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Il VBAC di V.M

Marta poppa e vi racconto il mio parto! Il mio tanto, tantissimo sognato e desiderato vbac.
Racconto luuuungo, ma non posso tralasciare nulla.

Scopro di aspettare la mia bambina nel giorno del matrimonio della mia amica e testimone di nozze. Era il 18 luglio 2015. Caldo, tanto caldo quel giorno. C'era il sole e tra la gioia per lei, ecco sbocciare anche questa notizia. Nel mio e nel cuore di mio marito c'era come un fuoco che ardeva per questa nuova vita. Cercata e desiderata. 
Inizia un viaggio, un percorso molto particolare per me. Per noi! Un percorso fatto di consapevolezza, comunicazione, ispirazione...
Ho iniziato questo viaggio sapendo al 100% di volere un'ostetrica al mio fianco, in questo cammino. 
Cosi mi rivolgo al consultorio, ma purtroppo l'ostetrica che trovo lì mi tratta come una scema, come una che vuole sapere e che non da retta a ciò che dice lei. Vuole sapere del primo parto e io piano piano, con gli occhi che lacrimavano senza permesso, le racconto...Zero empatia, zero compressione. Anzi le sue parole furono: "Col decorso della gravidanza si vedrà. Dopo un cesareo, sì, si potrebbe fare un naturale. Ma tu hai avuto il cesareo per oligoidramnios, subentrando poi sofferenza fetale. Di sicuro, tu sei portata per portare feti in sofferenza...Dubito che...insomma vedremo. E poi, qui a Domo non si fa il naturale dopo cesareo. E nel caso decidessi di andare a partorire altrove, bisogna misurare lo spessore della cicatrice". (Per fortuna, dove andrò, non misurano proprio nulla)

Dopodiché mi espone il suo piano: dalla 20esima settimana ci saremmo dovute vedere ogni mese, per controllo liquido e feto con la ginecologa. Io mi rifiuto e lei allora mi dice che devo prendermi un ginecologo privato esterno visto che stavo rifiutando quella del consultorio. Bene!! L'ho salutata e me ne sono andata.

Passano altre settimane. Decido di sentire M., l'ostetrica che mi ha seguito al primo parto e con cui abbiamo creato un bel rapporto. Ma...delusione: lei non può seguirmi, almeno non come vorrebbe, ma in qualche modo comunque lei c'e sempre. 
Passano altri giorni e risento la doula con cui ho praticato l'armonizzazione della cicatrice e mi da il nome di un'ostetrica favolosa. La contatto...Sarà lei a seguirmi, anche se non scatta quella famosa scintilla...

La gravidanza passa. Settimana dopo settimana...tra contrazioni precoci e non. Nel frattempo sento tantissimo M. che è e resterà il mio angelo in assoluto. Mi sostiene, mi incoraggia. Ci vediamo e posso sfogarmi.

Arriviamo a 39+0 e inizio a perdere il tappo. Evvai mi dico, ma so che possono passare ore/giorni. E non ci penso. Ma..una contrazione..un'altra..un'altra ancora. Sono sopportabili, ma quanto sono felice?! Poi si fermano, e ci rimango male.
Venerdì notte eccole di nuovo, più forti, più vicine. Dormo male e poco. Sabato notte idem, 48 ore di prodromi intensi. La domenica le contrazioni sono sempre più forti. Faccio una visita alle 12.00 più o meno: collo accorciato al 50% dilatato 1 cm ma non centralizzato. Torno a casa scoraggiata, avevo male e nulla cambiava. Non pranzo, le contrazioni mi toglievano l'appetito. Vado sotto la doccia e non si fermano, faccio un'altra doccia e continuano. Nel pomeriggio poi decido di fare un bagno caldo di 40 minuti. Stavo in una fase che non so descrivere, l'acqua iniziava a darmi fastidio. Le contrazioni erano sempre più forti e regolari. Mi dico:"ci siamo? O non ci siamo? Che devo fare?". Scrivo a M. e passo ore e ore e ore a parlare con lei. Sentivo meno il dolore con lei, mi rassicurava, mi dava forza e coraggio. Nel frattempo mio marito chiama la nostra ostetrica. La sera intorno alle 19:30 mio marito cena. A me prepara un piatto di pastina ma non riesco a finirlo, non ho fame e ho nausea.
Alle 21.00 ci mettiamo sul divano. E guardiamo il film "Cambia la tua vita con un click". Non riesco a stare seduta nè sdraiata, quindi mi metto sulla palla ad ondeggiare e saltellare. Vocalizzo una bella A e una O, ma alle 22.00 non riesco più a stare a casa e partiamo per andare in ospedale. Dista 65 km, il viaggio più lungo della mia vita.

Arriviamo in ospedale alle 22.30 circa. Pioveva e faceva freddo, tremavo, avevo paura ma ero anche felice.
Entro in pronto soccorso ostetrico e mi accolgono due ostetriche dolci e con un sorrisone enorme, ma del resto potevo aspettarmi altro? Ho scelto questa struttura proprio per le ostetriche e tutto lo staff che c'è. (Eccetto per la ginecologa che ci sarà di turno)
Facciamo 2 chiacchiere tra una contrazione e l'altra, mi fa fare pipi e perdo altro tappo, con gocce di sangue. Mi dice che è un ottimo segno e io le spiego la situazione che c'era alle 12.00. Mi visita e: "Valentina andiamo in sala parto, sei in travaglio". "Cosa? Quale travaglio? Io non sono in travaglio. Adesso salgo in reparto e attendo": questo è ciò che le ho risposto! Ma lei mi dice: "sei a 4/5 cm. Collo centralizzato e completamente appianato. Testa a -2 e sacco teso. Su andiamo in sala parto a partorire Vale". Ma davvero? Le dico! Lei non capiva se stavo scherzando o no.

