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Toscana - Pistoia - Osp. San Jacopo - Il VBAC di Alice Santini

Il precedente TC di Alice è raccontato qui:

Toscana - Pistoia - Osp. del Ceppo - Il TC di Alice Santini

 

Sono entrata in ospedale lunedì 18 agosto alle 16:30, a 40 sett.+1 perché non sentivo già da diverse ore (8 per l'esattezza) la bimba muoversi. 
Mi attaccano subito al monitoraggio: il battito c'è, contrazioni sporadiche e solo fastidiose ma la bimba non si muove. Passano venti minuti, arrivano le contrazioni un po' più fastidiose e la piccola perde i battiti,quindi mi danno ossigeno, mi fanno mettere sul fianco sinistro e tutto ritorna nella normalità. Decidono di trattenermi e io acconsento, provata da quei minuti di panico e dalla paura di subire un nuovo cesareo: in pochi istanti e per pochi minuti rivedo nella mia mente il cesareo d'urgenza della mia secondogenita.

La sera, con il cambio del turno, vengo visitata: collo accorciato ma posteriore, pervio al dito. Nottata tranquilla.
Martedì 19 agosto, alla visita della mattina trovo il primario che a suo parere (cito esattamente) mi dice: "se non si interviene non partorisci nemmeno per Natale!".
Delusa me ne torno in camera con i miei dolori sempre più forti, che il tracciato rileva ma che purtroppo non modificano la situazione. Vengo informata che la sera stessa se non entro in travaglio proveranno con il palloncino. Arrivano le otto e al cambio del turno trovo la ginecologa conosciuta già con il primo figlio e con la quale ho un buon feeling che si rifiuta di mettermi il palloncino. Scatta la discussione con il primario e vince lei. Accetto lo scollamento delle membrane sfinita da quei dolori e dalle discussioni sul mio futuro travaglio.
Alle 22, ora in cui vi chiedo di aprire il cerchio per e sul gruppo Facebook, scatta l'inferno: dolori assurdi a schiena e pancia, monitoraggio fisso, visita e sono a 3 cm. Provo a rilassarmi, faccio pisolini tra una contrazione e l'altra, ma oramai sono regolari di intensità ma troppo distanti fra loro, circa ogni 20 minuti. Mandano a casa il mio compagno, io entro nel panico ed ho paura di non farcela ed ecco una luce: leggo i commenti sotto al cerchio e mi ricordo che si diceva in un vecchio post di parlare con il bimbo. Parlo a Chloé e la notte passa così.

Alle sei chiamo il mio compagno, i dolori sono insopportabili, contrazioni ogni 3 minuti ma dilatazione ferma a 3 cm, nell'aria qualcuno mormora già cesareo e io mi arrabbio, anche con Chloé, le dico di aiutarmi, di impegnarsi, che insieme ce la facciamo e le contrazioni arrivano sempre più forti. Allle otto mi portano in sala parto e li conosco il mio angelo, l'ostetrica che mi seguirà, la stessa che mi ha fatto partorire il primo figlio, sorrido. Inizia la mia avventura, mi rompono il sacco, liquido tinto due, parte la corsa contro il tempo, la bimba ad ogni contrazione perde battito, io sono sfinita. Non riesco più a prender fiato tra una contrazione e l'altra. La ginecologa, sempre sulla porta in agguato, arriva a dirmi: "Ma perché vuoi soffrire così, tanto alla fine dobbiamo fare il cesareo, lo vedi che non vai avanti!". Io urlo, le dico di andarsene, è il mio dolore non il suo. L'ostetrica la mette alla porta e chiude. Alle dieci e mezzo mi rivisita ma sono sempre ferma a 3 cm, inizio a piangere, inizio a delirare e scendo da quel lettino. Roberta, l'ostetrica, mi calma, mi canticchia una canzone dei Rem nell'orecchio, mi massaggia la schiena, la caviglia e io ritrovo la pace. Il mio compagno mi bacia e mi dice che sono una donna e so partorire e che se voglio posso: ritorno in me, rientra la ginecologa e mi informa che alle 11:30 ho la visita decisiva e se non parte nulla si va in sala operatoria perché LEI non può aspettare oltre, ovviamente mi mette davanti ad un bivio dicendomi che il liquido è tinto e la bimba è già un po'  in sofferenza.Trova pane per i suoi denti, ripenso a tutti i racconti e a tutte le scuse che trovano i vari dottori e me ne esco con "Non si preoccupi, per quando finisce il turno ho partorito!". Dentro di me sono arrabbiata e terrorizzata, ma alle 11.30 ecco che sono di 6 cm, sento la voglia di spingere e ad ogni contrazione il mio angelo, l'ostetrica, mi aiuta a dilatarmi, i dolori non li sento quasi più, sento solo la voglia di spingere, ogni contrazione è una in meno per avere la mia piccola tra le braccia. Arrivo a dilatazione completa "ultima manovra per centralizzare l'utero e alla prossima contrazione spingi. Dai Aly che ce la fai" ed esce la testa. Piango, piango perché brucia, piango perché sono contenta, piango perché posso farcela. Mi assaporo quei pochi minuti, prendo un bel po' d'aria ed ecco la contrazione, ultima spinta.."CE L HO FATTA. VBAC RIUSCITO!" Chloé scivola lentamente sulla mia pancia, sono diventata madre per la terza volta, ho riassaporato la gioia del parto e ho reso il mio compagno padre per la prima volta.
Un grazie di cuore a questo gruppo fantastico, conosciuto quasi per caso e a V. per esserci sempre stata, per aver aperto il cerchio per me. La vostra energia è stata linfa vitale per me.
Chloé 20 agosto 2014 h 12:36. 3150 kg 51 cm apgar 9

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