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Sicilia - Palermo - Osp. Civico - Il VBAC di Melania Mingoia

Vi racconto la nascita di Davide con un magico Vbac.
Tutto inizia il 22 marzo 2016 con una forte nausea che ancora ora ricordo: capii che eri con me, amore di mamma, ancor prima di aver fatto il test. La sera l'emozione delle due lineette. Già qualche mese prima mi ero informata sul vbac e per me era un sogno.
Dpp 30 novembre 2016. In tutto questo cammino ho avuto tanto l'appoggio di mia mamma (più del marito).
A 40w mi reco all'ospedale per monitoraggio, zero contrazioni. Mi scoraggio, mio marito ha paura per me e per il nostro bambino. A casa ho un'altra bimba di due anni da accudire e io sono stanca e stressata fisicamente e psicologicamente. Parlo con la capo ostetrica che mi incoraggia, ma cedo e mi fissano il tc a 40+2. Non vi dico mia mamma, ci è rimasta malissimo e in fondo in fondo anch'io. L'ostetrica comunque mi visita e prova a farmi uno scollamento delle membrane, ma non sono neanche pervia al dito e quindi niente da fare. Torniamo a casa (che dista 100 km) e l'indomani preparo il tutto per la mattina successiva. Gioco tanto con la mia bimba, so che mi mancherà tanto...Alle 9 decido di fare una doccia, ma prima di iniziarla sento scorrere del liquido...Membrane alte rotte! Guardo mio marito e gli dico che il mio bambino mi ha mandato un segnale, che non vuole nascere col tc, vuole che lo aspetti e io lo aspetterò, domani non farò il cesareo. Faccio una doccia lo stesso, saluto la mia bimba e partiamo.
Arriviamo al pronto soccorso ostetrico, mi fanno il prom test ed è positivo. Mi ricoverano e passo la notte con lievi mal di schiena. I due giorni successivi li passo tranquillamente, solo con qualche lieve mal di schiena. Mi rassicurano dicendomi che il bimbo sta bene e che possiamo aspettare, nonostante le membrane alte rotte, perché la situazione è ottima. Faccio antibiotico ogni 4 ore e così arriviamo a domenica e sono a 40+4.
All'ennesimo tracciato piatto l'ostetrica rifà lo scollamento e da lì in poi iniziano i mal di schiena un po' più forti, ma non li monitorizzo perchè pensavo fossero solo dovuti alla stanchezza. Andando in bagno mi accorgo però che stavo iniziando a perdere il tappo mucoso. Alle 22 tracciato: mi lasciano attaccata più di un'ora, la macchina segnava qualche contrazione ma io avevo troppo mal di schiena e tra un dolore e l'altro dormivo. Mi visitano e mi dicono "vai in camera tranquilla, riposa, entro domani partorisci". Rispondo che mio marito non è all'ospedale e loro mi consigliano di non farlo viaggiare di notte, che ancora c'è tempo e che avrei partorito l'indomani in giornata, così vado a letto.
Da quel momento per le successive 3 ore e mezza penso di essere entrata in uno stato di trance, urlavo dal mal di schiena tenendo forte la mano di mia mamma che mi diceva di andare in sala parto per farmi controllare, ma io rifiutavo. Alle 3 mi alzo dicendo a mia mamma che avevo l'esigenza di andare in bagno e lì vedo sangue, mia mamma chiama l'infermiera per andare a fare un controllo. Arrivo su chiedendo aiuto, l'ostetrica mi aiuta a sdraiarmi, mi visita e dice: "SEI COMPLETA, ANDIAMO A SPINGERE" e io "cosaaaaaa???". Da quel momento in poi inizia l'ora più bella della mia vita. Non ricordo dolore forte, ma solo le spinte che aiutavo con tutte le mie forze e con il sostegno di mia mamma. Saranno state 7/8 spinte e poi mi ritrovo con il mio dolce bambino sul petto, sono le 04.24 del 5 dicembre 2016 (4 ore e mezza di travaglio e spinte) e inizio a urlare "ce l'ho fatta, ce l'ho fatta anche per la mia bambina". Lo portano via per lavarlo, ma lo rivoglio con me sul mio petto a coccolarci. Inizia il rooming in e arriva mio marito, poi rimaniamo noi tre con la certezza che anch'io sono una donna forte e nonostante tutti mi dicessero che era impossibile farlo io ho risposto loro facendolo!
Il vbac mi ha dato tanto, mi ha dato fiducia e stima in me stessa, cosa che non ho mai avuto. Ringrazio sempre chi mi ha fatto entrare in questo mondo (leggendo il mio racconto capirà), ringrazio tutte le testimonianze lette...quanto coraggio e forza mi hanno dato. E spero un giorno di poter incontrare la ginecologa che alle dimissioni del taglio cesareo precedente mi disse "tu non saresti stata in grado di partorire naturalmente".
Grazie al meraviglioso reparto di ostetricia e ginecologia dell'Ospedale Civico di Palermo.

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