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Sicilia - Palermo - Osp. Civico - Il VBAC di Maria Concetta Messina

Voglio condividere con voi tutte la mia esperienza di vbac riuscitissimo al Civico di Palermo esattamente un anno fa (1 dicembre 2014). 
La mia è stata una gravidanza splendida, sono stata seguita da un consultorio e alla 37w mi sono rivolta all'ambulatorio per le gravidanze a termine del civico.
Il ginecologo che mi seguiva non era per nulla d'accordo col mio desiderio di parto naturale, pur essendo un medico con cui ho potuto confrontarmi e discutere su diversi argomenti. Ma mi ha lasciata libera senza farmi spaventare. Alla 37w lo saluto e vado al Civico quindi.

Mi accolgono due ostetriche a cui racconto il mio precedente tc e faccio visionare la mia cartella clinica. Loro osservandola si rendono conto che molto probabilmente il mio è stato un cesareo "inneccessario". Non c'è scritta alcuna motivazione al mio tc, NESSUNA! Dunque mi dicono che non c'è nessun ostacolo al mio parto e posso stare tranquilla.
I giorni passano: faccio ecografia e tracciato ogni settima fino alla 39w, poi ogni due giorni fino alla 41w e poi ogni giorno (N.d.R. controlli così frequenti in una gravidanza a termine fisiologica non sono indicati e anzi violano le linee guida).
A 41+3 mi avrebbero ricoverata e stimolata (prassi per tutte le gravidanze) cosa che non avrei voluto, ma che forse avrei accettato. La domenica mattina, il 30 novembre, vado lì per l'ennesimo tracciato ma non avevo l'ombra di una contrazione, con mio grande dispiacere. Andiamo a messa e poi a casa. Sono un po' delusa perché durante i precedenti giorni ho cercato di fare tutto ciò che si dice di solito di fare: molte passeggiate su strade di campagna ed in spiaggia, salito scale,  ecc... Poi avendo anche un bimbo di tre anni mi affaticavo già abbastanza.
Intorno alle 20 inizio ad avere dei dolori particolari ai reni e parlandone con mia madre (mio marito era al lavoro) mi dice che potrebbero essere contrazioni. Inizio ad averne più spesso e le cronometro: 10/5/7/5 minuti, erano un po' sballate, ma chiamo mio marito e gli dico la situazione. Iniziano ad essere sempre più dolorose e sempre più precise ogni 7/5 minuti. 
Lascio il mio ometto di tre anni che dorme con mio padre e io, mia madre e mio marito andiamo in ospedale intorno alle 22. Mi visita un ginecologo del Pronto Soccorso e poi mi manda a fare il tracciato. Mentre ridiscendo al PS e mi si rompono le acque. Vado in camera, mi cambio e ritorno in sala travaglio col tracciato attaccato: mi visitano ma non mi dicono che ancora c'è tempo. I dolori erano lancinanti... 
In sala travaglio sono con mia mamma perché in stanza c'era anche un'altra ragazza e mio marito è rimasto nella sala d'aspetto a dormire sulle sedie. Continuano i dolori e chiedo di alzarmi, tra una contrazione e l'altra cerco di recuperare forze ma ad un certo punto mi viene da vomitare e poi mi sento quasi di svenire. Allora ritorno sdraiata perché pensavo che se avessi perso i sensi adesso non sarei più riuscita a partorire. Dunque mi sdraio e cerco di prender sonno, ma era davvero impossibile. 
Il mio stato d animo era tranquillo, sapevo che presto avrei conosciuto il mio secondo grande amore. Non pensavo più di essere una "precesarizzata" come spesso mi hanno definita. 
Intorno alle 3.30 sento una forza incredibile, uno stimolo fortissimo di spingere che mi fa sobbalzare quasi in piedi e chiamo le ostetriche che mi portano subito in sala parto. Arriva mio marito e mi sta vicino. Le ostetriche mi dicono di trattenere un po' ma non riesco e dopo un paio di spinte alle 4.40 nasce Miriam. La appoggiano sul mio ventre e me la stringo forte, la guardo e piango, piango di gioia e insieme a me anche mio marito che dopo un po' chiede di uscire perché pallido in viso. Portano via la mia bimba per sistemarla anche se avrei voluto lasciarla su di me. 
In realtà dovevano sistemare me perché la mia piccola è uscita molto velocemente e mi ha lacerata parecchio sia internamente che esternamente, sia a destra che a sinistra. Non so quanti punti ho avuto ma parecchi, anche troppi a detta del ginecologo perché ogni punto che dava si apriva a causa della mia pelle delicata. Ma comunque ha fatto un buon lavoro, per la prima settimana stavo seduta su una ciambella ma dopo qualche giorno fu solo più un ricordo. Ed ecco che è già passato un anno e la mia piccola Miriam fa un anno!

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