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Umbria - Todi - Osp. della Media Valle del Tevere - Il VBAC di C.D.P.

Quando scoprii di essere di nuovo incinta la prima bimba aveva 10 mesi. Il mio primo pensiero fu "ecco, ora un altro cesareo". Volevo aspettare almeno 2 o 3 anni perché volevo un VBAC. Quei giorni mi crollò un po’ il mondo addosso, nonostante fossi molto felice di aspettare una nuova creatura.

Il ginecologo (feci la visita a Pavia perché mi trovavo ancora lì) con mia grande sorpresa mi disse "dopo un'annata si può già fare il naturale". Che gioia!!! 
Poi tornai a Perugia (sono originaria di qua) e trovai una situazione non buona per il VBAC (18 mesi non andavano bene, troppo pochi). La prima cosa che feci fu trovarmi un'ostetrica libera professionista che mi seguisse e aiutasse per il VBAC, infatti tramite lei trovai i contatti e l'ospedale giusto.

A 40 settimane cominciai a sentire le prime contrazioni un po’ "dolorosine", ma sentivo che ancora non era il momento. A 40+5 mi si abbassò la pancia e più o meno da quel giorno, la sera mi prendevano i "finti inizi", ovvero contrazioni frequenti, un po’ dolorose ma che quando andavo a dormire cessavano.

Ero sempre più triste perché il travaglio non partiva, facevo monitoraggi (inutilmente), finchè a 41+2  mi dissero di venire la mattina dopo che il medico "avrebbe deciso" (paura!!!!!!!!). La sera ripresero le solite contrazioni e nel frattempo dovetti andare pure al pronto soccorso con la bimba di un anno e mezzo perché aveva ingoiato una spina di pesce. Intanto avevo le contrazioni e gli operatori mi guardavano un po’ preoccupati, io ero cosi tranquilla e pensavo che sarebbero finite come le altre sere. Torniamo a casa verso mezzanotte e vado a letto. Dormo fino alle 5, ogni tanto mi sveglia qualche contrazione ma non ci faccio troppo caso. Alle 5 mi rendo conto..."e se fosse il travaglio????". Chiamo l'ostetrica che decide di venire a casa a visitarmi. Quando venne mi disse che il collo era appiattito di un 60-70% ed ero a 2 cm di dilatazione. Io non mi sentivo in travaglio, erano così sopportabili le contrazioni. Alle 9 avevo appuntamento col primario dell'ospedale e l'ostetrica decide di venire con me. Quando arrivo sono sui 4!!! Allora ci siamo!!!!!!!! Le contrazioni ora erano più forti e io non sopportavo se mi facevano domande, dicevo a tutti di stare zitti e mi isolavo dal mondo. Andando avanti questa barriera tra me e il mondo diventava più accentuata, stavo solo con me stessa e la bimba, mi ero creata come una cupola di isolamento. A un certo punto decidono di portarmi in sala parto perché ero a 7 cm. Mi scombussolò un po’ il cambio di stanza, ma presto mi ri-concentrai e tornai nel “nostro mondo”. Le contrazioni erano più forti, ma sempre sopportabili. Tra l’una e l’altra avevo molta pausa, ogni tanto ne avevo due di fila, una più forte e l’altra più debole. Non mi rendevo più conto del tempo, non seguivo più il monitoraggio, mi ero quasi dimenticata del marito in sala parto. Quando sentii di spingere, non trovavo la posizione giusta. Cominciai sul fianco, poi mi rigiravo, mi mettevo seduta, ma ancora vi dico che quella giusta non la trovai proprio, purtroppo non ero per terra, ma sul lettino; non riuscii a pensare nemmeno di scendere perché non avevo la testa. Mi scordai quella bella posizione in cui il marito mi avrebbe sostenuto alle spalle. Dopo circa un'ora e mezzo dissi che ero stanca e non ce la facevo più. E l’ostetrica disse: ”è proprio questo il momento in cui escono!” E infatti tempo di una o due contrazioni e mi posarono la bimba sulla pancia!

Era tanto piccola (2,800 kg), era un po’ violetta e non respirava bene. Cominciarono ad aspirarle il meconio che aveva ingoiato e solo in quel momento si resero conto che durante il travaglio aveva fatto la cacca (e per fortuna non l’avevano vista prima se no altro cesareo!). Dopo 10 minuti aveva già indice Apgar 9, si era ripresa benissimo, anche se il colorito era ancora un po’ scuro.

Io ero felicissima di avere il mio utero “salvo”. Ero veramente così contenta che avrei fatto i salti e avrei gridato di gioia, ma ero troppo stanca e mi girava un po’ la testa. Purtroppo dopo il parto, il medico decise di visitarmi tutto, l’utero, la cicatrice del cesareo, tutte le pareti, ecc, e mi fece un male cane. Questo si che fu insopportabile. Insomma, mica sono una cavia! Mi misero qualche punto (cucito malissimo). Fu questa la vera parte dolorosa, più di tutto il parto.

Sara è nata alle 13.00 dell’11 giugno 2011.

Ringrazio tutti quelli che hanno creduto in me, tra cui il primo è mio marito, che mi ha sostenuto per il parto naturale per tutta la gravidanza.

 

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