Joomla 3.2 Template by Justhost Complaints

Toscana - L'HBAC di C.P.

Il primo TC di C.P. è raccontato qui:

Toscana - Siena - Osp. Santa Maria delle Scotte - Il TC di C.P.

 

Benvenuto Marco, nato in casa, come avevamo sognato.

Sento che avrei bisogno ancora di tempo. Sono passati pochi giorni e ancora non ho forse preso completa consapevolezza di quello che è successo. Ma voglio raccontarlo perché devo fissare ora le emozioni ancora fresche e poi perché voi nei avete bisogno così come ho avuto bisogno io di leggere i vostri racconti, che mi hanno dato tanta forza, mi hanno dato il coraggio di lasciarmi dietro le spalle tutte le paure, i pregiudizi e di abbandonarmi a ciò che sentivo e percepivo come giusto.

Le mamme possono tutto, come mi ha scritto una cara amica ostetrica, ora lo so, ora sono finalmente consapevole di quanta forza abbiamo, tanta e tale da spostare le montagne, da stravolgere tutte le leggi fisiche e gravitazionali. Se ci crediamo, possiamo. Davvero.

Marco e' nato una mattina nuvolosa, dopo tanti giorni di sole e caldo. Una mattina meravigliosa per me. Una mattina che inizia dalle prime luci dell'alba che filtrano dalle persiane, insieme al canto delle rondini e al respiro del mio bimbo grande che dorme addosso a me, mentre sento dentro il suo fratellino che mi sta iniziando a comunicare qualcosa. Sento contrazioni regolari, ogni 7/10 minuti e mi abbandono al loro ritmo, al loro susseguirsi, quasi con piacere, le accolgo e le assaporo. Marco sta iniziando il suo viaggio verso di noi, insieme stiamo iniziando il nostro viaggio...

Rimango a letto ancora un po'. Immagino, sogno di lui e di come sarà questa giornata, sono fiduciosa.

Intorno alle 6 decido che devo alzarmi e muovermi, le contrazioni sono sempre gestibili e mi accompagnano mentre faccio colazione e guardo fuori dalla finestra la vita, la giornata che inizia. Sono sola in soggiorno, i giocattoli di Dario sparsi a terra, metto un po' in ordine e poi inizio a fare la borsa con le sue cose da mandare alla nonna, insieme a lui. Andrea si alza, mi chiede se va tutto bene, poi torna a letto. Ancora soli, io e Marco...Inizio a vocalizzare, sento l'esigenza di buttare fuori questo dolore che inizia a farsi incalzante.

Intorno alle 9 anche Dario si sveglia, decido di farmi una doccia per vedere se le contrazioni sono davvero quelle "buone" ma già sapevo che lo erano.  Andrea dice di sbrigarmi, di chiamare le ostetriche, è agitato, io sono calmissima e tranquilla! Chiamo le ostetriche e intanto Andrea porta Dario dalla nonna. Vedo andar via il mio cucciolo e mi pento quasi subito di non averlo stretto forte forte e non avergli detto che al suo ritorno troverà una sorpresa.

Intanto arriva G., il mio primo angelo custode. Le contrazioni sono sempre più intense ma decido di non farmi visitare, non voglio essere condizionata dai centimetri. Lei mi massaggia mentre mi accompagna il cd con la musica del piano che ho ascoltato tutta la gravidanza e gli olii essenziali esalano nel brucia-essenze. Fuori dalla finestra la vita scorre, sembra non accorgersi di noi. Dopo quasi un'ora torna Andrea, con teli impermeabili da mettere nel soggiorno. Abbiamo provato a gonfiare la piscina per il travaglio ma la pompa non funziona. G. mi massaggia ma vedo la pancia ancora tanto alta e all'improvviso mi prende la solita paura dell'altra volta, quando arrivai in ospedale già a dilatazione avanzata ma il ginecologo emanò subito la sua sentenza: la pancia è alta, questo finisce in cesareo. Di nuovo la paura di non essere capace di partorire. Mi tengo la pancia fra le mani, ad ogni contrazione vocalizzo. G. parla con Marco, gli sussurra dolcemente "scendi Bambino, scendi" e come per miracolo sento le mie mani accogliere Marco, sempre più in basso, sento proprio che sta scendendo. Sono le 11 e le altre due mie ostetriche, gli altri due miei angeli, tardano ad arrivare. Le contrazioni si sono fatte intense e frequenti, quasi non riesco a finire la telefonata con mia mamma in cui le dico di stare tranquilla e di non chiamare (nessuno oltre a noi e alle ostetriche sapeva dell'intenzione di fare un parto a casa). Cerco Andrea, mi aggrappo a lui ad ogni contrazione, ora sono fortissime e io non vocalizzo più, ora urlo e sento irrigidirmi dal dolore. All'improvviso mi prende la paura, sento tutto il dolore sulla cicatrice e si affaccia nella mente lo spettro della rottura d'utero.

G. mi dice di provare a fare una doccia e li mi accorgo che il dolore è talmente totale da non riuscire più quasi a muovermi. Riesco a stento a muovere pochi passi verso il bagno, mi fanno sedere sul wc e lì inizio a sentire prepotentemente voglia di spingere. G. mi visita, mi dice che sono completamente dilatata, arrivano le altre due ostetriche e insieme ascoltiamo il battito di Marco che va alla grande.

