Joomla 3.2 Template by Justhost Complaints

Piemonte - Torino - Osp. Maria Vittoria - Il TC di Arianna Pescara

Prima di raccontare il mio parto vorrei raccontare il "Mio parto" come me lo sono sempre immaginato: 285 giorni di Emma nella Pancia.

Ho sempre pensato che in una notte di aprile avrei sentito l'arrivo delle famose contrazioni, mi sarei alzata dal letto, avrei fatto un bellissimo e rilassante bagno caldo aspettando il momento di andare in ospedale, avrei svegliato Gianluca e saremo andati in ospedale aspettando il più possibile a casa. Ci avrebbero messo in sala travaglio per un po'...mi sono sempre immaginata dolori costanti e frequenti ma sopportabili, avrei sentito arrivare il momento di andare in sala parto dalla voglia di spingere e poco dopo avrei sentito la piccola Emma sgusciare fuori...
Non ho mai avuto paura del parto né dei dolori, ho scelto un ospedale dove non mi avrebbero fatto l'epidurale perché ritengo che il parto, la nascita dei nostri figli debba essere un evento più naturale possibile, e con questo pensiero inizia il mio vero racconto del parto.

Mercoledì 28 Aprile alle 8 vado in ospedale per il tracciato, secondo i calcoli medici sono a 41+3; secondo i miei calcoli, sapendo perfettamente quale è stato il giorno in cui Emma è stata concepita, le 40 settimane sono scadute il 27 Aprile cioè il giorno prima. Preciso questo perché al di là di come sono poi andate le cose la mio opinione rimarrà sempre che tutte e due non fossimo pronte!
Il tracciato è buono, la bimba sta bene, il liquido sta diminuendo (AFI 4) ma considerando l'epoca gestazionale è normale, il collo dell'utero è posteriore e chiuso, niente da fare bisogna indurre. Provo a patteggiare ancora due giorni, mi dicono che non cambierebbe molto. Purtroppo sono alla mia prima gravidanza ed ho paura di rischiare solo per la salute di Emma: ok ricoveratemi :-( , mi dicono di tornare nel pomeriggio alle 17 in modo da non stare tutto il giorno in un letto d'ospedale.

Vado a casa e chiamo la mia ginecologa e anche lei sostiene che avrebbero potuto aspettare ancora un po', tutto sommato in parecchie strutture si aspettano le 42 settimane per l'induzione. Premetto che nei giorni precedenti a quel mercoledì ho fatto tutte le cose che dicono si debbano fare: scale, camminare, bere succo di melagrana, mangiare ananas, ho preso il Follicolinum e l'Apermus (quest'ultimo sono sincera non come viene indicato ma ogni tot ore una decina di granuli), unica cosa che non ho fatto è il sesso (sarà stato per questo?). La ginecologa mi dice di provare l'olio di ricino e che nel giro di un'oretta sarebbe partito il tutto: ok l'ho preso alle 11.30 e alle 14.30, ma nessun sintomo...vabbè pazienza...attendo le 17.

Arrivo in ospedale, mi assegnano la camera, mi spiegano come funziona l'induzione, mi fanno il tracciato e la visita (tutto sempre uguale ), in serata mi avrebbero infilato questa fettuccina che rilascia lentamente il farmaco che provoca contrazioni e avvia il travaglio. Alle 23 circa mi mettono la fettuccia, mi attaccano al tracciato e mi augurano la buona notte, che passa con qualche contrazione sopportabile; scorre cosi anche la giornata di giovedì 29, in cui chiedo diverse volte di fare la doccia o il bagno e mi assecondano. Credo mi abbiano fatto solo una visita in cui la dilatazione era 1 cm e il collo dell'utero sempre posteriore (in pratica non si muove nulla!). Giovedì sera la ginecologa di turno mi propone di attaccare direttamente la flebo di ossitocina, anziché seguire la prassi che sarebbe togliere la fettuccia, lasciare 12 ore di tempo per vedere se ha fatto effetto e se ancora nulla si smuove procedere con il Propess, un gel che viene posizionato sul collo dell'utero e dovrebbe far partire con decisione il travaglio. L'ostetrica di turno, che è poi quella con cui ho fatto il corso preparto, mi dice di non farmi mettere subito l'ossitocina, ma di provare prima con il gel che nel 90% dei casi nel giro di poche ore fa effetto e spesso nascono i bimbi con il gel in testa: ok, proviamo questo gel!

Uh mamma! Come mi mettono il gel partono contrazioni dolorose abbastanza ravvicinate, passo la notte seduta su una sedia con la testa appoggiata ad una barella, tra una contrazione e l'altra provo a dormire, ovviamente sono stanca. Nella notte mi visitano, utero sempre posteriore, 2 cm di dilatazione. Arriva la mattina di Venerdì 30 Aprile, sono abbastanza stanchina, continuo a passeggiare e verso mezzogiorno chiedo se posso far venire Gianluca: permesso accordato :-) ci lasciano la stanza con la vasca da bagno in modo che io possa fare un bel bagno, mi immergo e lì rimango almeno un'oretta e mezza, sempre con contrazioni, sempre fortine ma non regolarissime, ogni 4/5/6/7 minuti. Tra una contrazione e l'altra mi addormento, sperando di aver raggiunto una dilatazione almeno degna si essere chiamata tale.
Esco dalla vasca, mi visitano e sono a 4/5 cm: possiamo andare in sala travaglio, sono circa le 16 e lì mi attaccano al tracciato e vista la situazione mi mettono la flebo di ossitocina. Riesco a stare seduta su una sedia e dondolo avanti e indietro con il bacino ad ogni contrazione, il tempo passa lento, il dolore è intenso, c'è un attimo in cui sento meno male e un motivo c'è. Gianluca si accorge che la canula della flebo è uscita e mi sta gonfiando il braccio! Chiamano l'ostetrica che mi fa togliere la flebo e la rimettono nell'altro braccio. Ricomincia tutto regolare...

