopo un po’ ho fastidio alle gambe, devo cambiar posizione. Prendono la palla, mi inginocchio e mi abbandono con le braccia su di essa, ad ogni contrazione roteo il bacino e S. mi massaggia energicamente la schiena. Si parla, si chiacchiera del più e del meno.  

Che bello...che pace. Iniziano a coprire i divani con i maxi teli. Dopo un po’ mi stanco di nuovo di star così e mi consigliano di sedermi sulla palla e poggiarmi con le braccia sul tavolo. Siiiii, così si che mi piace! Trovo davvero tanto sollievo! Ad ogni contrazione S. prontamente mi massaggia la schiena in un modo meraviglioso. Quanta energia nelle sue mani. Altro che epidurale! Anche Marco di tanto in tanto mi massaggia. Mi insegnano a vocalizzare. E così passano le ore, tra mugolii, vocalizzi, chiacchiere e caminetto acceso. Solo la fiamma del fuoco illumina la stanza. E poi il profumo dei flauti, del tè, dei succhi di frutta, i lecca lecca e la cioccolata. Dovevamo pur mangiar qualcosa! La notte è ancora lunga! Che atmosfera indimenticabile. Tutto va benissimo, il travaglio procede bene e io decido di mettermi la camicia da notte per star più comoda. Tutto ad un tratto, Giulia si sveglia e mi chiama a gran voce...ODDIO! E ora? Marco va subito a calmarla e io cerco di non distrarmi. Dopo un bel po’ riesce a farla riaddormentare. Per fortuna! Solo che...si addormenta anche lui! Povero!

Nel frattempo R. mi chiede se può visitarmi e io accetto. Benissimo, sei già a 5-6 cm mi dice. Wow! Di già? Che meraviglia! Non pensavo di essere già a quel punto! Credevo che da quel momento sarebbe stato semplice arrivare alla fine, ma la strada era ancora lunga. Intanto, dopo essersi fatto almeno un’oretta di sonno, Marco si sveglia e torna da noi. Io ricordo a R. di voler partorire in acqua, così prendono la piscina e iniziano a gonfiarla. Il mio travaglio continua sul divano con S. che mi tiene la mano e mi sussurra parole dolcissime. Finalmente la piscina è gonfia e iniziano a riempirla d’acqua. Quanto tempo ci è voluto, era veramente enorme! Intanto sento scendere qualcosa di caldo. Pensavo si fossero rotte le acque e invece mi accorgo che era sangue. R. mi dice di star tranquilla, che può succedere a quel punto del travaglio. Mi fido e mi tranquillizzo. Dopo un bel po’ che la vasca era pronta, mi chiedono se voglio entrarci. Io accetto di corsa! Non vedevo l’ora! 

Avverto subito una sensazione piacevolissima, mi abbandono e mi lascio cullare dall’acqua calda. Poi con grande sorpresa, mi rendo conto che le contrazioni fanno male comunque nonostante l’acqua. La schiena, il bacino, le gambe, tutto mi prende. Cercano di darmi sollievo, mi aiutano come possono, mi chiedono se voglio girarmi o cambiare posizione, ci provo. Mi poggio con le braccia sul bordo della vasca, ma...no no...peggio!!! Torno stesa a pancia in su. R. mi chiede se preferisco uscire dalla vasca. No le dico, Alessia nascerà in acqua! Mi chiede se mi può rompere le acque, io accetto, vediamo se acceleriamo un po’ le cose. Ora le contrazioni incalzano, sono sempre più vicine, fanno male, malissimo e io sono stanca, non ce la faccio più. Lo dico: NON CE LA FACCIO PIU'. Mi scoraggio, mi lamento: R. mi chiede se sento l’esigenza di spingere. Quando arriva la contrazione ci provo. Mi dice che ora è arrivato il momento di tirar fuori la grinta, di arrabbiarmi anche, se voglio! E io mi arrabbio, si che mi arrabbio.

