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Lombardia - Milano - Osp. Vittore Buzzi - Il VBAC di Sara Demurtas

Eccomi qua finalmente con il mio racconto: il mio cucciolo Elias è nato il 4 marzo al Buzzi di Milano, con un meraviglioso VBAC a 41+2, l'esperienza più incredibile che io abbia mai vissuto.

Il venerdì 28 febbraio, mentre al mattino allattavo la mia treenne, ho avvertito le solite contrazioni ma questa volta con cadenza regolare ogni dieci minuti. Dopo un'ora ho avvisato il mio compagno che è subito tornato a casa. Sapevo che non erano le contrazioni giuste ma qualcosa stava iniziando. Al pomeriggio tutto si è calmato, per poi ripartire la sera, e cosi, con pause e riprese, passeggiate e grandi mangiate, momenti di sconforto e di entusiasmo, il tutto è andato avanti fino al mercoledì 3 marzo, giorno del monitoraggio in ospedale a 41 settimane + 1. 

Collo posteriore pervio e raccorciato del 70% alle ore 14.30. La ginecologa dell'ambulatorio mi dà dell'incosciente, più o meno, per non aver programmato un cesareo a 41+3, "è tutto pieno" mi dice, e mi fissa l'induzione per il 5 marzo alle 7.30. Deve farlo per protocollo, io le dico che non ci andrò. Intanto sento la mia ginecologa (sempre del Buzzi) che mi incoraggia un sacco e mi dice che potremmo provare lo scollamento delle membrane, più avanti. 

Io e il mio compagno siamo fiduciosi, il mio corpo sta lavorando, lo sento, e gli darò il tempo di cui ha bisogno. Vado a fare la spesa e torno a casa dalla mia piccola e dai miei genitori che sono venuti dalla Sardegna e staranno con noi due mesi. A cena prepariamo spaghetti al sugo e ne mangio un piattone enorme. Poi vado in bagno e ho delle perdite rosse e filamentose, è il tappo, evviva!! Esultiamo tutti! Alle 22.00 andiamo a dormire, io un po' preoccupata perché le perdite sono proprio abbondanti, non me l’aspettavo di perdere tutto quel sangue. A mezzanotte mi sveglio, le contrazioni sono forti e non riesco a stare a letto, mi alzo e vado in bagno, dove trovo perdite sempre più abbondanti. In soggiorno, assieme al mio compagno teniamo il conto delle contrazioni, che iniziano ad essere dolorose e ogni sette minuti. Ancora abbastanza sopportabili ma l'ospedale è lontano, un'ora di macchina. Entrambi sentiamo che è il momento di partire, io vorrei temporeggiare perché non voglio lasciare la mia bimba senza dirle niente, chissà penso, forse posso aspettare fino alle 6.00 e poi svegliarla, ma i dolori sono sempre più forti e le contrazioni aumentano a una ogni sei minuti. Carichiamo la borsa in macchina e partiamo. Durante il tragitto continuiamo a tenere il tempo e alle 02.00 siamo in ospedale. Spiego tutto all'ostetrica che mi visita, dilatazione 2 cm e collo ancora posteriore. Intanto mi fa sdraiare sul lettino per il monitoraggio, e verso le 03.00 chiedo di potermi alzare perché sto troppo male. 

Vedo l'orologio di un campanile dalla finestra e seguendo le sue frecce ogni 15 minuti continuo a prendere l'Apermus. Ho anche la flebo per l'antibiotico, sono positiva allo streptococco. Alle 03.30 altra visita sempre con l'ostetrica carinissima che mi ha accolto. Sono a 3 cm, collo ancora posteriore ma sta lavorando. Aspetto che si liberi la sala parto e alle 04.00 entro nella sala cicogna, bellissima, tutta arancione, con una bella vasca che non posso usare perché pre tc. In verità non mi staccano neppure il monitoraggio e io non so come mettermi. Passo mezz'ora in piedi con una tremenda voglia di spingere, credo di dover andare in bagno ma non riesco a muovermi, mi metto a carponi sul letto ma mi sento paralizzata. Quella mezz'ora dalle 4.00 alle 4.30 del mattino la ricordo come una lunghissima e unica contrazione, aggrappata al collo del mio compagno gli grido "voglio l'epidurale", nonostante tutti i discorsi e le intenzioni di non farla. Mi sento spaccare in due, mi si rompe il sacco e dato che il liquido è molto tinto, 2 mi diranno, il mio compagno chiama l'ostetrica. Non vi ho raccontato che in sala parto siamo stati da soli, meglio così eh! L'ostetrica mi vuole visitare ma non riesco a muovermi. Ho visto il liquido scuro perciò temo un cesareo, del resto sono solo a 3 cm e sono appena entrata in sala parto. Ma ho cosi male che chiedo ancora se posso fare l'analgesia. Mentre mi visita sento che l'ostetrica dice "è completa, la testa è qua". 
"Eh, esclamo?!??!" "E si”, mi dice, “non sente voglia di spingere?" Eccome se la sento...e così inizio..che male!! Tutti mi incoraggiano, il mio compagno che mi ha sempre sostenuta, l'ostetrica che sta pronta ad accoglierlo, la ginecologa che guarda, e nel frattempo altre due, forse 3 ostetriche che sono entrate credo a curiosare. 
Spingo ma non succede niente, grido tante volte che non ce la farò mai. Sono stesa sul lettino e non mi fanno cambiare posizione, ho chiesto tante volte ma sono pre tc quindi me ne sto bella scomoda. Le contrazioni si sono fermate e un'ostetrica mi massaggia la pancia per farle ripartire. La testa è un po' fuori e brucia. Sento una contrazione bella forte, spingo forte e mantengo la spinta, esce la testa! Che sollievo, ora sto bene! Il resto è una passeggiata, ricordo la faccia del mio bimbo appena è uscito, assieme io e lui abbiamo fatto questa impresa meravigliosa! Aveva due giri di cordone intorno al collo e un nodo vero, cosi mi hanno detto. Mi hanno praticato una piccola episiotomia, che non ho sentito ma che mi ha dato un po' di fastidio nei giorni successivi.

Penso sempre a quella notte, ripasso i momenti infinite volte. Sono felice. Ogni giorno di più.

PS: È nato alle 5.25, non l'ho scritto! Alle 4.00 ero appena di 3 cm e collo posteriore, incredibile!

 

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