Sono circa le 20, c'è il cambio turno e per fortuna arriva M., l'ostetrica del mio corso preparto. Le dico che sono stremata e che non ce la faccio più. Lei mi rassicura dicendo che presto arriva Emma, le rispondo che sono ore che la aspetto. Mi visitano nuovamente e siamo SOLO a 6 cm, mi sento scoraggiata e senza forze, le contrazioni sono sempre forti, mi portano in sala parto, sempre attaccata al tracciato e alla mia flebo, mi fanno stare accovacciata sulle ginocchia, ma non mi da molto sollievo: ho male, tanto male, sono stremata ed inizio anche a mordermi il polso dal nervoso. Le ore passano ma la situazione non migliora, siamo a 7 cm, collo sempre posteriore, la bambina è girata male.
Le due ostetriche si alternano, mi massaggiano la zona lombare, cercano di far scendere la bambina. M. passa un'ora intera a massaggiarmi le cosce dicendo che aiuta a far procedere la dilatazione. Sono le 23 e sono sempre più stanca, la ginecologa è scettica anche se sa che ce la sto mettendo tutta, dice anche all'ostetrica che rivalutiamo tutto tra un'oretta. La dilatazione non procede, il collo è sempre posteriore e la bimba è sempre alta. 

E' ormai l'una: ci hanno lasciato provare ancora due orette e non è cambiato molto. Io sono stremata e non riesco nemmeno quasi ad alzarmi da dove sono accovacciata, mi tremano le gambe, piango. Emma non ne vuole proprio sapere, ho la ginecologa e l'ostetrica che mi accarezzano dicendo che se voglio aspettiamo ancora, che il tracciato è comunque buono, ma la situazione essendo ferma da ore potrebbe anche non avanzare e si rischierebbe la sofferenza fetale. Mi chiedono se voglio provare ancora, mi chiedono come mi sento, se sento la necessità di spingere...no non sento il bisogno di spingere, sento solo che non mi reggono le gambe, che ho freddo, che sono stremata. L'ostetrica sa quanto avrei voluto un parto naturale ma non ho davvero più risorse e decidiamo per il taglio cesareo. Mi piange il cuore, volevo farla nascere io, ma non c'è nulla che ci incoraggi.

Saluto Gianluca, mi portano in sala operatoria, mi preparano, mi tolgono la flebo di ossitocina, magicamente sparisce ogni dolore ed ogni contrazione, la ginecologa se ne accorge e mi chiede se ho contrazioni, le rispondo di no, niente, mi dice allora che la bimba non sarebbe mai nata se le contrazioni mi sono sparite cosi. Arriva anche l'anestesista che mi dice di dirle quando ho la contrazione per evitare che mi muova, le dico che non ho contrazioni ed anche lei è sorpresa. 
Eccomi li distesa, ad aspettare Emma nel modo che mai e poi mai avrei pensato: sento trafficare nella pancia, un urletto della mia piccolina mi rasserena, me la fanno vedere, così tutta sporca è bellissima, somiglia tutta a suo papà, l'ostetrica mi dice che le mancano solo gli occhiali.
La pediatra li accanto la prende e la porta a pulire un pochino, chiedo se sta bene, mi rispondono che è sanissima e lo sento anche dalle sue urla.
Poco dopo me la riportano, mi guarda e ci sbaciucchiamo, chiedono se possono farla vedere al papà e me la riportano subito.
La mia piccola prosciuttina pesa 3820 è lunga 51, 5 cm e quando me la riportano si attacca alla tetta...

Tutte le informazioni contenute nel sito www.vbac.it non devono considerarsi come sostitutive del consulto medico.
Gli autori e gli amministratori del sito, pur impegnandosi ad aggiornare continuamente le informazioni contenute nel sito, non garantiscono né si assumono alcuna responsabilità circa la loro completezza e/o accuratezza; pertanto nessuna persona direttamente o indirettamente legata al sito (titolari, autori, copywriter, pubblicatori, moderatori e utenti del forum) potrà mai essere ritenuto responsabile, a nessun titolo, di eventuali danni e/o inconvenienti provocati dall'uso o dall'abuso delle informazioni in esso contenute. Il titolare del sito non controlla e non è responsabile delle informazioni contenute nei siti collegati e, pertanto, non potrà mai essere ritenuto responsabile di eventuali danni e/o inconvenienti provocati dall'uso o dall'abuso di tali informazioni.
Il titolare e gli amministratori del sito non controllano e non sono responsabili del contenuto delle informazioni e dei contributi inviati dagli utenti nelle sezioni aperte ed interattive (forum, area racconti), pertanto nessuno di loro potrà mai essere ritenuto responsabile di eventuali danni e/o inconvenienti derivanti dall'uso o abuso di tali informazioni e contributi.