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Piemonte - Moncalieri - Osp. Santa Croce - Il VBAC di Greta Scarzello

Il primo TC di Greta è raccontato qui:

Lombardia - Vimercate - Osp. Civile - Il TC di Greta Scarzello

 

Gli ultimi giorni in attesa di Matilde li passai ad immaginare il mio parto: non ero pronta a farla uscire da dentro di me, non ero pronta a metterla al mondo in un mondo troppo sporco e cattivo, ma sapevo che non sarebbe potuta rimanere lì, dentro di me per sempre e allora mi limitai a desiderare la sua venuta al mondo nella maniera più naturale e bella possibile. Ma purtroppo non fu così. Ringrazio ogni giorno che lei stesse bene! ma temo che per troppa ignoranza da parte mia io abbia ceduto troppo facilmente ad una induzione e quindi poi ad un cesareo. Da quel giorno le domande in me furono tante: non ero forse in grado di partorire come una donna “normale”? Era stata colpa mia o forse la troppa medicalizzazione che si sta diffondendo nelle strutture ospedaliere? Resta il fatto che non mi ero rassegnata e decisi che se mai un giorno avessi avuto un altro bimbo, sarebbe nato naturalmente! 

Poco meno di 3 anni dopo, Fabio ed io ci facemmo un altro regalo: aspettavamo il nostro secondogenito ed ero più determinata che mai ad avere il mio parto spontaneo. Innanzitutto “lasciai” la mia ginecologa per essere seguita dal consultorio di Moncalieri (TO) e lì trovai un’ostetrica simpaticissima, chiarissima e delucidante (si dirà così??) su qualsiasi argomento e soprattutto SUPER sostenitrice del parto naturale perché la donna gravida è una donna sana! Le visite fatte sempre con la stessa ginecologa, assolutamente pro VBAC e per parto veramente "naturale", dato che il consultorio di Moncalieri non è completamente in mano alle ostetriche, ma le dottoresse ci sono più che altro per la sola "burocrazia". La gravidanza passa velocissima ed io sto benissimo! In molti mi hanno detto di non avermi mai vista più radiosa e bella come in questo periodo!! Certo la stanchezza non manca e così chiedo cortesemente a Riccardo di anticipare un po’ i tempi e di far contenta la sua mamma. 

DPP prevista per il 17/02/2011 

05/02/2011 - 38+2 - Non mi sento molto bene: ormai è una settimana che ho leggere contrazioni e doloretti fastidiosi. Ora si è messa pure l’influenza: qualche linea di febbre e tanto raffreddore. Sento che il grande giorno è vicino e non voglio arrivare senza forze e stremata dai malanni di stagione, così inizio col paracetamolo senza dimenticare mai i miei globuli di Apermus che prendo dalla 36esima settimana. 

06/02/2011 - Ok, sarà la stanchezza, l’influenza, il non riuscire a dormire 4 h di fila ormai da diversi giorni, ma a fine gravidanza è possibile farsi venire anche le crisi d’ansia?! Ho più paura di arrivare stanca al travaglio che del parto in sè! Cerco di farmi tranquillizzare da mia madre e chiedo a Fabio di rientrare un po’ prima dal lavoro. Vado a letto demoralizzata e preoccupata: preoccupata di confondere quei falsi doloretti e di arrivare in ospedale troppo presto, ma cerco comunque di rilassarmi e di risanare un po’ le forze. 

07/02/2011 - h 3.45, prima vera contrazione! Passano 20 minuti circa ed eccone un'altra. Continua così fino alle 6 circa, quando riesco ad appisolarmi sul divano perché sembrano rallentare. Verso le 7 si alza Matilde: le do la colazione e riprendo a tenere il tempo. Io intanto sono quasi 16 h che non tocco cibo. Le contrazioni sono ancora ogni 18 minuti circa e la loro durata è variabile; decido di mettermi sotto la doccia e vedere cosa accade. Cambiamenti non ce ne sono ma i dolori sono più intensi. Sveglio Fabio, chiudo la valigia che avevo finito di preparare solo 48h prima e avverto mia zia che sto per portarle Maty. 

h 10.30 Al mio arrivo all’ospedale Santa Croce di Moncalieri, in reparto trovo M. R. l’ostetrica del corso pre parto (una delle mie preghiere era stata ascoltata!); la ginecologa che mi visita non mi sembra molto pro VBAC e mi chiede se voglio farmi ricoverare subito. M. R. da dietro mi toglie ogni dubbio facendo NO con il dito, così declino gentilmente l’invito della dottoressa dicendo che prima passerò da casa a salutare la mia bimba e che se i dolori fossero aumentati ci saremmo riviste nel pomeriggio.

h 12.00 Arrivo da Matilde e cerco di rilassarmi un po’ ma le contrazioni stanno aumentando notevolmente. Subito chiamo la mia doula di fiducia (G. non finirò mai di ringraziarti abbastanza!!) che mi consiglia di prendermela comoda e di ascoltare solo Riccardo e il suo volere. Inizio ad assumere i globuli di Apermus ogni quarto d’ora (finirò per scordarmeli in tarda serata, quando oramai i dolori mi avranno stremata!). Fabio controlla l’orologio perché per le 15 ha intenzione di riportarmi in ospedale. A quanto pare anche le sue richieste ricevono ascolto, alle 13 le contrazioni iniziano a velocizzarsi e ad essere ogni 4 minuti circa.

