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Campania - Ponticelli- Osp. Evangelico Villa Betania - Il VBAC di A.D.

Tutto comincia mercoledì 11 settembre: mi arrivano sms, messaggi privati e telefonate per chiedermi quando la bambina voglia nascere.
Io sono esauritissima, da tre giorni mi sveglio di notte e resto in piedi a pensare perchè non accade ancora nulla. Mercoledì arrivo alla frutta, dopo l'ennesima persona che mi dice di non fissarmi troppo sul vbac. Mia suocera passa a prendere mio figlio per alleggerirmi un po' la giornata, io vado dal carissimo parrucchiere sotto casa, detto il parrucchiere delle dive, ogni taglio un investimento, ogni colore un mutuo, ma questa volta mi serve davvero tanto! Alle 20 io e mio marito andiamo in ospedale per la visita di controllo. Il ginecologo mi fa un piccolo scollamento e mi spedisce a fare il tracciato.
Mi abbandona lì un'ora e mezza, impegnato in sala parto, e alla fine ho un tracciato lungo cento km. Lui lo legge e fa un ghignetto di soddisfazione: ora sì che ci sono le contrazioni! 
Mi dice di tornare a casa e di chiamarlo per qualsiasi cosa. Il tempo di uscire dall'ambulatorio e inizio a sentire delle contrazioni diverse dal solito, chiamo mia madre, le racconto tutto e le dico di stare all'erta. Arrivo al parcheggio e sto una schifezza, queste contrazioni sono davvero forti. La richiamo e le dico di prepararsi e di partire perchè sono sicura che ci siamo. Arriviamo a casa e mi impongo di mangiare, intanto le contrazioni continuano. I miei arrivano all'una di notte, mio padre morto di sonno e mia madre tutta emozionata. Mi vede e dice: che cavolo stai facendo? mentre io ero tutta intenta a farmi la digitopressione per aumentare le contrazioni!

La notte passa tra una contrazione e l'altra, io e mia madre ci mettiamo a letto e cronometriamo i tempi, poi alle 6,15 ne arriva una bella intensa e pouf! mi si rompe il sacco! Sono emozionata e mi vesto, chiamo il ginecologo e poi vado in ospedale. Visita: il solito cm di dilatazione e sempre tanto liquido, mi assegnano la camera, mi spediscono a fare la flebo di antibiotico per via dello streptococco e il primo monitoraggio. E da questo momento comincia un perpetuo di visite, monitoraggi e flebo di antibiotico. La prima visita è un disastro: "la signora è precesarizzata", dice il ginecologo di turno, "ma la signora lo sa che il cesareo è dolce dolce?". Conto fino a tre e decido di non rispondere perchè forse è meglio tenerselo buono. Per farvela breve, alle 15 sono a 3 cm, alle 17 anche, ma soprattutto ho uno schifo di tracciato e le contrazioni si sono diradate. Mi visitano per l’ennesima volta e il ginecologo confabula con l'ostetrica, io mi arrabbio e dico:"potreste rendermi partecipe, dato che la cosa mi riguarda?". L'ostetrica annuisce e mi dice che aspetteranno un altro po' e poi tc o induzione blanda...io sento il mio ginecologo e lui conferma. Sono distrutta...mi arrivano vari messaggi e io nemmeno ho il coraggio di leggerli perchè già piango come una fontana.
Prendo mia madre in disparte, sono un fascio di nervi ma sento la necessità di "programmare" alcune cose. Le dico: "promettimi che se dopo il tc sbrocco tu mi resterai vicino" lei comincia il solito discorso che l'importante è che la bambina stia bene e io: "sì mamma, anche per me questa è la cosa più importante, ma non riesco a garantire che IO starò bene". Lei me lo promette, io alle 18 ho un altro maledetto interminabile monitoraggio, non ci voglio andare, stare seduta lì un'ora non mi fa affatto bene. Mi visita di nuovo il medico della mattina, trova la situazione invariata e mi chiede se ho mangiato qualcosa. Io mi ero buttata in corpo una barretta alle arachidi e miele e un pacchetto di fruit joy (era assurdo tenermi a digiuno in vista di un travaglio, e meno male che l'ho fatto!), mia madre era sconvolta mentre chiusa in bagno ingurgitavo tutto come se fosse una medicina e alla velocità della luce, per paura che mi beccassero (divieto assoluto di mangiare!) quindi dico al medico che ho mangiato delle caramelle e lui: "Non mangiare per le prossime due ore, e dopo tc". No!!!

