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Liguria - Savona - Osp. San Paolo - Il VBAC di C.P.

Come succede da qualche notte, mi sveglio per un po’ di dolori, apro gli occhi sono le 3.30. Bene ho ancora qualche ora di sonno, chiudo gli occhi e sento un altro dolore che dura qualche secondo: mi siedo sul letto, accendo la luce e di nuovo lo stesso dolore. Oh mamma, sarà la volta buona? Rimango a letto tanto è presto e magari passano.
Dopo un‘ora decido di andare sul divano con la mia copertina e aspetto e mi "godo" ogni contrazione. Ormai sono intense ma non regolari e si succedono ogni 7-10-15 minuti. Le lascio attraversare il mio corpo, respiro profondamente e mi rilasso, intanto organizzo il da farsi.
Alle sette si sveglia il mio compagno che spaventato dalla mia assenza dal letto è già pronto a partire. Calma, che fretta c’è? Chiamiamo i nonni per stare con Benedetta. Chiamo l’ostetrica che mi consiglia di iniziare ad andare in ospedale così mi fanno un tracciato e lei poi mi raggiungerà.
Camminare, prepararmi e raggiungere la macchina ha reso più forti e durature le contrazioni e durante il viaggio in macchina ho maledetto ogni buco, tombino e sassolino trovato per strada!

Verso le otto e mezza mi attaccano il monitoraggio le contrazioni sono già forti ma sempre poco regolari, l’ostetrica arriva e mi dice che è meglio così, l’utero non è troppo stressato. Mi visita e mi dice che il collo è pronto anche se la testa è ancora alta. Cavoli la questione si fa lunga, non voglio stare troppo in travaglio! Mi lascia libera, mi tranquillizza ad ogni contrazione e mi aiuta a respirare. Mi porta un po’ di colazione (che avevo scordato di fare). 
Sono quasi le 10.30: mi visita e sono dilatata di 3-4 cm, sente la sacca e decide di romperla. 
Ok ora ci siamo! arrivano contrazioni fortissime e quasi non mi reggo in piedi, l’ostetrica mi abbraccia io mi abbandono ad ogni contrazione, mi dice che sto andando benissimo, mentre il mio compagno mi massaggia la schiena. Andiamo avanti così forse per un'ora, benedicendo quei pochi istanti di tranquillità tra una contrazione e l’altra, in cui riesco solo a pensare che se durano delle ore così non ce la farò mai.

Mi cambio, metto la maglietta porta fortuna (una t-shirt di mio padre, così so che anche lui sarà lì con me anche se fisicamente non c’è più) e andiamo in sala parto dove ci sono altre ostetriche, il ginecologo e gente che probabilmente ha pagato il biglietto perché mi sembrava affollatissima! 
Mi fanno andare in bagno a fare pipì e sento spingere fortissimo in basso. AIUTO CI SIAMO?! Sono le 12.10 e sono completamente dilatata.

Mi spoglio, arriva una megacontrazione, mi appoggio al letto e...urlo!!! Quanto è forte la spinta in basso tanto forte esce la mia voce. Dopo alcune contrazioni così appoggiata al letto, decido di cambiare posizione, intanto mi fanno un monitoraggio "volante" mentre mi metto a carponi sul cuscinone, ma anche così non resisto. Finalmente trovo la mia posizione ideale sullo sgabello e lì riesco a concentrarmi sulle spinte sostenuta e coccolata dal mio compagno e dalle ostetriche che sono sdraiate davanti a me (come due meccanici al lavoro), mi incitano e mi spiegano come spingere. Le prime spinte sono troppo corte; spingo, mi si annebbia la vista, ma si intravedono i capelli; contrazione-spinta questa volta coordinate bene e a quella successiva mi praticano l'episiotomia, ma non me ne accorgo perché sento che la spinta ha funzionato bene, chiudo gli occhi respiro e spingo ancora più forte un altro paio di volte, sento caldo apro gli occhi e il mio bambino è lì, bello sporco, e l'unica cosa che riesco a dire è: "NON CI CREDO!!!". Sono le 12.41.
Il mio compagno riesce solo a dire: "OH! C*##O!" e inizia a piangere (tenero lui, sono due gravidanze che aspetta questo momento insieme a me). Mi appoggiano al petto il mio bambino, è morbido, tagliano il cordone e lo riprendono. Mi sdraio sul lettino e finalmente me lo abbraccio e bacio tutto mentre cerca di attaccarsi al seno. Spingo ancora un paio di volte per fare uscire la placenta, avrei voluto vederla, ma me ne dimentico presa dal contemplare il nostro miracolo. Mentre tremo mi cuciono, ma ormai tutto quello che mi dicono o fanno è come se lo facessero ad un'altra persona.  

Nelle ore successive al parto ho ripensato e rivissuto ogni attimo per rendermi conto che è successo veramente!!! Forse il mio racconto è troppo schematico, ma non riesco a descrivere le emozioni che ho provato, non ci sono parole per farlo...Bisogna solo provarlo e finalmente ci siamo riusciti!!! Benedico il giorno in cui ho trovato questo magnifico gruppo, senza il quale non so se le cose sarebbero andate allo stesso modo.
GRAZIE!!!

 

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