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Puglia - Il 2HBAC di E.M.

Il precedente HBAC di E.M. è raccontato qui:

Puglia - L'HBAC di E.M.

Il mio secondo HBAC, la nascita di Samuele!

E' il 31 luglio 2015, fuori c'è la luna piena e io sono alla w 39+0. Alle 3 di notte vengo svegliata dalle prime contrazioni!
Caspita -penso- queste sono proprio contrazioni, non i soliti doloretti che ho avuto nei giorni precedenti. Le accolgo e aspetto. Decido di farmi una doccia e vedere come procede. Continuano...Inizio a perdere anche il tappo. Ehm...mi sa che ci siamo. Avviso Marco, mio marito.
Sistemo un po' a casa, roteando il bacino ad ogni contrazione. Alle 7 circa decido di chiamare la mia ostetrica R. e metterla al corrente. Mi dice che tempo 2 ore e sarebbe arrivata da me. Mi raccomanda di rilassarmi durante le pause. Nel frattempo le contrazioni continuano abbastanza ravvicinate. Sveglio le bimbe, faccio loro fare colazione, le vesto. A Giulia, la più grande, dico che probabilmente entro quella sera sarebbe nato il fratellino. Arriva il nonno e le porta a casa con lui.
 
Alle 9 precise arriva R., con I. e D., due giovani ostetriche neo laureate. Iniziamo a parlare di tutto e di più, del mio precedente HBAC, delle bimbe, guardiamo le foto della nascita di Alessia gustando cornetti e pasticciotti! Inizia così il mio lento, lentissimo travaglio. Tra tre donne dolcissime e mio marito! Mi sembra che le contrazioni si stiano distanziando ma R. mi dice di non avere fretta, di dare tempo al mio bambino.
Decido di sedere sulla palla appoggiandomi con le braccia sul tavolo,roteo il bacino ad ogni contrazione e le ragazze a turno mi massaggiano la schiena. Mi sento bene, ho 3 donne solo per me. Mi sento venerata come una Dea!
R. mi chiede se ho voglia di essere visitata. Temporeggio un po' ma alla fine cedo, la curiosità è troppo forte! "Sei dilatata di 4 cm, quasi 5" mi dice "ma il collo è posteriore. Sei ufficialmente in travaglio!". Bene! Sono contentissima!
 
Ogni tanto controllano il battito, sempre perfetto! Man mano il travaglio si intensifica e io mi concentro su me stessa, per affrontare al meglio le contrazioni che diventano sempre più dolorose. Mi prendono pancia e schiena. Mi chiudo in un mondo mio e inizio a vocalizzare: mi aiuta ad affrontare meglio il dolore. Le ragazze sempre lì a massaggiarmi, nel frattempo gonfiano la vasca e la riempiono. Entro e l'acqua mi rilassa. Cambio spesso posizione, prima stesa poi accovacciata.
Sento che devo spingere. Stringo la mano a Marco ad ogni contrazione e ad ogni spinta urlo come solo una donna in travaglio riesce a fare! Lo trovo liberatorio e comunque ormai non sono più in me. Fa male, malissimo. R. mi dice che devo lasciar andare il mio bambino, io spingo più forte che posso ma non è facile. Fa caldo, sudo anche se sono in acqua e inizio a essere stanca, non ce la faccio più. Si rompono le acque spontaneamente. 
 
Ad un certo punto R. mi dice che è un bel capellone!! Che vede la testolina. Oh mamma, ci siamo quasi. Spingo con tutte le mie forze e finalmente esce la testa, che bruciore! Con un'altra spinta sguscia fuori il corpicino, finalmente! Che felicità!
R. lo afferra e me lo poggia sul petto. Amore mio, ma quanto sei bello. E non faccio che ripeterlo, è bellissimo, mio Dio, ce l'ho fatta, ce l'ho fatta di nuovo! Ancora oggi, a quasi un mese dal parto non ci credo...
 
Samuele è nato alle 16.45. Esco dall'acqua e mi stendo sul divano, perdo sangue e R. mi dice che mi sono un po' lacerata e mi deve mettere dei punti, ma prima facciamo nascere la placenta, che sguscia fuori senza problemi. Avverto una sensazione bellissima di svuotamento e di calore mentre abbandona anche lei il suo nido. R. rimane sorpresa: "Peserà almeno 1 kg!" mi dice.
Intanto cerco di far attaccare il piccolo e Marco taglia il cordone quando ormai ha smesso di pulsare. Ho delle difficoltà a farmi fare l'anestesia, provo troppo dolore quando R. cerca anche solo di toccarmi, ma con un po' di pazienza riesce a mettermi i punti di sutura, 3 o 4.
Dopo avermi pulita mi accompagnano in camera e arrivano le sorelline con i nonni a conoscere il nuovo arrivato!
R. lo pesa con una bilancia, davvero curiosa: sembrava tipo una fascia in tessuto. Kg 4,100 di amore puro. E due giorni dopo scopriamo che è lungo 51 cm, il mio ometto. 
 
Che dire...è stata un'altra esperienza che mi ha toccato nel profondo, un'altra nascita dolce e rispettata.
Grazie alla mia meravigliosa ostetrica che stimo tantissimo e a cui voglio un bene dell'anima e grazie a due piccole ostetriche dolcissime a cui auguro di fare tanta strada.
Grazie a tutte e tre, Donne straordinarie: vi porto nel mio cuore, lo sapete.
E grazie a Marco, mio marito che mi è sempre stato vicino e mi ha accompagnata in quest'altro bellissimo viaggio.
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