Joomla 3.2 Template by Justhost Complaints

Veneto - Castelfranco - Osp. San Giacomo - Il VBAC di N.A.

Sono già mamma di un bimbo nato ad Aprile 2012 con TC d'urgenza all'Ospedale di Camposampiero (PD).
Questo TC per me è stato a dir poco traumatico. Tutta la gioia che avevo provato nello scoprire di essere incinta e di aver portato avanti bene la gravidanza era scomparsa con l'intervento. Mi sentivo non donna, mi sentivo una fallita ed ero anche stata trattata tale dal personale dell'ospedale in cui era nato mio figlio. Fatto sta che se prima volevo una famiglia numerosa, allora il pensiero di un'altra gravidanza era stato totalmente cancellato, perchè come dicono tutti "dopo un cesareo si fa solo un altro cesareo". Alla sola idea rabbrividivo.
Ne parlo con mia zia che ha avuto due figli e mi dice: "Guarda che io ho partorito tuo cugino con TC 16 anni fa ma tua cugina 9 anni fa con parto naturale dopo cesareo. E' un altro pianeta!". La cosa mi rimette un po' di felicità e mi informo su internet. Scopro la sigla VBAC, scopro il gruppo di Facebook "Noi vogliamo un VBAC!!!" e scopro subito che è IL MIO GRUPPO, quello che avevo cercato. Dentro questo gruppo nessuno ti dice "Tanto è nato, almeno non hai sofferto". Inizio a chiedere informazioni e mi sento rasserenata, penso: "Quasi quasi faccio un altro bimbo". Mio marito insiste, e il primo mese che ci proviamo rimango subito incinta. Inizia il mio cammino. Chiedo subito info sul gruppo sugli esami davvero necessari, per evitarmi stress. Appena scoperto di essere incinta vado a visitare l'ospedale pro VBAC della zona, Castelfranco Veneto, e ne rimango così ben impressionata che decido di farmi seguire anche dal percorso nascita. Tutto procede, io faccio solo gli esami necessari e mi trovo sempre più informata e convinta che otterò il mio VBAC a tutti i costi.
Arrivano le 38 settimane e gli amici e parenti iniziano a stressami: "Ma non è ancora nata? Non fai il cesareo?". E così inizio a spiegare a tutti che io farò il naturale e non forzerò nulla, la bimba deciderà quando nascere, anche fosse a 42 settimane passate. Vengo presa per pazza dalla maggior parte. Arrivano le 40 settimane, vado a fare il monitoraggio all'ospedale e mi sento un po' amareggiata. Inizio a dubitare che il mio corpo possa funzionare, penso che se non ho mai travagliato mai travaglierò. Mi scoraggio, così penso di scrivere ancora sul gruppo. Ricevo tanta motivazione e ancora maggiori informazioni e riprendo la fiducia in mia figlia e me. Sono a 40+6, ho qualche contrazione irregolare da un paio di giorni. Chiedo a mio marito se gli va di aiutarmi un attimo con la stimolazione dei capezzoli che magari smuoviamo qualcosa in modo naturale. Dopo 10 minuti di stimolazione iniziano contrazioni un po' più fortine, mi sento proprio tirare l'utero. Ne sento una particolarmente forte, dico "Ahi" e sento letteralmente inondarmi i pantaloni. Mi si sono rotte le acque (sono le 17 del 12 novembre)!
Non voglio correre in ospedale subito anche perchè ho il tampone negativo. Chiamo il nonno per lasciargli mio figlio e aspetto. Le contrazioni vanno e vengono ma comunque sopportabili. Faccio due docce calde e le contrazioni arrivano ogni 6 minuti e durano circa un minuto. Guardo fuori e vedo che sta piovendo tantissimo e il paese si sta allagando. Non voglio rimanere bloccata a casa e dovere andare a partorire ancora a Camposampiero. Sono le 24 e decido di andare in ospedale. In macchina le contrazioni ci sono, alcune anche molto forti ma comunque irregolari. Arriviamo in ospedale all'1 del 13 novembre. Mi visitano e constatano che il liquido è ancora limpido, collo morbido ma ci passa solo la punta di un dito. Mi ricoverano. Le contrazioni le sento ma si diradano, iniziano ad essere più lievi e meno frequenti. Decido di dormire un po', mio marito è con me e ci riposiamo. La mattina dopo sono praticamente passate. Mi visitano e ci passa un dito ma tutto tace. Dico che voglio aspettare e che voglio il mio VBAC. Rimango tutto il giorno in osservazione e monitoraggi alternati, ma a parte qualche contrazione sporadica nulla cambia. Liquido ancora limpido, la bimba si muove, rifiuto l'antibiotico. Mi dicono di andare a dormire e che se domattina alle 8 non fosse partito nulla avrebbero indotto con fettuccia. Penso "Beh dai credo che sarà dura che parta tutto stanotte, intanto mi vado a riposare". Mi stendo a letto e dopo 1 h mi sveglio. Sveglio mio marito, non riesco più a stare sdraiata dalle contrazioni. Sono le 2 e 30 di mattina, non ho dormito nulla e nemmeno mio marito. Mi mettono sotto monitoraggio e mi visitano, sono pervia a due dita. Mi dicono di sdraiarmi, di rilassarmi tra una contrazione e l'altra. Io non riesco a farcela, non riesco a stare sdraiata. Cammino, mi appoggio a mio marito e sento che mano a mano le contrazioni aumentano sempre di più.
