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Campania - Massa di Somma - Casa di Cura Nostra Signora di Lourdes - Il TC di Daniela Visco

Finalmente ho un attimo per dare sfogo ai miei pensieri! La mia storia comincia nel settembre 2001 che è il mese in cui mi sono sposata.
A quell'epoca non era mia intenzione avere figli. Volevo godermi la libertà che prima del matrimonio non ho avuto. Volevo viaggiare e godermi gli agi e gli sfizi senza dover pensare a nulla. Ed egoisticamente è stato ciò che io e mio marito abbiamo fatto. Siamo andati avanti così per sei anni, ma nella mente cominciava a maturare una paura nascosta: e se nel momento in cui deciderò di avere un bambino non arriverà?
Dovevo aspettarmelo! Era il castigo che meritavo per essermi disinteressata per tanti anni dei veri valori della famiglia. Nel 2007 abbiamo cominciato a provare e a riprovare, ma ogni mese il test era negativo. Non mi dilungo sulle indagini che abbiamo dovuto fare.  Nè tantomeno sullo stress psicofisico che ci ha accompagnati per due anni. Il dolore, la sofferenza, la consapevolezza del continuo insuccesso e di conseguenza il fallimento come donna. Non si può descrivere a parole il dolore ed il senso di colpa che si prova!
Poi un giorno l' inaspettata sorpresa: test positivo! Il putiferio! Gioia indescrivibile, festeggiamenti e chi più ne ha più ne metta. Da lì un'altra paura: e se qualcosa andasse storto? Il giorno in cui ritiro le beta io e mio marito abbiamo un incidente con la moto. Mentre cadevo mi dissi "ecco la mia incoscienza mi sta punendo di nuovo", ma posso dire di essere stata presa in braccio da un angelo che mi ha adagiata a terra. Ero vestita di bianco e non avevo addosso nemmeno una traccia di terra. Illesa mi sono trovata seduta sulla strada. Qualcuno lassù mi ama! Il mio fagiolino era salvo. Ero stata fin troppo fortunata!
La gravidanza che finalmente era arrivata, il pericolo scampato dell'incidente: era giusto che almeno il mio parto lo vivessi con DOLORE. E' incredibile ma ho desiderato tanto quel dolore. Mi dicevo: "Solo soffrendo ci si può rendere conto di cosa sia il valore di un figlio, dell'essere genitore. Quel dolore lo volevo e lo meritavo!
Immaginavo tanto quel giorno e quel giorno non arrivò! Il 3 maggio 2010 fui ricoverata alla clinica Lourdes di Massa di Somma in provincia di Napoli e ci tengo a precisare il luogo perchè è giusto che si sappia come agiscono i medici in quella clinica, in modo da mettere in guardia chi desidera partorire spontaneamente.

Arrivo la mattina alle otto per il ricovero. Ero di 40w+3 e dovevano solo tenermi sotto controllo. Alle nove la visita ed inaspettatamente rompo le acque, perdo il tappo mucoso, cominciano le contrazioni e mi ritrovo in sala travaglio, dove resto abbandonata a me stessa per quasi 4 ore. In quelle 4 ore ho visto solo 2 volte l'ostetrica che mi ha visitata, l'utero dilatato di un solo cm. Le contrazioni erano forti ma l'utero non si dilatava. Non sono stata aiutata in alcun modo. Mi facevano solo i tracciati e per il resto ero abbandonata a me stessa! All'una il mio ginecologo aveva terminato gli interventi che aveva quella mattina, quindi arriva da me e mi dice: "Signora adesso la portiamo in sala operatoria". Io scoppiai in lacrime e dissi: "Ma perchè? Proviamoci ancora, aspettiamo, non è giusto, io non voglio!". Mi fu detto che non si poteva più aspettare, che la bambina rischiava di andare in sofferenza. Io a questa cosa non ci ho mai creduto, sono convinta che se gli interventi che aveva quella mattina fossero terminati prima, mi avrebbe comunque fatto il taglio. I dolori che avevo erano atroci, ma avrei potuto aspettare ancora. Non avevo paura di soffrire, ero pronta a combattere e a vincere la mia battaglia: volevo sentirmi MADRE a tutti gli effetti e invece mi hanno privata di questa sensazione, di questa gioia,  una vera e propria violenza!

Non ho mai superato quel trauma. Non ho mai accettato quel cesareo. Ho avuto la depressione post parto e per un mese e mezzo piangevo soltanto senza motivo. Certo la nascita di un figlio è sempre una gioia ed è Gioia che si chiama la mia primogenita! La prima cosa che chiesi al mio medico quando andai a togliere i punti e dopo AVERLO PAGATO fu: "Quanto tempo deve passare per provare il parto spontaneo dopo un cesareo?". Mi rispose che ci volevano tre anni. Io non volevo aspettare tre anni, ma il mio pallino ormai era quello. Il mio secondo figlio volevo a tutti i costi partorirlo spontaneamente.

 

Il VBAC riuscito di Daniela Visco è raccontato qui: 

Campania - Ponticelli - Osp. Evangelico Villa Betania - Il VBAC di Daniela Visco

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