Joomla 3.2 Template by Justhost Complaints

Piemonte - Novara - Osp. Maggiore della Carità - Il VBAC di Francesca Cecchetto

La notte del 16 settembre 2014 la passo tra fastidi mestruali e mia figlia Zoe di 17 mesi con il mal di denti, alle 4.15 vado in bagno perché sento uno "stock", tipo il rumore di quando si apre una bottiglia di spumante, dentro. Perdita di liquido rosato, ma non molto così lo dico a mio marito e ritorno a letto. Alle 6 torno in bagno e inizio a perdere liquido chiaro e limpido e soprattutto abbondante! Così chiamo di nuovo il marito che prende l'auto e va a prendere la mia amica a circa 30 km. Nel frattempo sistemo casa e le contrazioni erano già arrivate, ogni 5 minuti. Vesto la bimba e mi preparo, ma poi penso di farmi una doccia, così quando torna il marito con la mia amica faccio una doccia calda e poi partiamo verso l'ospedale di Novara a circa 15 km da casa. 
In auto mangio una brioche e un succo di frutta, le contrazioni intanto iniziano a diventare fastidiose e mi devo aggrappare alla maniglia dell'auto. Nel frattempo realizzo che non dormo da 24 h e penso che se ora mi partisse bene il travaglio sarei stremata...Panico! Che passa con la contrazione successiva.
Arriviamo in ospedale, mi siedo e allago la sedia, ok ci siamo, mi portano a fare il monitoraggio, contrazioni regolari ogni 5 minuti, collo ancora alto ma dilatata di 1 cm. Delusione. Mi ricoverano subito in stanza, iniziano a fare male le contrazioni ma sempre stessa durata, stessa pausa, ecc...Viola si agita moltissimo e credo fino all'espulsione di non averla mai sentita ferma un secondo!
Inizio ad agitarmi, non so perché, mi fisso sui cm di dilatazione, voglio sapere se procedo e alle 17 mi visitano: 2 cm. Panico più totale.
Non dormo da quasi 40 h e sono ancora a 2 cm? Oddio mi son fatta prendere dal panico. Mi fanno fare la doccia e ci vado subito restando seduta sullo sgabellino con il doccino sulla pancia per un'ora, quando arrivava la contrazione lo passavo sui reni e in basso sulla cicatrice: si fanno più dolorose tanto che mi aggrappo con le braccia ai pannelli della doccia. Penso che non ce la farò, che il dolore è forte, che non mi sto dilatando e che il mio corpo non funziona...Penso anche che il cesareo per placenta previa centrale di 17 mesi fa mi abbia rovinato l'utero. Ne penso una peggiore dell'altra. 
Esco dalla doccia demoralizzata al massimo e vado in stanza. Cammino un pochino ma i dolori sono fortissimi, mi attacco ai lettini, tavoli, mi accascio a terra a quattro zampe. Torno in stanza. Alle 18.30 mio marito con mia figlia Zoe e la mia amica decidono di andare a casa per cenare e far riposare Zoe. Appena partono mi chiamano per la visita, vado, mi siedo sul lettino, faccino sorridente e dolce dell'ostetrica con esclamazione "evvai ci siamo, 6 cm buoni, si va in sala parto! Prendi le tue cose e tuo marito!".
Felicità immensa. Poi panico: mio marito se n'è appena andato! L'ho chiamato subito, erano appena arrivati a casa e sono tornati. Alle 19.30 sono in sala parto.
Mi sale l'ansia, ho paura, non ho mai travagliato, si lo sto facendo ma poi i dolori aumenteranno, ce la farò? La cicatrice reggerà? Poi nei momenti di lucidità penso che è una cosa naturale e il mio corpo sa cosa fare e anche mia figlia, le parlo e le dico di aiutarci, di spingere anche lei. Contrazioni molto dolorose e ad ognuna cala il battito della bimba e mi spavento ma mi dicono di stare tranquilla che andrà tutto bene. 