Mi cambio e resto con una canottiera arancione. Faceva fresco e la sala parto aveva le pareti gialle come il sole ed era piena di attrezzi per il travaglio. Con me c'era mio marito che però è restato solo un'ora dentro.Ma va bè, sarebbe svenuto nel vedermi. L'ostetrica mi dice che c'è un funicolo tra la testa e il sacco. Ma la ginecologa dopo un'eco di controllo dice di no per fortuna. Stavo vedendo svanire il mio parto. Ci elargisce poi le sue perle di saggezza: Vale, ogni 2 ore la dilatazione deve proseguire. L'ostetrica R. mi chiede sempre il permesso prima di visitarmi e fa sempre finire la contrazione. Prima visita alle 22.30. All'1.00 la situazione era uguale e la ginecologa mi dice:"se alle 02.00 è invariata, o rompiamo il sacco o cesareo. Purtroppo non possiamo mettere nulla essendo precesarizzata". La guardo male, anzi la fulmino con gli occhi. Non voglio un altro cesareo, non lo voglio neanche morta! Mi faccio dare i fogli che firmo per il rifiuto del cesareo e della rottura del sacco! Lei comunque mi dice che mi da tempo ancora un'ora soltanto. Nel frattempo, cambio posizione mille volte e ad ogni contrazione vocalizzo. Vocalizzo cosi tanto che ad un certo punto le A e lo O diventano grida. Inizio ad implorare tutto, non ce la facevo più. Mi sono chiesta perché ho voluto provare. La mia ostetrica insieme a R. mi hanno aiutato, sostenuto, incoraggiato a non cedere, a non mollare, ma ero fuori di me. Alle 03.00 situazione invariata. La dilatazione non proseguiva perché il liquido faceva da sacca con la testa. Cosi Marta non riusciva a scendere. Accetto che mi rompano il sacco alle 03:00 o poco più. In mezz'ora arrivo a dilatazione completa, non ci potevo credere. Finalmente! R. mi dice di ascoltare il mio corpo e Marta. E quando sentivo la voglia di fare la cacca era il momento di spingere.

Passa mezz'ora e sento una forte pressione dietro, bene. Sono le 04.00 poco più. Mi metto in piedi, piego poco le ginocchia. Ondeggio, urlo, arriva la contrazione. Sento Marta spingere e spingo anche io. Un male disumano, ma fantastico. Ma cosi non riesco a spingere, non riesco a spingere bene. R. mi propone mille posizioni. Mi metto con una gamba alzata sul seggiolino olandese, ma non va. A carponi, ma non va. Girata sul fianco con gamba alzata, ma idem, non va. Sono ormai 2 ore che spingo, sono le 6.30 passate. La mia ostetrica ed R. propongono posizione ginecologica: perfetta! Riesco a spingere, riesco a sentire bene cosa devo fare. Una gamba su R., l'altra sulla mia ostetrica, 4 spinte su una contrazione. Altre 4 nell'altra. 
Come brucia, sembra di avere un barbecue in vagina. Ad un certo punto cedo, sono sfinita, sto spingendo da molto. Imploro l'epidurale (troppo tardi ormai), il cesareo e l'episiotomia pur di farla uscire all'istante, perfino la ventosa. Di tutto e di più! R. mi guarda e fa: M***** Vale! C**** sono 20 mesi che aspetti tutto questo. Non puoi mollare adesso, non devi. Spingi che è li". Nel frattempo con delle garze imbevute e olii aiutava il perineo, che freschezza. 
Un'altra spinta, giro la testa e vedo entrare M. il mio angelo. Lei era di turno in reparto alle 07.00. Ma è venuta da me ed è rimasta lì con me. R. mi mette lo specchio e vedo nascere la testa. È calda, appiccicosa, Marta è lì, in un mondo tutto suo. Nella sala parto sta entrando una leggera luce, chiara, nitida...Un'ultima spinta ed ecco il corpo, eccoti, eccoci! Sentirla sgusciare fuori è stato incredibile, magico, indescrivibile! 

Sono le 07.04 del 28/03/2016. Marta nasce di 3.140 kg e 51 cm a 39+4. Non abbiamo potuto fare taglio ritardato. Nasce con ben 2 giri di cordone al collo, non piange. Viene subito aiutata e messa sul mio petto. 10 minuti dopo poppa e con una spinta nasce la sorella placenta. Dio quanto è bella. Averla potuto ammirare è stato fantastico, sembra davvero l'albero della vita. Che bel colore. Io me la sono cavata con una lacerazione di 2° e 9 punti. 

È stato il parto che sognavo...sono felice. Partorire è stato fantastico ed appagante. Lo rifarei anche adesso. 
Marta è stata la mia rinascita. Come mamma e come donna 

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