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Abruzzo - L'Aquila - Osp. San Salvatore - Il VBAC di Manuela Milano

Il primo TC di Manuela è raccontato qui:

Veneto - Verona - Osp. Borgo Roma - Il TC di Manuela Milano

 

Viola (la mia vittoria)

Da quando a febbraio ho scoperto di essere incinta ho sempre pensato che stavolta avrei saputo subito che giorno sarebbe nato/a visto che avrei dovuto fare un nuovo cesareo, avendone avuto già uno. Questo per la mia ignoranza ma anche perché chiunque parlassi confermava il mio pensiero: "Ah con il primo hai fatto un cesareo, quindi anche adesso!". 
Tutto questo fino a quando verso maggio, durante una visita di controllo, la mia ginecologa (che da quel momento ho iniziato a guardare come se avessi davanti un'apparizione della Madonna) dopo aver letto dalla cartella clinica come era andato il precedente parto e che cioè non era stato un cesareo programmato ma in travaglio già iniziato, mi dice: "Ma lei questa bambina la vuole far nascere?". "In che senso scusi, certo che la voglio far nascere!", non avevo ancora capito cosa volesse propormi. "Si ma vuole fare il parto naturale?". 
E lì silenzio: vado in crisi, perché comunque di getto avrei risposto subito si, ma mi sembrava di fare un torto a Davide; infatti devo essere sincera all'inizio non ero molto convinta, anche perché la dott.ssa poi ha iniziato a dirmi che però avrei potuto farlo solo con determinate condizioni e cioè che la bambina doveva stare bene, il travaglio doveva iniziare spontaneamente e doveva andare avanti da solo.
Così quel giorno torno a casa con una sensazione strana dentro di me, non riuscivo a capire come mi sentivo, se quello che mi era stato detto era una cosa bella o no. Di lì a poco ho capito che era una cosa stupenda, che ero stata strafortunata ad aver incontrato qualcuno che la pensava in quel modo. E così da lì ho iniziato solo a sperare che la mia piccola continuasse a stare bene e crescere crescere crescere, sintomo che la mia placenta stavolta era giusta, era perfetta, stavolta ce la dovevo fare!

Arrivo così all'ultima visita di controllo dove mi si chiede se voglio andare avanti per la mia strada e io ovviamente dico di si, anche se non nego che avevo un po' di paura, ma non del parto naturale, ma che alla fine dopo averci tanto creduto e sperato fosse necessario un altro tc e io non l’avrei sopportato, sarebbe stato riaprire una ferita, in tutti i sensi.
Fino a quando arriva la notte tra il 4 e il 5 ottobre. Mi sveglio verso l'una con una contrazione bella, secca e distinta e finalmente mi ricordo come erano le vere contrazioni, si perché nelle ultime settimane provavo in tutti i modi a cercare di ricordare come erano le contrazioni, per cercare di distinguerle, ma senza nessun risultato, mentre quella notte ho subito capito che quelle che stavo avendo non erano contrazioni preparatorie ma quelle giuste. Temporeggio un po' in giro per casa, mentre Davide e Luigi se la dormono beatamente. Arrivo alle due che le contrazioni sono regolarissime ogni 7 minuti, così decido di svegliare mio marito e chiamare i miei suoceri per farli venire a dormire con Davide; mentre arrivano i miei suoceri le contrazioni si avvicinano e ora sono ogni 4 minuti. 

Arrivo al pronto soccorso, mi portano su in sala travaglio, la stessa dove il lunedì avevo fatto l'ultimo monitoraggio e dove avevo fatto amicizia con una ragazza già ricoverata che stava sotto monitoraggio perché credo avesse finito il tempo. Comunque quando entro e vedo che quella ragazza è ancora lì, ma stavolta per partorire (ha poi partorito dopo 2-3 ore), mi prende il panico e lo sconforto continua a salire fino a quando verso le 5 le dicono di andare in sala parto che il bambino sta per nascere. In queste ore io vado avanti con il mio travaglio e ho una certa ansia, non è stato semplice assistere alle ultime ore di travaglio e al parto della ragazza. Dopo un po' sarebbe toccato a me tutto quello? Aiuto voglio scappare, non sono più tanto convinta di questo parto, fino a quando poi vedo la ragazza uscire dalla sala parto ormai sfinita ma con un'aria sollevata e quasi beata e allora penso "Ma allora è proprio così bello partorire?".

SI PERCHE' IO PENSO CHE SIA MERAVIGLIOSAMENTE STUPENDO PARTORIRE e ne ho avuto la conferma qualche ora dopo quando è toccato a me, quando dopo ore di dolori e delirio, alleviate e superate grazie alla professionalità e umanità di M. S. (non smetterò mai di ringraziarla), quando ormai dormivo sfinita tra una contrazione e l'altra e quando ormai pensavo di non avere più forze, anche a me hanno detto: "DAI ANDIAMO IN SALA PARTO" e lì una volta sdraiata sul lettino mi sono sentita molto più di un leone, non so dire a parole la sensazione che ho provato quando IO ero su quel lettino, IO ero in quella posizione, con delle persone pronte ad accogliere la mia creatura, si proprio IO che tre anni fa pensavo di non essere in grado di poter partorire stavo per avere la mia rivincita e in un attimo ho ritrovato tutte le energie e la forza e le mie urla mi sembravano davvero ruggiti di leone e non più lamenti di dolore. Fino a quando ho provato L'UNICA SENSAZIONE, LA PIU' BELLA, LA PIU’ ESTASIANTE, CHE UN ESSERE VIVENTE POSSA PROVARE sentire tuo figlio che scivola via da te per iniziare una nuova fase della sua vita: non lo dimenticherò mai, come non dimenticherò mai il benessere provato immediatamente dopo, tutto il dolore provato in una frazione di secondo scompare, quando vedi e senti sul tuo grembo quel fagottino tutto sporco, ma stupendo, si perché è così che lo vedono gli occhi della mamma e auguro a tutte le donne di partorire i propri figli, perché non c'è cosa più bella e credo migliore.

Con Viola è stato subito Amore, non ho dovuto mai domandarmi chi fosse e perché piangeva, o perché non voleva dormire; oggi Viola ha poco più di un mese e con lei ho avuto subito un feeling, un'intesa, che con Davide avevo raggiunto forse quando lui di mesi ne aveva 5 o 6; è passato poco più di un mese ma sarei già pronta a rifarlo, nonostante ho finito da poco di combattere con i punti, punti che poi non sono mai riuscita a farmi dire quanti me ne hanno messi tra esterni e interni.

Con Davide per rimettermi fisicamente ci ho messo tantissimo, ma era tutta questione di testa, questa volta, ripeto, nonostante i punti che non mi hanno fatto stare in piedi per più di una settimana, stavo bene ero allegra, felice, soddisfatta. Per questi motivi rifarei un altro milione di volte il parto naturale e ringrazio tutte le persone che mi hanno assistito e incoraggiato e chi mi ha dato questa possibilità che purtroppo non a tutte le donne danno.

COMBATTETE PER IL VOSTRO VBAC, NON ESITATE (il bisturi è sempre pronto dietro l'angolo) E CREDETECI FINO IN FONDO.

 

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