"E dai Alessia esci". Provo a spingere ad ogni contrazione, R. mi spiega come fare, e io spingo, spingo più forte che posso. Spingo e urlo come non ho mai urlato in vita mia, come nemmeno io immaginavo di riuscire a fare. Ma non vuole uscire? Non esce...non esce, dico e R. mi ripete di aver pazienza, che la bambina sta collaborando, si sta facendo il suo spazio. Lei sa come fare.. Mi invita ad approfittare delle pause per riposare ma io ormai mi lamento e basta, inizio veramente a perdere le forze. Sono esausta. R. scherzando mi chiede se volessi andare in ospedale a farmi fare il cesareo, NO. Non posso mollare ora, non posso. Ad ogni spinta scivolo giù e non ho nemmeno la forza di rialzarmi e sedermi, mi devono prendere di peso. 

Spesso controlla il battito della piccola. Sempre perfetto! Spingo ancora e tutto ad un tratto sento scendere la bambina più giù, la sento proprio! E avverto un po’ di bruciore. Mio marito è lì che mi sostiene: mi dice che ad ogni spinta la testolina si vede, si vede. R. mi chiede se me la sento di toccare la testolina, perché ormai si che ci siamo. Infilo la mano e tocco una cosa dura. Oddio grido, siii la sento! Ormai è fatta, raccolgo tutte le poche forze che mi sono rimaste, do un’altra spinta e finalmente esce fuori la testolina. Ne do un’altra e sguscia fuori tutto il corpo. Oddio...Finalmente! Finalmente è nata! 
R. la prende e me la posa sul petto, la coprono con un asciugamano. E io commossa ripeto che no, non ci posso credere, ce l’ho fatta, ce l’ho fatta! E’ bellissima, tutta rossa, com’è piccola. La attacco subito al seno e dopo pochi secondi inizia a ciucciare. Mio marito è vicino a me, è stato un grande, il mio Amore. Mi abbraccia. Poi R. mi chiede di uscire dalla vasca, vuole controllarmi. Mi siedo sul divano e si, mi sono un po’ lacerata, ma fa nulla. Mi dice che mi deve mettere qualche punto. Ok, va bene. Prima però facciamo nascere la placenta. Do una piccola spinta e viene subito fuori. Sento una cosa calda uscire e R. me la mostra. Forte...non avevo mai visto una placenta dal vivo! Mi mette qualche punto (4) e poi mi stendo sul divano con la bimba addosso. Me la guardo emozionata. Oddio quant’è bella. Com’è perfetta. Anche S. si incanta a guardarci. 

Dopo non so quanto tempo, forse un’ora e mezzo, R. taglia il cordone. La pesano: 3,500 kg di amore e morbidezza. Il giorno dopo ho saputo che era lunga 51 cm. Intanto sono arrivati i miei suoceri e mia madre con mia sorella (mio padre purtroppo non c’è più) e due alla volta sono venuti a conoscere la piccolina. Anche Giulia è corsa a conoscere la sua sorellina e la bacia, la abbraccia, la stringe a se. Amore. Poi Marco mi accompagna al letto, sono letteralmente senza forze ma felice, felice del mio parto, di essere riuscita nel mio vbac. 

Non potevo avere parto più bello, non potevo avere persone più in gamba e meravigliose ad assistermi. E’ andato tutto esattamente come avrei voluto che andasse: il travaglio di notte, il camino acceso, il parto in acqua, a casa. Sono felice da morire e ce l’ho fatta, alla faccia di chi non mi ha sostenuto. 
Invece alla mia meravigliosa ostetrica R. va un Grazie grande, grandissimo. Senza di lei non avrei mai realizzato il mio desiderio. Non ho parole per lei, solo una grande stima e un grande riconoscimento. Gliene sarò grata finché avrò vita. Un Grazie speciale va inoltre alla mia bravissima doula S. che mi ha aiutato in un modo eccezionale a superare le contrazioni e un Grazie altrettanto speciale va al mio tesoro Marco che mi ha preso per mano e mi ha accompagnato fino alla fine in questo splendido percorso. E ancora voglio ringraziare tutte voi che mi siete state vicine e mi avete aperto un mondo. Senza le vostre informazioni non sarei arrivata fin qui. 

 

Il successivo 2HBAC di E.M. è raccontato qui:

Puglia - Il 2HBAC di E.M.

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