Arrivano le 8 di mattina e c'è il cambio turno. Trovo la Dott. DM, che so essere assolutamente pro VBAC. Mi dice che ce la farò e di persistere, che sono tra i 3 e i 4 cm. Tempo 1h e le contrazioni sono insopportabili. Non riesco a descrivere cosa abbia provato in quei momenti, ma posso solo dire che ho gridato, ho pensato che non ce l'avrei mai fatta, ho tirato scemo mio marito che poverino non sapeva come fare per famri sopportare quel dolore. Arriva un'ostetrica decisamente poco carina e mi dice che mi vuole fare un farmaco per "rilassare l'utero". Io voglio farcela da sola, rifiuto ma lei continua a venire ogni 2 minuti a disturbarmi. Mi obbliga a tenere posizioni che io non voglio, e la dilatazione rimane fissa a 5 cm per 2 ore. Non so più cosa fare, sono le 14, sono 12h di travaglio attivo e io sono a digiuno, senza aver dormito e non resisto davvero più. Passano la dottoressa e l'altra ostetrica di turno, Paola. Gli dico che non resisto, e vedo che loro davvero mi capiscono. Gli dico che non voglio più essere visitata dall'altra ostetrica, che non mi sento a mio agio. Mi comprendono e Paola propone di mandarmi in vasca. Non la ringrazierò mai abbastanza per questo. Rimaniamo solo io e lei, io mi rilasso tantissimo. Inizia a parlarmi, a ricordarmi quanto volevo il mio VBAC, che capisce totalmente il mio dolore ma che io ce la farò. Mi sento capita e riesco di nuovo a vedere la meta, non più il "demone del cesareo" che aleggia su di me. Sono le 14 e 30. Le dico che mi viene voglia di spingere. Mi visita e sono a dilatazione completa, in soli 30 minuti sono passata da 5 a 10 cm!
C'è il cambio turno, devo salutare Paola e arriva un'altra ostetrica, Maria Elena. Proviamo molte posizioni per spingere ma le contrazioni si sono diradate. Non sento più molto dolore ma la bimba non scende velocemente. Spingo con tutta me stessa, urlo con una voce che non pensavo di possedere, ma la bimba procede poco e io sono sfinita. Passa la dottoressa, mi dice che lei rimane oltre al suo turno per farmi avere il mio VBAC ma che le contrazioni sono diradate e mi devono dare due gocce di ossitocina. Convinta da mio marito accetto, e alla fine, dopo 12h di travaglio attivo e 3h e 30 di spinte nasce Emily, 3660g per 52 cm di bimba. Niente epidurale, niente episiotomia, niente ventosa, mini lacerazione spontanea. Nel momento in cui nasce mi sento una tigre. Non sento più nulla, mi appoggiano la bimba al petto ancora con il cordone e io penso solo "CE L'HO FATTA"! Alla faccia di tutti quelli che non ci credevano, che il VBAC era pericoloso ed impossibile. Guardo mia figlia con gli occhi diversi. So che abbiamo lavorato insieme per ottenere la sua nascita naturale e sono orgogliosa di noi. Questo non sarebbe stato possibile senza l'aiuto del gruppo. Ringrazio in particolare V., F., L.M. per l'assistenza più tecnica che mi hanno dato. Ringrazio anche L. C. e S. N., che mi hanno consigliato Castelfranco Veneto e sono sempre state disponibili a tirarmi su. Grazie!

Tutte le informazioni contenute nel sito www.vbac.it non devono considerarsi come sostitutive del consulto medico.
Gli autori e gli amministratori del sito, pur impegnandosi ad aggiornare continuamente le informazioni contenute nel sito, non garantiscono né si assumono alcuna responsabilità circa la loro completezza e/o accuratezza; pertanto nessuna persona direttamente o indirettamente legata al sito (titolari, autori, copywriter, pubblicatori, moderatori e utenti del forum) potrà mai essere ritenuto responsabile, a nessun titolo, di eventuali danni e/o inconvenienti provocati dall'uso o dall'abuso delle informazioni in esso contenute. Il titolare del sito non controlla e non è responsabile delle informazioni contenute nei siti collegati e, pertanto, non potrà mai essere ritenuto responsabile di eventuali danni e/o inconvenienti provocati dall'uso o dall'abuso di tali informazioni.
Il titolare e gli amministratori del sito non controllano e non sono responsabili del contenuto delle informazioni e dei contributi inviati dagli utenti nelle sezioni aperte ed interattive (forum, area racconti), pertanto nessuno di loro potrà mai essere ritenuto responsabile di eventuali danni e/o inconvenienti derivanti dall'uso o abuso di tali informazioni e contributi.