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Campania - Napoli - Osp. San Giovanni Bosco - Il TC di Stefania D'Andrea

Devo scrivere il racconto del mio parto e mica è un'impresa facile! Il parto non è un evento così semplice da raccontare, ma poi, da dove si comincia!?  

Il parto a mio avviso non è solo il momento "del dare alla luce un figlio", il parto è un percorso che comincia sin dalla decisione di (ri)diventare genitori e si conclude col primo respiro del nuovo/a arrivato/a. 

Tanto per cominciare non è stato semplice decidere di avere un altro figlio: la prima gravidanza, persa in circostanze mai davvero chiarite ma attribuite dai medici ad un'incontinenza uterina (dovevano dare una giustificazione alle LORO COLPE), mi aveva annientata. Mi sentivo incapace di essere madre, incapace di portare avanti una gravidanza, incapace di mettere al mondo un figlio e soprattutto, colpevole della perdita del mio bambino. 

Certe "diagnosi" che hanno tutto il sapore di una condanna a morte hanno un potenziale distruttivo. Ho accettato l'idea di provare ad avere un altro figlio o figlia, per amore delle persone che mi sono intorno, per mio marito che preferisco definire il mio compagno e per mia madre, ma io mi sentivo completamente estranea a questa "esigenza", mi sentivo una sorta di contenitore mezzo rotto e nient'altro. 

Affrontare questa nuova gravidanza avrebbe avuto tutta una serie di conseguenze pratiche. Sono stata costretta a letto sin dal ritiro delle beta (fatte anticipatamente perché SENTIVO, SAPEVO di essere incinta fin dal momento del concepimento) ed ho preteso che mi fosse fatto un intervento di cerchiaggio cervicale (un intervento chirurgico da fare intorno alla 15esima settimana di gravidanza che serve letteralmente a chiudere il collo dell'utero in maniera meccanica) vista la sentenza...ops, scusate la diagnosi, di incontinenza uterina.

La gravidanza è stata terribile, tutta trascorsa a letto nel terrore che potesse interrompersi da un momento all'altro. Ho trascorso anche circa 3 mesi in ospedale, i 3 mesi peggiori di tutta la mia vita. Giunta alla 37esima settimana di gravidanza, il ginecologo che mi seguiva mi ha convinta che NON AVREI MAI POTUTO PARTORIRE a causa della massiccia somministrazione di vasosuprina (ormone sintetico che ostacola le contrazioni) che avevo subito. 

Io ero a pezzi, avevo fiducia in lui e mi sono affidata al suo bisturi. In sala operatoria mia figlia stava morendo, ma per fortuna sono riusciti a rianimarla. Quella creatura che non avrei mai voluto se non per amore di altri era la mia creatura, era cresciuta dentro me e nonostante tutto io l'ho amata sin dal concepimento, nonostante cercassi di mantenere un certo distacco (lo so, così sembro un mostro, ma sono solo una madre che ha perduto un figlio e vive nel terrore di perderne un altro, potete capire).

Dopo la nascita di mia figlia ho cominciato a realizzare, ho cominciato a ritrovare o meglio a ricercare un po' di fiducia in me stessa, a pensare che forse quei medici si erano sbagliati, che forse nel mio corpo non c'era nulla che non andava, forse potevo darmi un'altra possibilità, questa volta senza quel cerchiaggio che non aveva fatto altro che disturbare il normale andamento di quella che avrebbe potuto essere una gravidanza fisiologica.

Ho cominciato ad informarmi sulla possibilità del parto naturale dopo un cesareo (VBAC), in Campania, a Napoli, ma sembrava davvero impossibile trovare dei riferimenti. Nel frattempo sono trascorsi circa 1 anno e mezzo ed io e Dario abbiamo deciso di riprovarci, con un nuovo spirito, una nuova modalità, delle nuove consapevolezze, con le vecchie paure da sfidare e vincere. 

Per tutta una serie di strani incroci ho conosciuto poi quella che è diventata la MIA ostetrica, una grande donna:con lei e Dario ho portato avanti il mio, il nostro percorso, la mia voglia di essere madre sin dal primo respiro appunto, la mia voglia di partorire. T. ci è stata di supporto per tutta la gravidanza, a lei abbiamo rivolto i nostri dubbi, le nostre paure, con lei abbiamo discusso e ci siamo rafforzati, abbiamo avuto conferme e conforto, abbiamo affondato sempre più le radici delle nostre convinzioni, dei nostri desideri ed abbiamo maturato l'idea di un parto davvero naturale e rispettoso della nascita, l'idea del parto in casa. 

 

Il VBAC di Stefania è raccontato qui:

Campania - Napoli - Clinica Mediterranea - Il VBAC di Stefania D'Andrea

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