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Lombardia - Brescia - Osp. Sant'Orsola Fatebenefratelli - Il TC di Paola Fogazzi

La gravidanza di Asia arriva dopo un aborto spontaneo alle 6+5 settimana. 
Faccio il test e scopro di essere nuovamente incinta, tante paure ma poi mi convinco che tanto non posso cambiare le cose e vivere serenamente questa gravidanza è il regalo più bello che posso fare al mio bambino.
La gravidanza prosegue benissimo: pochissime nausee, nessun malessere fisico. Ad ogni ecografia però la signorina chiudeva le gambine e non scoprivamo mai il sesso.
A luglio (avevo la dpp al 26 novembre) scopriamo finalmente con certezza che è una femmina, però mi dicono anche che è piccina e dobbiamo monitorare meglio la crescita, mi dicono di fare ulteriori ecografie direttamente in ospedale e non dal mio ginecologo (visto che l'ecografo dell'ospedale è più attendibile). Da luglio facciamo ulteriori controlli, ma mi dicono sempre che non cresce molto. Non so dirvi quante eco ho fatto perchè ne ho fatte tantissime, forse 12 o 13 tra quelle fatte durante le visite ginecologiche e quelle fatte in ospedale

Mi rivolgo anche ad un altro ospedale, al Poliambulanza di Brescia, e il ginecologo che mi fa la visita è meno all'allarmista, dice che nascerà una bimba sui 2800 g che non sarà una bambinona ma non sarà nemmeno piccola. Faccio l'ultima eco un martedì mattina, poi il giovedì ho la visita ginecologica: il ginecologo mi fa l'ecografia e dice che il liquido amniotico è sceso moltissimo ed è al limite consentito. Da lì iniziamo ogni 3 giorni monitoraggi e ecografie, ma il liquido cala ancora così il mio ginecologo mi dice che dobbiamo far nascere la bambina, che non ha senso rischiare, che tanto non prende peso. L'idea del cesareo non mi aveva nemmeno sfiorato, finchè lui non mi dice che dovrà nascere con cesareo perchè è piccola e non si può rischiare.
Mio marito mi chiede perchè non ho chiesto se si poteva tentare un naturale, gli ho risposto che sinceramente non me la sono sentita: è il medico, se dice che è necessario mi fido.
Mi convocano il venerdì per il prericovero e mi fissano un ulteriore controllo di domenica giusto per controllare la situazione ed evitare ulteriori problemi. La domenica mi reco in ostetricia, mi fanno il monitoraggio e risulta che il liquido è sotto i limiti consentiti, per sicurezza mi ricoverano tanto il giorno seguente avevo il cesareo e non aveva senso mandarmi a casa.

Passano la sera a rasarmi, mi chiedono se ho bisogno di un clistere,ma rifiuto. Dormo poco o niente, la mattina mi faccio la doccia poi arriva mio marito e scendiamo in sala parto. Mi mettono una flebo (mi dicono che è antibiotico) e il catetere, poco dopo la somministrazione dell'antibiotico inizia una forte nausea, che fortunatamente passa. Alle 9 mi portano in sala operatoria: mi fanno la spinale e ricordo di aver sentito molto dolore anche perché avevo dato un consenso per il prelievo del liquor, per una ricerca tenuta dal gruppo ospedaliero sulla depressione post parto. Mi fanno sdraiare, mi attaccano tutti i loro sensori per la pressione e tutto quello che serve e iniziano a tagliare, ma io sento dolore e si fermano per riprendere poco dopo. Ricordo che parlavano della Juventus (beh è lunedì, vuoi che non si parli di calcio?) e io continuavo a muovere il braccio e l'anestesista mi rimproverava perchè continuavo a far partire il misuratore di pressione, ma il braccio era appoggiato male e mi si era addormentato. Ricordo il freddo.

Alle 9.40 nasce la mia bambina: ricordo che me l'hanno avvicinata alla faccia subito dopo il pianto, lei mi ha guardato con quegli occhioni e mi ha appoggiato la manina sul viso e io sono scoppiata in lacrime. Poi mi hanno detto che dovevano portarla via perchè lì faceva molto freddo. L'anestesista mi ha chiesto se volevo dormire e io pensavo solo che volevo vedere la mia bambina e quindi ho rifiutato (se avessi saputo che non l'avrei rivista fino al pomeriggio avrei accettato, visto che non ho dormito per 24 ore intere). Finiscono di ricucirmi e mi riportano in stanza. Dico al portantino di fare piano perchè sento male ovunque, mi dice che è impossibile ma io muovevo già le gambe (forse sono stati un po' scarsi di anestesia).

In stanza arriva mio marito commosso, mi fa venire da ridere e da piangere, ma mi fanno male tutti i muscoli se rido. Rivedrò la mia bimba solo il pomeriggio...ricordo di aver chiesto a mio marito gli occhiali per poterla vedere bene, di aver contato le dita delle mani e dei piedi e di aver pensato che era una meraviglia, piccina (2470 g) ma bellissima.

Io rispetto alle vostre storie ho accettato il cesareo senza alcun tipo di problema, serviva e lo ho accettato e questo sicuramente mi ha aiutato negli anni, la ferita si è rimarginata bene e ho vissuto la mia maternità senza la sensazione che mi fosse mancato qualcosa. 

Ora con la seconda gravidanza sarebbe diverso. Un conto è subire un cesareo per necessità, un conto è subire un cesareo perchè i dottori non si attengono a quelle che sono le direttive o perchè è più remunerativo per la struttura ospedaliera fare un cesareo piuttosto che un parto naturale.

Quindi voglio il mio parto naturale e se la mia gravidanza procederà senza problemi lotterò per averlo!

 

 

 

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