Mi rassicuro, sento spingere tanto e dopo una contrazione fortissima rompo le membrane. Le acque sono limpide, i miei angeli mi incoraggiano e mi tranquillizzano. Riesco non so come a trascinarmi grazie a loro in soggiorno dove mi mettono sullo sgabello: continuo a spingere, ad ogni contrazione cerco Andrea, mi aggrappo a lui con tutta la mia forza, sento uscire da me urla da animale, una voce che non riconosco, che non pensavo mi appartenesse. A. mi massaggia la schiena, G. prende il battito di Marco, B. mi massaggia il perineo. Tutte mi parlano dolcemente, mi sostengono, mi danno forza. Ogni spinta è un piccolo passettino di Marco verso la vita. Sento aprirmi là sotto, ad ogni spinta sono sempre più aperta, sento che sono davvero come la corolla di un fiore che si schiude, sento che il mio Bambino sta scendendo, sta venendo da me. Tutto sta precipitando, G. mi chiede di alzarmi dallo sgabello perche non riesce a posizionare bene lo strumento per prendere il battito. Andrea mi fa alzare, sento spingere ancora, non posso più trattenere. E all'improvviso sento scivolare Marco fra le mie gambe, scivola come un'anguilla con un'unica spinta.
B. lo prende, aveva un giro di cordone intorno al collo e uno a bandoliera. Vedo questo esserino grigio, mi mettono a sedere e me lo danno in braccio. Chiedo se sta bene, vedo un piedino grigio e loro mi dicono che sta benissimo, piange solo un po' e tempo qualche secondo è diventato tutto rosa come un porcellino. E' bagnato di vernice caseosa. Io non riesco a crederci, tengo incredula fra le braccia questo fagottino e mi sembra di stare dentro un sogno. Di lì a poco secondo la placenta, non mi accorgo nemmeno. Mi adagiano sul divano, Marco ha già agguantato la sua tetta, gli mettiamo un berrettino.
G. mi dice che ho una bella lacerazione, Marco ha avuto tanta fretta di nascere e si è fatto strada. Iniziano a ricucirmi, mi chiedono scusa, mi dicono che non meritavo una così brutta lacerazione.. Ma a me non importava niente, non mi importa niente, non sono mai stata così contenta di farmi dare dei punti!! Poi avevo il mio Marco con me, mi guardava con i suoi occhietti e intanto cominciava a succhiare dal seno.

E' stato bellissimo, Marco è nato in soggiorno, in mezzo ai giocattoli del suo fratellino, mentre fuori la vita del borgo scorreva noncurante del piccolo grande miracolo che accadeva dietro quelle finestre. 
Le mie ostetriche mi hanno accompagnato in camera, sul letto, Marco con ancora la placenta attaccata, abbiamo festeggiato con un bel piatto di pasta al pesto e champagne, abbiamo chiacchierato fino a tarda sera come vecchie amiche e infine è arrivato Dario a fare conoscenza con il nuovo membro della famiglia.

E' stato come l'avevo sempre sognato. Partorire è fantastico, è qualcosa di sacro, di sovrannaturale, ma anche qualcosa di profondamente terreno e corporale, di istintivo. Più di una volta, durante il travaglio, ho sentito che il corpo andava avanti da sé, come se sapesse cosa fare e io non potevo fare niente se non assecondarlo. E ho sentito la potenza del mio Bambino, la sua voglia prepotente di nascere!

Io e lui, insieme, siamo stati più forti di tutto, delle parole, dei condizionamenti, delle consuetudini, dei protocolli, abbiamo sconfitto ogni paura, ogni dubbio. Io ho partorito, anche se l'aiuto delle mie ostetriche e di Andrea è stato fondamentale, sento di avercela fatta con le mie sole forze e quelle di Marco.

Ringrazio i miei angeli proprio perché hanno sempre creduto in me, non mi hanno mai fatto sentire un caso particolare e durante il parto sono state le discrete custodi del mio miracolo, lasciando a me il ruolo di protagonista. 

Ringrazio Marco per la sua forza e la sua determinazione.

E ringrazio me per non aver mollato mai, per non aver indietreggiato di fronte alle difficoltà e alle paure.

Questo è per tutte quelle che ci credono profondamente, che le mamme possono tutto. Davvero.

 

Tutte le informazioni contenute nel sito www.vbac.it non devono considerarsi come sostitutive del consulto medico.
Gli autori e gli amministratori del sito, pur impegnandosi ad aggiornare continuamente le informazioni contenute nel sito, non garantiscono né si assumono alcuna responsabilità circa la loro completezza e/o accuratezza; pertanto nessuna persona direttamente o indirettamente legata al sito (titolari, autori, copywriter, pubblicatori, moderatori e utenti del forum) potrà mai essere ritenuto responsabile, a nessun titolo, di eventuali danni e/o inconvenienti provocati dall'uso o dall'abuso delle informazioni in esso contenute. Il titolare del sito non controlla e non è responsabile delle informazioni contenute nei siti collegati e, pertanto, non potrà mai essere ritenuto responsabile di eventuali danni e/o inconvenienti provocati dall'uso o dall'abuso di tali informazioni.
Il titolare e gli amministratori del sito non controllano e non sono responsabili del contenuto delle informazioni e dei contributi inviati dagli utenti nelle sezioni aperte ed interattive (forum, area racconti), pertanto nessuno di loro potrà mai essere ritenuto responsabile di eventuali danni e/o inconvenienti derivanti dall'uso o abuso di tali informazioni e contributi.