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Lombardia - Vimercate - Osp. Civile - Il TC di Greta Scarzello

Era la notte tra il 31/7 ed il 1/8 del 2007, il mio compagno aveva terminato il permesso ed era rientrato al lavoro, a 70 km da casa.

"Ormai" a 40+5 iniziavano i primi dolori, probabilmente prodromi o probabilmente percepiti a causa di un AFI che si rivelerà troppo basso...Sta di fatto che l'incoscenza dei miei 19 anni mi fece correre in ospedale e dopo 1.45 h di tracciato, parole sussurrate tra la ginecologa di turno e l'ostetrica, via di ossitocina e liberatoria per l'induzione. Alle 6 sono di 3 cm, ma l'ostetrica mi rompe le acque che si rivelano tinte. 6 ore dopo la dilatazione è bloccata a 6 cm da circa un'ora e mezza, troppo secondo loro. Io non riesco a fare pipì ma voglio spingere, la dilatazione non procede e loro "percepiscono" il calo del battito fetale...Alle 12.36 nasce la mia Matilde con taglio cesareo. Perfetta e sana!! Apgar 10! Mi pare di sentirla piangere non appena mi tagliano! Ricordo tutto di quei 20 minuti di orrore: la depilazione che parte dall'ombelico, l'accanirsi dei medici su di me, il mio compagno sbattuto letteralmente fuori dalla sala parto, carte firmate senza cognizione e la corsa in sala operatoria passando per la sala d'aspetto davanti agli occhi terrorizzati e dubbiosi di mia madre. Nella pre sala operatoria afferro il braccio di un'infermiera implorandola di starmi vicina mentre mi faranno l'epidurale perchè ho paura, paura di morire, paura che la mia cucciola non stia bene, paura di non poterla stringere...

A distanza di 7 anni, nonostante un VBAC successivo, mi sento ancora male al solo pensiero. Dubbi, domande, incertezze, rabbia...
Perchè somministrare subito ossitocina? Perchè rompere le acque con AFI 3? Perchè non aspettare? Perchè non sono stata abbastanza forte per combattere affinché i nostri diritti venissero rispettati? Perchè non sono restata a casa invece che correre all'ospedale? Troppi perchè ai quali è tardi per dare una risposta...So solo che la nascita violenta e innaturale della mia meravigliosa creatura mi ha però reso più consapevole, come donna e come madre.

Ora guardo la mia nana qui al mio fianco che dorme e mi ripeto che continuerò a raccontarle la sua nascita e quella di suo fratello e a dirle come deve realmente avvenire una nascita affinchè sia senza violenza e rispettata. Voglio che LEI sia la mia rivincita, la mia vittoria, e che scriva il futuro delle donne come noi.

 

Il VBAC riuscito di Greta è raccontato qui:

Piemonte - Moncalieri - Osp. Santa Croce - Il VBAC di Greta Scarzello

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