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Lombardia - Monza - Osp. San Gerardo - Il VBAC di V.R.

Io sono leggenda

Perchè questo titolo? Perchè sono diventata una leggenda, il mio parto per me sarà leggenda, e perchè la mia storia per qualche collega è leggenda...

Tutto è incominciato con la morte del mio cane il 24 agosto: tre giorni di duro dolore, sordo. Poi da lunedì 27 agosto ho reagito dicendomi che dovevo fare qualcosa per me e per mia figlia, dovevo darmi da fare.
Cosi mi sono isolata un po' dal mondo, cercando l'aiuto solo in alcune persone che per caso avevo conosciuto nel gruppo Facebook...avevo bisogno di una carica di fiducia, non di sentirmi ancora giudicata. Intorno avevo solo giudizi, pressioni, allora ho dovuto creare il punto di reazione.

Lunedì: avevo un incontro con la psicologa delle mamme del corso nascita e con la mia collega ostetrica, in cui ho buttato fuori la tristezza, il dolore e una parte della mia rabbia...Dovevo prendere una decisione, il cesareo sarebbe stato il mercoledì. Non c'è stato bisogno, mi sono ammalata: un bel raffreddorone come si deve con tanto di tosse! Guarda un po' che tempismo! E dovevo fare dei controlli, l'ultimo l'avevo fatto la settimana prima: allora per non andare fino a Como, che proprio non era dietro l'angolo, ho chiesto all'ospedale più vicino (Tradate) di fare i controlli, ma ho trovato da subito diffidenza e altro da parte degli operatori sanitari che mi volevano far parlare con il primario di Tradate appunto. Ma a me che me fregava? Vabbè, fisso il controllo AFI per martedì con tracciato.

Martedì: litigo con il mio ginecologo dopo aver detto che non avrei fatto il cesareo il giorno seguente data l'influenza. Mi propone farmaci durante il cesareo, ma non sa che significhi tossire con la sutura. Gli dico che mi prendo la responsabilità, gli dico che so cosa faccio e che so che ho ancora qualche giorno perchè mia figlia non è di 41+5 come dice l'ultima mestruazione. Ma lui si ostina a dire che le eco parlano chiaro...è brutto lottare con la pancia, ma devo lottare. Mi dice che io sto andando contro i protocolli del Valduce, ma io non sono un protocollo. Quindi cosa vuol dire? Che se entro in travaglio il Valduce non mi segue più? Eh già, cosi sembra perchè il medico non sa bene che rispondere. Insomma sono spacciata, se entro in travaglio devo andare da qualche altra parte che è meglio. Comunque lui dice che mi aspetta lunedì per il cesareo...
Sempre oggi, tra l'altro, sarei dovuta ricoverarmi per l'induzione a Monza ma non ci sono andata.
Sempre oggi, vado a fare il controllo a Tradate e dato che c'è lo spazio mi faccio scollare le membrane. Fisso anche un altro controllo per l'indomani, da brava bambina.
Il pomeriggio invece un bel massaggio shatzu con olii e la shatzuca parla con la mia bimba attraverso le energie dell'universo e boh...dice che questa bimba sa che deve fare e che devo solo lasciare che faccia lei. Insomma non devo trattenere, ma lasciare andare...

Mercoledì: da oggi Emanuele è in ferie. Vado a fare il controllo e l'ostetrica di Tradate, dopo aver fatto il tracciato, che fa? Chiama il primario! Ma io che ci devo fare con questo primario di Tradate? Che me ne importa di parlare con lui? Ovviamente mi sgrida dicendo che da lui a 41 settimane una precesarizzata fa il cesareo, che quelli del Valduce sono pazzi a lasciarmi ancora in giro, che vuole parlare con il mio medico...Ma dico, chi ti da il diritto? Chi sei? A che ti serve parlare con il collega medico? Mica cambio idea per il tuo terrorismo psicologico, non me ne frega nulla di quello che mi stai dicendo lo vuoi capire? Tra le tante frasi che mi dice, l'ultima è emblematica: se lei torna qui per i controlli io la cesarizzo. Ma vai a quel paese! Mi rifaccio scollare le membrane, faccio il mio controllo AFI e basta, me ne vado. Sì, me ne vado senza prendere altri appuntamenti per l'indomani, ma con rabbia e tristezza addosso perchè ancora una volta stavo cedendo alle pressioni. Nel frattempo ho qualche contrazione più dolorosa, ma nulla di che. Ho anche delle perdite, ma nulla di che. Vado all'incontro con la psicologa, devo canalizzare la rabbia. Non ho fame, sono stanca, mi faccio un po' di pasta in bianco.
La sera le contrazioni sono più dolorose ma non ancora vicine. Samuel mi prende la palla perchè sa che la mamma ha male alla pancia. Mangio leggero, non mi va nulla, ho solo sete. Alle 23.30 vado in bagno, lavo i denti...craaaak...mah...che rumore è? Ho rotto il sacco! Emaaaaaaaaa, guarda ho rotto il sacco! Che si fa? Dice lui. Nulla ,vai a letto, io direi di dormire. Ma come mi metto a letto cominciano i dolori, non sono vicini ma quando ci sono mi torco e ululo. Avrei bisogno di qualcuno con me ma sono sola, mio marito non saprebbe che fare ed è meglio se dorme. Sto seduta, mi alzo,cammino...alcune sono più forti altre meno. Vado in bagno e continuo a scaricarmi, sento un peso sempre sul retto. Il dolore è lì, fisso sulla sutura, ma perchè ? La pancia comunque si decontrae, non so che cosa c'è, ma sento che qualcosa non è proprio a posto...
Mi metto nella mia vasca da bagno, il liquido è sempre limpido e sto lì un paio d'ore: va meglio, sì, ma non del tutto.