Non riesco a mettermi in nessuna posizione che non sia seduta su quella poltrona da torture. Eppure mi ero sempre detta che non ci sarei salita. Sorpresa, resto lì, mi attacco ovunque ed inizio a vocalizzare a volte. Mi manca il respiro e cerco di buttare fuori aria e riprenderla, penso al mare, alle onde e aspetto che passi. Le sento arrivare, salire subito di intensità e scendere molto lentamente. La distanza è la stessa tra una e l'altra, alle 21 sono a 8 cm. Non ce la faccio più, penso di non poter più sopportare nulla. Chiedo l'epidurale e mi sento avvilita, mi mandano la dottoressa, guarda il tracciato e mi chiede: "la vuoi davvero?". E io: "se il dolore restasse questo forse potrei farcela, ma sono stremata, non dormo da 45 ore e non mangio. Sono a pezzi, voglio dormire" e lei mi risponde che posso farcela e io allora dico "ok va bene posso farcela!". Avevo bisogno solo di appoggio e conforto.
Tornano a farmi visita, cambio più posizioni, seduta, a carponi (dove l'ostetrica senza anticipare nulla infila una mano dicendo "ti do un aiutino" e io le mollo un calcio in faccia), di lato, sullo sgabello (dove faccio un sacco di pipì) e alla fine troviamo quella giusta, accovacciata tenendomi ai poggia gambe del lettino... Mi attaccano un pochino di ossitocina per ravvicinare le contrazioni. Sento qualcosa, sento la testa che scende, ma non riesco a spingere, la cicatrice fa male, tira, ci provo ma ho paura e non spingo abbastanza. Mi dicono di vocalizzare che sto andando bene e di non trattenermi. Guardo loro negli occhi cercando risposte e le trovo da sola alla prossima contrazione: sento la testa! La sento! Se spingo si muove! Fa male molto male ma sento dentro una forza mai avuta sento di spingere e sento la mia bambina che mi vuole conoscere. Urlo, un urlo che parte da dentro dal profondo, sento che non passa e mi lacererò non importa, sono nata per essere madre e per partorire ed è così che farò, con una spinta forte e urlata esce la testina, la sento girare, prendo fiato...Arriva la seconda contrazione. Spingo ancora con più impegno, ora so come fare. Sento la mia bimba che esce come nuotando tra le acque. Allungo le braccia la prendo e la porto a me sul seno. Sono le 00.04 del 17 settembre. È mia, sono io, è parte di me. Ci amiamo già e lo sappiamo. Nel frattempo mi ricuciono, sia internamente che esternamente. Lei si attacca subito e le prossime tre ore le passeremo così, pelle a pelle, nei nostri odori e fluidi a farci le coccole. Il mio respiro la culla sopra di me e si addormenta.
Benvenuta Viola: hai fatto rinascere la tua mamma.

Tutte le informazioni contenute nel sito www.vbac.it non devono considerarsi come sostitutive del consulto medico.
Gli autori e gli amministratori del sito, pur impegnandosi ad aggiornare continuamente le informazioni contenute nel sito, non garantiscono né si assumono alcuna responsabilità circa la loro completezza e/o accuratezza; pertanto nessuna persona direttamente o indirettamente legata al sito (titolari, autori, copywriter, pubblicatori, moderatori e utenti del forum) potrà mai essere ritenuto responsabile, a nessun titolo, di eventuali danni e/o inconvenienti provocati dall'uso o dall'abuso delle informazioni in esso contenute. Il titolare del sito non controlla e non è responsabile delle informazioni contenute nei siti collegati e, pertanto, non potrà mai essere ritenuto responsabile di eventuali danni e/o inconvenienti provocati dall'uso o dall'abuso di tali informazioni.
Il titolare e gli amministratori del sito non controllano e non sono responsabili del contenuto delle informazioni e dei contributi inviati dagli utenti nelle sezioni aperte ed interattive (forum, area racconti), pertanto nessuno di loro potrà mai essere ritenuto responsabile di eventuali danni e/o inconvenienti derivanti dall'uso o abuso di tali informazioni e contributi.