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Sicilia - Palermo - Osp. Civico - Il VBAC di Giusy Giacalone

Inizia tutto il 21 settembre 2015 verso le 9 del mattino: vado in bagno e trovo muco marrone/rosato, molto denso! Mi dico: sarà il tappo mucoso. Ma non mi fisso visto che possono passare parecchi giorni tra la perdita di quest'ultimo e il travaglio. 
Per tutta la giornata continuano le perdite fino a sera quando diventano più rosse miste a molto muco filante trasparente. Vado a dormire come ogni sera parlando alla mia Giada, rassicurandola per ciò che avremmo vissuto di li a poco.
22 Settembre: mi sveglio alle 4 per fare pipì, mi corico e cominciano le contrazioni ogni 5/6 minuti, leggere ma costanti. Sembrano aumentare e alle 5 decido di farmi una calda e lunghissima doccia, così se non sono quelle vere smetteranno come le altre volte. Invece aumentano d'intensità e le perdite diventano rosse. Alle 5.45 chiamo mia mamma e mio marito dicendo di andare. Le contrazioni erano ogni 5 minuti e sempre più forti. Sono di Marsala e abbiamo 130 km da fare per arrivare al Civico di Palermo. Ma so che non è un problema, abbiamo tutto il tempo per arrivare tranquilli visto che del primo figlio non ho nemmeno iniziato il travaglio.
Saliti in macchina per le 6.30 comincio a prendere Apermus (un rimedio omeopatico) ogni 15 minuti, 5 granuli, così fino al momento delle spinte. Mio marito ha molta paura, io sono in uno stato di totale tranquillità, in un mondo mio dove eravamo solo io e Giada, non mi importava di niente se non abbandonarmi a quel dolore che mi avrebbe regalato il mio sogno.
Arriviamo in ospedale verso le 8.30, ci abbiamo impiegato di più per il traffico in strada: Arrivo e mi accolgono le ostetriche che controllano subito il battito della bimba, controllano le perdite che nel frattempo aumentano e mi mandano su a fare tracciato. Comincio verso le 9 e intorno alle 9.20 mentre ero ancora sotto monitoraggio sento Tac...e tantissimo liquido scendere. Penso, ci siamo davvero, mi si sono rotte le acque. Da lì le contrazioni partono a raffica e molto vicine, 3/4 min al massimo. Mi controllano, collo morbidissimo, centrale e 2/3 cm di dilatazione. Chiedo di fare il travaglio in acqua e l'ostetrica mi spiega che se andiamo ora rischiamo di rallentare un po' le contrazioni. Mi propone di aspettare i 5/6 cm per poi scegliere tra la vasca o l'epidurale e io accetto. Tra una contrazione e l'altra chiacchiero con mia mamma che è stata fondamentale per tutto il tempo, parliamo con le ostetriche meravigliose che nel frattempo mi suggeriscono posizioni e respiro per sentire "meno" dolore. Mi stanno vicino, mi coccolano e mi incoraggiano dicendo che sono bravissima e io ci credo. 

Come dicevo prima, sono in una specie di trance, sveglia e vigile ma in un mondo mio. Totalmente immersa in ciò che provavo e che avrei finalizzato di lì a poco: sentivo Giada muoversi e le parlavo, sapevo che anche lei stava soffrendo. Quando si muove le contrazioni aumentano, lo dico alle ostetriche che mi rassicurano dicendo che anche la mia bimba sta contribuendo, mi sta aiutando come meglio può. Durante le visite soffro maledettamente, non riesco a stare coricata nel lettino da parto, in quella posizione non tollero le contrazioni, infatti affronto quasi tutto il travaglio in piedi, con le braccia sul lettino, mentre dondolo, costantemente attaccata al tracciato ma non mi da minimamente fastidio, non lo sento nemmeno. Arrivano le 13 e contrazioni che non mi lasciano più respirare, sono ogni 2 minuti. Visita e sono a 5 cm. Penso evviva, prosegue bene la dilatazione, l'Apermus funziona! Arrivo ad un punto che le contrazioni non smettono, finisce una e comincia immediatamente l'altra, da togliere il fiato. Stritolo le mani a mia mamma. Sento qualcosa di diverso, sento di dover spingere, non so come ma ho riconosciuto quella sensazione, la natura è meravigliosa. Lo dico all'ostetrica che subito controlla nonostante fossi in piedi e la dilatazione è completa. Sono le 13.45/13.50, comincio a spingere felice perché so che a dilatazione completa il rischio di rottura utero non esiste più. Ad ogni contrazione la sensazione di dover spingere aumenta e così al cambio turno delle 14 inizia a scendere Giada.

Improvvisamente il dolore delle contrazioni svanisce e comincia quello della vera e propria nascita. Non riesco a sottrarmi alle spinte nonostante il dolore terribile alla schiena, sembra mi si rompano tutte le ossa. Giada con i suoi piedi punta sulle mie costole, continua ad aiutarmi la mia bimba, mi da una carica in più. Sento scendere il suo corpo, cm dopo cm, sento ogni piccolo movimento. Mi incoraggiano, urlo che fa troppo male, brucia, sembra si stia strappando tutto. Arriva la contrazione decisiva, esce la testa e sento un sollievo immenso, ma la contrazione continua e sento ancora di spingere. Mi dicono di farlo e lo faccio e alle 14.25 nasce Giada. Me la mettono subito sul petto, è così piccola, rannicchiata, umida e meravigliosa. Esplodo in un pianto di immensa gioia, ce l'ho fatta dico a mia mamma, lo sapevo che io e Giada ce l'avremmo fatta. L'emozione di quel momento non la dimenticherò mai. Aspettano come da me richiesto che il cordone smetta di pulsare per tagliarlo, arriva un'ultima spinta ed esce la placenta, la guardo e dico: grazie per il tuo lavoro. E inizia per me la parte peggiore, devono darmi 1 punto esterno, ma giuro che è stato il momento più traumatico. Prendono Giada, la puliscono, la visitano e io la vedo tutto il tempo, non ci credo ancora.

Giada è nata 3200 kg per 49 cm. Nessun intervento medico se non un solo punto, né vasca né epidurale, niente che non sia Natura. È più di quanto potessi mai sperare, mi sento la mamma più fortunata del mondo. Me la riportano e rimaniamo in sala parto per un'ora circa, con luci spente, un'atmosfera idilliaca. Si attacca subito, piagnucola, io la guardo e stento a credere sia successo, questa sensazione non mi lascia tutt'ora. Vado in stanza e da lì comincia la nuova vera avventura. Questo è il mio vbac al Civico di Palermo.

Ringrazio di vero cuore chi era con me la mattina e il pomeriggio del 22 settembre, siete state meravigliose, un grandissimo sostegno, dolcissime e fondamentali, trovare ostetriche come voi è un terno al lotto. E io l'ho vinto. Grazie anche a tutto il personale, ai servizi offerti e all'ospitalità. Ho vissuto da voi l'esperienza più bella della mia vita

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