Mi spediscono a fare il monitoraggio n.150 e io piango come una cretina per la rabbia, una ostetrica mi accompagna e mi dice: "Ora mi spieghi perchè piangi". Io mi sfogo per una ventina di minuti, lei mi ascolta e cerca di tranquillizzarmi…mi dice: “sei stata bravissima, noi siamo sempre alla ricerca di donne come te, non sai quante primipare vengono a chiedere il cesareo” , poi dà un occhio al tracciato e dice che comunque non è ancora detta l'ultima parola, che i travagli cambiano da un momento all'altro. Io non ci credo affatto, resto sola nella saletta travaglio attaccata a quell'aggeggio infernale. Le contrazioni sono pure forti, mi sono proprio data la zappa sui piedi e devo pure soffrire prima di fare il tc. Passa almeno un'ora e io sto ancora lì come una cretina, e sono arrabbiatissima e nervosissima. Dico: "C'è qualcuno per favoreeeeee? Non ce la faccio piùùùùùù!". Finalmente arriva un'ostetrica e la supplico di stare in piedi, sto veramente male, e alla fine lei si convince. Io sono sfinita, mi staccano il tracciato alle 20, ora ci sono una ginecologa e un suo collega di turno, e altre ostetriche. La dottoressa mi visita e dice quello che non mi sarei mai aspettata: "5 cm, vabbè, facciamole un antispastico e andiamo avanti. Prima però vai fuori a tranquillizzare i tuoi parenti".

Prima di uscire le chiedo se non sia il caso di fare l'epidurale, le dico che io me la sento di resistere, ho solo paura di un cedimento fisico dovuto alla stanchezza ma lei me lo sconsiglia, mi dice che così non avrei sentito più il pavimento pelvico. Raggiungo i miei e dico: "5 cm, si continua, ce la posso ancora fare!". Mio marito salta dalla sedia dicendo: ”Davvero?!”. Gli leggo la speranza negli occhi, è fiducioso e felice per me. Io vado nella saletta travaglio, arrivano le contrazioni e io mi poggio con i gomiti su un letto e faccio i vocalizzi: mi fanno un male cane, allora penso ad un gioco che facciamo sempre io e mio figlio, vedo la sua faccia sorridente quando si mette dietro all'infisso del balcone e mi bacia attraverso il vetro, mi viene da ridere e il dolore si allevia. Entra un'ostetrica e da questo momento va tutto meglio.
Mi fa i complimenti per come gestisco il travaglio, abbassa le luci, mette un po' di musica, vede che mi tremano le gambe e mette a terra un tappetino e un cuscino per farmi travagliare a carponi e mi fa degli impacchi caldi da mettere all'altezza dell'osso sacro...wow, che bello travagliare così, è davvero…una magia!...poi mi visita e mi dice: "sei quasi a dilatazione completa". Cosa? Cosa? Cosa? Continuo a travagliare, altra visita, sono a dilatazione completa. Altra visita di conferma con altro ginecologo di turno che smentisce, ma basta!, poi altra visita che riconferma. Oggi mi avranno messo le mani in corpo almeno in 15, avete rotto!

Ma sono felice: arriva una contrazione e sento qualcosa di duro che spinge e mi apre in due. Cavolo, è arrivato il momento di spingere: durerà un sacco, due ore, con la ginecologa e le ostetriche che mi fanno provare tutte le posizioni, ma io posso stare solo sdraiata, le gambe non mi reggono più, sono sveglia da troppo tempo, si chiudono gli occhi...E poi arriva il momento di spingere sempre più forte, .mi chiedono se voglio fare entrare qualcuno e rispondo di no, ho bisogno di concentrarmi, ho paura di leggere l’ansia di mio marito sul suo volto e non posso permettermi distrazioni. Non voglio vedere nemmeno la faccia della dottoressa e delle ostetriche. Chiudo gli occhi e spingo: faccio tutta la fase dell'espulsione con gli occhi chiusi per non deconcentrarmi. Marianna, l'ostetrica, mi incoraggia, la dottoressa è una mezza nazista, ma mi aiuta a spingere nel modo giusto, poi però comincia a mettermi fretta e a parlare di episiotomia, io dico che non la voglio assolutamente, prendo tempo, ma lei mi dice ad un certo punto che non si può più aspettare e la fa e subito dopo due spinte fortissime, le uniche due urla che ho lanciato quel giorno. Vedo le mie gambe che tremano all'impazzata e sento sgusciare Olivia...la dottoressa ride, è nata! E io urlo: datemela subito! Me la passano e wow! Sono mezza morta ma se ho fatto tutto ciò è proprio per vivermi questo momento: mia figlia tutta sporca sul mio petto! Dico di far entrare mio marito e lui dopo tre secondi è dentro e poi va a fare il bagnetto alla piccola, poi me la ridanno e me la bacio tutta. La portano a farle conoscere i nonni, poi entra mia madre super emozionata "mamma ce l'ho fatta, non ci credo, non so nemmeno io come".

Ma ne è valsa la pena...ammazza se ne è valsa la pena...

 

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