h 15.30 Sono di nuovo in ospedale, mi ricoverano e mi attaccano al tracciato: le contrazioni non sono quelle giuste, ma visto il mio precedente TC preferiscono tenermi lì. Hanno così inizio le mie vasche su e giù per il corridoio del reparto. Nel frattempo cerco di sdrammatizzare con le mie compagne di stanza, entrambe cesarei, e mi auguro che non sia un malaugurio.

h 19.00 Mangio qualcosa, il primo “pasto” dopo quasi 24h: patate bollite.

h 22.30 Cambio turno: arriva S., l’ostetrica che farà poi nascere Riccardo, la mia manna dal cielo! Il tracciato non è cambiato granché, ma lei suggerisce che Fabio mi rimanga accanto e mi chiede cosa preferisco fare per alleviare i dolori. Opto per una doccia calda e sarà il mio nido di relax per quasi un’ora e mezza. Rischio seriamente di addormentarmici dentro così mi infilo l’accappatoio e torno in camera per provare a chiudere gli occhi.

h 01.47 POOF!! Fabio, ho rotto le acque!! - Ma va là, stai sognando, continua a dormire! Balzo in piedi: SI SONO ROTTE VERAMENTE! Fabio chiama l’ostetrica che arriva subito ed io intanto sono in preda allo sconforto: vedo del sangue e inizio a piangere ripensando alle acque tinte di Matilde ma l’ostetrica mi tranquillizza dicendomi che è semplice sangue ed è un buon segno perché significa che la dilatazione sta procedendo! Visita e via in sala travaglio. La sala più disprezzata in quel momento di dolore e confusione: chi ha inventato quella poltronaletto era sicuramente un uomo perché è un qualcosa di davvero scomodo ed inutile, a mio parere!! Nel frattempo è arrivata S. che mi chiede se voglio il mio letto così me lo fa gentilmente portare dalla stanza: rimarrà il mio nido per tutto il travaglio! Ogni tanto cammino, passeggio, ma in realtà sono così stanca che preferisco trovare una posizione comoda stando semi sdraiata sul letto, sempre col tracciato attaccato per precauzione.

h 5.40 Arriva la ginecologa di turno: le sembra che le mie contrazioni stiano rallentando troppo e che non è un bel segno. Io dico che non mi sembra proprio perché le sento sempre più forti e S. mi tranquillizza: probabilmente sono talmente rilassata che sembrano essere più “leggere” e mi incoraggia a trovare il benessere in me senza pensare alle parole della dott.ssa. Ho un’innata voglia di spingere e lei mi consiglia di provare a fare pipì ma proprio non ci riesco, allora mi fa un cateterino veloce, mi svuoto per bene e...ODDIO ora devo spingere davvero! Le sembra strano, non sono ancora completamente dilatata...controlla nuovamente e: SI VEDE LA TESTA!! Per fortuna circa mezz’oretta prima aveva mandato Fabio a fumarsi una sigaretta e a bersi un caffè, ora era bello pronto a darmi le forze necessarie! Di volata in sala parto: voglio assolutamente qualcosa a cui aggrapparmi! Mi attacco alle sponde del letto e...

08/02/2011 h 7.04 - 38+5 – RICCARDO E’ NATO!!! Esce fuori con un leggero gemito e subito mi viene appoggiato sul petto: L’HO FATTO IO! Ce l’ho fatta, il mio bambino è nato come volevo io!! Non ha pianto disperatamente come tutti credono debba fare un bambino uscendo dalla pancia della sua mamma e Riccardo sta bene!! Aspettiamo che il cordone smetta di pulsare poi Fabio lo taglia, prende Riccardo in braccio e vanno nella Sala del Risveglio in attesa che mi diano qualche punto (credo il momento più doloroso!) e che anche io li raggiunga! APPENA IN TEMPO PER LA COLAZIONE! Esclamo durante la sutura e le infermiere si mettono a ridere! Non faccio altro che continuare a ringraziare S. che mi è rimasta accanto, mi ha ascoltata, mi ha stretto la mano e mi ha detto quelle poche parole di cui ogni donna in questo momento particolare ha bisogno di ascoltare! BRAVA, sono stata bravissima e me lo dice anche la ginecologa che pensava di dover farmi un altro TC!

Raggiungo i miei ometti e attacco Riccardo al seno mentre divoro letteralmente tè e biscotti! Il bimbo non è un mangione, preferisce assopirsi e restare tra le mie braccia e io me lo godo completamente perché ancora non ci credo: L’HO FATTO IO!! Non smetterò di ripeterlo e sarà la seconda frase che griderò a chiunque dopo l’annuncio della sua nascita! Nel frattempo Fabio si è assopito: sono quasi 10h che è al mio fianco ed è davvero stremato! Il mio GRAZIE va anche a lui perché senza il suo conforto e la sua mano da stritolare ad ogni contrazione non ce l’avrei fatta!

Non voglio dilungarmi ancora ma vorrei solo che anche le altre donne che hanno subìto un TC capiscano che con la forza di volontà e lo spirito giusto una donna può ottenere ciò che vuole perché VBAC si può!

GRETA E MATILDE (TC 1/8/2007) E RICCARDO (VBAC 8/2/2011)

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