Giovedi 30/8: esco dalla vasca, tiro ancora in là e alle 6 mi metto a letto, le contrazioni sono più distanziate, ma quando ci sono sto male da morire. Piango, rido, ululo: alle 8 chiamo i miei, dico che è ora di andare quindi di venire a stare con il bimbo più grande, che nel frattempo si è alzato. Anche se non sono ancora in travaglio avanzato è ora di andare, qualcosa non mi fa stare tranquilla...Ema mi chiede dove andare e io decido di giocarmi la carta di Monza. A Como con ogni probabilità mi avrebbero segata per un nonnulla, bastava un cavillo. A Monza posso giocarmela, se succede qualcosa mi aprono, ma non come ripicca! Ok, partiamo, e tra le altre cose vomito pure in macchina, maledetto antibiotico (ricordate la tosse?). Arrivo a Monza e vado al pronto soccorso ostetrico dove c'è una collega che conosco, abbiamo fatto la scuola insieme. Mi visitano ma sono ancora indietro, ho male, ho male...Mi mettono il tracciato ed ecco cosa non andava, me lo sentivo. Il battito cala sotto contrazione, non posso stare in piedi perchè cala, mi mettono di fianco ma io sto malissimo...mi viene da svenire! Sbatto la testa contro il ctg...sembro una pazza, credetemi ogni contrazione peggiorava il dolore, maledetto dolore alla sutura, maledetta sutura, maledetto cesareo! 
Alle 12 mi portano in sala parto perchè il tracciato stava peggiorando e il liquido era diventato tinto 1, ma io sono dilatata due cm soltanto e allora mettono lo scalp sulla testa di Nicole. Con un tracciato simile non potevo mettermi a dire no, il tracciato no. Ragazzi non si scherza! Ma mi muovo nel letto carponi, in ginocchio, mi viene da svenire, sto sempre peggio, voglio il cesareo, l'epidurale...Urlo, urlo bastaaaa, bastaaaa...Poi sento colare...il liquido peggiora, il tracciato pure. Mi rivisitano, ero sui 6 cm con la testa che premeva, difatti sento spingere tanto. Mio marito cerca di parlare, ma io non lo ascolto, non respiro, mi viene da vomitare, i dolori non hanno pausa, non mi lasciano tregua. E io spingo, Nicole spinge...chiamano la primaria perchè il tracciato peggiora, mi rivisitano e finalmente sono a dilatazione completa, questo lo capisco. Spingo, spingo ancora, soffio, soffio e spingo...E Nicole alle 13.10 sguscia fuori...bella bella bella...con la testa a pera ma bella! Ha fatto tutto lei, tutto è partito con lei! Non taglia Ema il cordone dato il liquido e il tracciato, ma sta bene, stiamo bene, io ho solo 3 punti e poi il pelle pelle. Bella Nicole, sei bellissima, sei la mia Nicole e io in questo momento sono la mamma di Samuel e Nicole e non mi importa più del cesareo dell'altra volta, è capitato, doveva farsi quel cesareo, ma sono madre, ora sono madre e donna, e io mi sento viva di nuovo.

Non è stato un parto naturale, è stato un parto spontaneo non medicalizzato e questo importa per stavolta.

Mi fanno i complimenti, la primaria dice: BISOGNA ASCOLTARLE LE DONNE, QUESTA DONNA AVEVA RAGIONE.

Io sono leggenda.

 

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