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Campania - Capua - Clinica Villa Fiorita - Il TC di Eugenia Simeone

Innanzitutto partiamo dal cesareo. L'ho avuto in provincia di Caserta, nella clinica (privata!) dove lavorava la cugina di mio marito, mia ex ginecologa.

Verso la 37esima settimana comincia a storcere la faccia guardando le ecografie, dice che la placenta era invecchiata troppo, alla 37esima settimana sembrava di 42, quindi era arrivata al limite e non ossigenava più il bimbo. Tant'è che, pare, durante i tracciati, ai movimenti il battito calava sensibilmente. Così diceva. Ok, a 38/39 settimane (mai datata bene per via del ciclo irregolare) mi ricovera. Tracciati e sentenza: per sofferenza fetale, 2 GIORNI DOPO avrei fatto il tc. All'inizio ne fui quasi sollevata visto che mi fece credere che il bimbo era grande fuori ogni misura, aveva un testone che mi avrebbe distrutta e quindi un parto naturale lo avrebbe ucciso per soffocamento! Così il 21/12/2004 nasce Paolo. Quando me lo tirarono fuori lo portarono via senza nemmeno farmelo vedere o anche solo dirmi "è nato"! Il ricordo più brutto! Mai nessuno mi restituirà il vedere mio figlio per prima e non per ultima dopo più di un'ora! Io ero senza respiro perchè mi spinsero talmente forte che non riuscivo nemmeno a riprendere fiato per chiedere! E lì ebbi il primo segno che qualcosa di terribile era appena successo! Ero diventata una mamma senza aver partorito! 
Il secondo segno arriva quando finisce l'effetto dell'anestesia ed il dolore supera ogni immaginazione! Io pensavo ad un fastidio come dopo un taglio, ma sembrava dovessi spezzarmi in due! Non parliamo di quando, di tanto in tanto, venivano a premermi senza nemmeno un po' di tatto! Insomma, in clinica privata magari una si aspetterebbe per lo meno un certo trattamento di riguardo (camera privata tra l'altro) invece nessuno mi diceva niente, nessuno mi diceva come si allattava...per fortuna, e nonostante il biberon di glucosata che mi diedero da dargli, sono riuscita a seguire il mio istinto e ad attaccarlo solo la sera. Per altro c'era il rooming in, almeno un problema era evitato! Della prima notte è meglio non parlare, ma il giorno dopo lo ricorderò per molto come il giorno più brutto della mia vita. Come ho detto prima avevo la camera privata ed ero in una clinica, quindi nessun controllo su orari di visita moltiplicato al quadrato. Ne conseguì che, grazie anche a mia suocera e mia madre che "gestivano" le visite, dalle 3 di pomeriggio alle 9 di sera ebbi la camera invasa da non meno di 20 parenti insieme! Pensa che bello dover chiedere loro il permesso lasciarmi sola per "farmi fare pipi'!" Tutto questo condito ovviamente dai dolori lancinanti alla pancia! Va bè, chiudiamo questo capitolo. Paolo cresce ciccioso e lo allatto esclusivamente fino a 4 mesi e mezzo, poi ho un calo drastico di latte e lo allatto un po' ancora fino ad 8 mesi e mezzo con l'aggiunta. Ovviamente passano i mesi e gli anni in cui dico che mai avrei voluto un altro figlio, non ci pensavo minimamente a rivivere quel cesareo, soprattutto sapendo che il secondo è peggio! Considerando anche che, se pure ero a conoscenza della possibilità di un VBAC, il terrorismo era ancora a mille, e pareva fosse una cavolata che non avrei dovuto nemmeno prendere in considerazione!

Paolo però si fa grande e comincia a chiedere il fratellino...

 

Il VBAC riuscito di Eugenia è raccontato qui: 

Lazio - Viterbo - Osp. Belcolle - Il VBAC di Eugenia Simeone

 

 

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