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Piemonte - Chieri - Osp. Maggiore - Il TC di E.V.

La gravidanza è stata totalmente fisiologica, ho preso soltanto 7 kg e le mie analisi sono sempre state tutte perfette.
Ho scelto di partorire a Chieri, in una piccola struttura, nuova, accogliente, intima, col rooming in, la vasca da parto, lo staff pro naturale ecc...
A 37 settimane faccio il prericovero e trovo un'ostetrica un po' sgradevole che mi guarda con aria di sufficienza quando le chiedo di scrivere in cartella che desidero un parto non medicalizzato. Comunque esegue e scrive "desidera parto dolce". Io esco augurandomi di non trovarla di turno al parto...le ultime parole famose...

A 40 settimane tutto tace. A 41 anche. A Chieri propongono induzione a 41+3: so che le induzioni sono controverse ma non sono abbastanza consapevole e informata per ragionare seriamente se accettare o meno questa prospettiva e quindi vivo l'avvicinarsi di quella data con una grande ansia. 

A 41+1 entro in prodromi, dolorosi e sfinenti fin dall'inizio. Io però ancora non lo so che sono solo prodromi, sento contrazioni dolorose, che mi fanno mancare il fiato e che non mi lasciano dormire. È sabato pomeriggio, ora di mezzanotte sono già sfinita, dolorante e stravolta e decidiamo di andare a fare un controllo in ospedale. Dilatazione assente ma collo appianato, centralizzato e morbido. L'ostetrica mi dice che il mio corpo sta lavorando bene, di andare a casa e cercare di dormire. Mi invitano a tornare l'indomani per fare il tracciato previsto di routine a 41+2.

Passo la notte sul divano, praticamente in bianco, contrazioni ogni 10/15/20 minuti, dolorose da svegliarmi. Verso l'alba diminuiscono e riesco a dormire un po'. Domenica mattina ho contrazioni irregolari, sempre piuttosto dolorose però. Verso mezzogiorno con calma ci avviamo a fare il tracciato, convinti di essere rimandati a casa. Invece in ospedale mi trovano 3/4 cm di dilatazione e mi ricoverano. Indovinate chi c'è di turno quella domenica? Esatto, proprio lei!

Mi lasciano travagliare per qualche ora in camera, siamo soli io e mio marito, fuori diluvia...mi danno fette biscottate e marmellata per pranzo. I dolori sono forti, mi metto carponi sul letto, in piedi, vago come un'anima in pena. A posteriori mi rendo conto che ho paura, che vorrei una guida e invece siamo soli e smarriti io e il marito. Verso le 15 l'ostetrica decreta che la mia dinamica contrattile non è buona e propone l'epidurale, che rifiuto. Dopo un'ora la ripropone, insiste dicendo che mi aiuterà a rilassarmi e che non ha senso soffrire così per niente (la sua espressione dice "sei una stupida se rifiuti ancora"). Accetto, il dolore svanisce e io risorgo ma a quel punto l'atmosfera si è guastata, irrimediabilmente. Inizio a chiacchierare del più e del meno, le contrazioni non le sento più, ho il monitoraggio continuo adesso e così ci accorgiamo che le contrazioni sono anche diminuite di intensità e sono sempre più irregolari. La dilatazione ovviamente non procede, il bambino è alto. Verso le 17 l'ostetrica mi porta in sala visite e mi dice che vorrebbe rompere il sacco per controllare lo stato di salute del bambino, visto che siamo a 41+2, io accetto e il liquido è leggermente citrino, giallino insomma. Torno in camera tranquilla ma un'ora dopo ecco la sorpresa! Torna l'ostetrica e mi dice che visto che ho accettato l'amnioressi adesso sono entrata nel protocollo del parto medico e quindi si va di ossitocina. Io così 0___0.

Ci trasferiamo in sala parto e via con l'ossitocina a manetta...il mio utero però non risponde, l'ossitocina è come acqua fresca. Aumentano la dose finché mi viene un bell'ipertono e il battito del bambino cala troppo, al che riducono la dose. Finisce l'epidurale ma io non ho praticamente più alcun dolore, non sento niente. Proviamo varie posizioni, a carponi, sul lettino, sulla sedia svedese, mi visita spesso, credo per capire come è girato mio figlio, poi mi invita a spingere anche se non ne sento il bisogno. La vedo pensierosa ma non mi dice nulla: non mi parla questa ostetrica, non mi tocca, non mi assiste in nessun modo che non sia l'aspetto prettamente medico. Intanto in fondo alla sala parto si è silenziosamente materializzato un ginecologo e io inizio a sentire l'odore della sala operatoria...oramai è buio, sono le 23, la mia dilatazione è arrivata a malapena ai 6/7 cm ed è ferma da ore... Il ginecologo, decisamente più umano dell'ostetrica, mi dice che così non andiamo da nessuna parte, che se proprio ci tengo possiamo provare a insistere per un altro paio d'ore ma che lui preferirebbe fare un cesareo adesso piuttosto che farlo con più urgenza e magari col bambino in sofferenza fra due ore. Io gli chiedo "ma se insistiamo per il vaginale finisce con ventosa, kristeller e episiotomia secondo lei?". Lui resta stupito ma mi risponde con correttezza che sì, avrebbe quasi sicuramente usato la ventosa vista la situazione, ammesso e non concesso di riuscire ad arrivare a dilatazione completa. A quel punto ci hanno lasciati soli, io e il marito, mi sono fatta un bel pianto e ho deciso che accettavo il cesareo. All'1 di notte é finalmente nato mio figlio, con Apgar 9/9 e inviperito. I suoi pianti furibondi hanno risuonato nell'ospedale silenzioso e semivuoto per la mezz'ora che siamo stati separati. Dell'intervento ricordo le carezze dell'anestesista sulla mia fronte mentre cercava di confortarmi, lo strano miagolio di mio figlio appena uscito e il senso di irrealtà e incredulità che provavo. In camera, mentre aspettavo che mio marito mi portasse il bimbo, mi sono addormentata: altro che adrenalina post partum, io avevo la morfina post partum. Per fortuna l'ospedale aveva il rooming in e mio figlio è stato fisso nel letto con me per tutta la durata della degenza. Sono stati prodighi di antidolorifici e hanno lasciato che mia madre o mio marito stessero con me praticamente sempre, per aiutarmi a gestire il bimbo. In terza giornata mi sono fatta dimettere in anticipo e sono andata a casa a leccarmi le ferite. Fisicamente mi sono ripresa molto in fretta, anche perchè ho continuato a fare uso di antidolorifici per 2 settimane.

Sulla mia cartella hanno scritto TC per distocia dinamica e per feto in posizione OIDP (occipito iliaca destra posteriore, un malposizionamento che può rendere più difficoltosa e lenta la nascita, ma che può anche essere provocato dall'epidurale...). Insomma, un cesareo sine causa perché i bambini mal posizionati ruotano tranquillamente in travaglio, o nascono anche girati male. E perché la distocia dinamica non esiste, esistono solo una donna spaventata e impreparata, un'ostetrica poco empatica e un travaglio lungo e laborioso...il mix di questi tre elementi penso sia la chiave per capire cosa è andato storto. E per imparare per il futuro.

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