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Emilia Romagna - Rimini - Osp. Infermi - Il VBAC di Marika Di Vico

Vi racconterò tutto dall'inizio...ore 5 del mattino del giorno 24/7, m sveglio sentendo delle contrazioni nella parte bassa dell'utero, altezza cicatrice; "perfetto", penso,"saranno i prodromi"! Così nel dormiveglia, tra una contrazione e l'altra, arrivo alle 10.20, orario di ecografia a e visita. Mia madre mi accompagna all'ospedale di Rimini, una ventina di km da casa mia. In quel lasso di tempo ho almeno 3 contrazioni e una paura cane che possa essere la cicatrice a farmi male, che si stia lacerando l'utero, ma nascondo le preoccupazioni, come sempre. Arrivata a destinazione entro nell'ambulatorio con l'ostetrica, che alla fine della visita mi dice "periodo prodromico, sei pervia a 2 dita e il collo è raccorciato del 30%, quelle che senti sono contrazioni uterine, non è la cicatrice, comunque se hai dolore torna, lascia stare l'orologio".
Sono felice, arrivo a casa alle 11.30, i dolori sono fastidiosi ma sono sicura che non sia arrivato il mio momento, non è un dolore da travaglio, non è il dolore che ho sempre immaginato. Temporeggio fino alle 18.00, poi decido di tornare in pronto soccorso. Dopo visita e tracciato, l'ostetrica di turno (la più antipatica di tutto l'ospedale) mi dice: "la situazione è abbastanza invariata, quelle non si possono definire contrazioni, e tu non hai la faccia da travaglio (che poi che cavolo è la faccia da travaglio??? tipo l'urlo di Munch???), vedo ke soffri, ma non abbastanza. Torna quando ci saranno contrazioni regolari".
Intanto si sono fatte le 21.30; sulla strada verso casa, piango, urlo, dico che sto già soffrendo un casino! Fa male solo in quel punto, solo la cicatrice, la parte destra della cicatrice, niente reni, niente pancia, niente, ma la mia cicatrice non mi sta dando tregua da 28 ore...mi conosco...so che non ce la farò...ma penso che è il mio momento, e mi ripeto che se dovessi mollare ora lo rimpiangerei per tutta la vita! Intanto aspetto le contrazioni regolari, sono sul letto con mio marito che non sa che fare e mia madre che come un tarlo mi dice di tornare all'ospedale. Vorrei cacciarla di casa...poi cambio posizione e per una manciata di contrazioni mi sembra quella giusta...
Passa la notte, nessuna tregua, contrazioni irregolari ogni 12/10/8/5 minuti. Arrivano così le 16.00 del giorno dopo, le mie contrazioni sono ancora irregolari, ogni 10/9/17/6 minuti...non ci siamo...chiedo consiglio a voi, al mio gruppo, alla mia forza invisibile...poi vado in bagno, faccio una doccia e le contrazioni con l'acqua calda si attenuano, e so bene che significa...non è ora!!!!! Poi faccio pipì, mi pulisco e il muco, secondo me, è troppo sanguinolento per essere solo muco. Finalmente mia madre esordisce con il suo "TE L'AVEVO DETTO CHE DOBBIAMO ANDARE" (si che me l'avevi detto, fosse stato per te, mi sarei dovuta far ricoverare ieri). Vado al pronto soccorso, per strada dico a mio marito: "i dolori sono uguali a ieri, se mi rimandano a casa, imploro un cesareo". Ogni dosso, ogni buca, mi fanno sobbalzare...tra una contrazione e l'altra torno normale, tanto che mi viene da ridere perchè mi sento come Dott. Jekyll e Mr Hide!
Arrivo alle 17, i 20 km più lunghi della mia vita...sono in lacrime, mi portano su con la sedia a rotelle perchè ormai sono sfinita, a digiuno da un giorno e non riesco nemmeno a camminare, ma ancora sono cosciente e vigile, il mio autocontrollo mi stupisce! Mi visitano e sono a 6 cm, non ci credo! Loro non ci credono! Non credono che quelli siano i miei unici dolori (dolori che mi spappolano sempre e solo sul monte di venere). Mi ricoverano, imploro l'epidurale perché dopo 36 ore sono sfinita. Ho bisogno di dormire, fatemi dormire almeno un'ora, dico...e cosi sarà. Alle 18.30 epidurale. Dormo un po', non so quanto. Ho fame, mangio dei biscotti, poi ho anche freddo e mi danno una coperta. Ora sto da Dio, a parte la febbre, 38,5 di febbre a luglio, solo io! Non mi ammalo mai, non me la so spiegare, ma vabbè, mi rendo conto che le contrazioni si sono diradate solo quando sono le ostetriche a parlare tra di loro, e dico: cavolo, come diradate, e adesso? Loro sono tranquille, devo esserlo anche io, se mi si alza la pressione sono fregata, peso 108 kg, mi tagliano in un lampo! penso. Dopo poco le contrazioni ritornano regolari, ogni 5 minuti. Sono le 20.30 e alle 21.30 mi rompono il sacco. Liquido limpido! va tutto bene. Alle 22.00 devo spingere, ma chiedo altra epidurale perchè torna il dolore. Acconsentono, poi mi visitano, c'è ancora un piccolo margine ma quando arriva la contrazione sparisce, posso spingere!!! Evviva, non vedo l'ora! E poi sento quest'onda di forza immane che mi travolge, non posso respingerla, non posso non assecondarla, mi viene da urlare. E allora urlo e spingo e poi mi affloscio sfinita sul lettino, quasi in trance. Tra una spinta e l'altra sono morta, sudo per la febbre, sudo per la fatica, non lo so ma sono zuppa! Le imploro di non farmi l'episiotomia (cosa che non hanno intenzione di fare, ma io ho talmente paura che mentre spingo urlo IL PERINEOOOOOOOOOOOOOO, e sono diventata la barzelletta della sala parto). Loro ridono, io pure, sono carica, sono positiva, per la prima volta nella mia vita so che ce la sto facendo, che ce la stiamo facendo! Dopo una ventina di spinte (non so quante con precisione, non le ho contate) alle 23.08 nasce il mio piccolo Ryan...il mio amore, è identico a sua sorella, lo guardo tutto grigio e morbido, me lo mettono sul petto e mio marito taglia il cordone. Io non ci credo, ce l'ho fatta! Dritta alla meta! Tutto lo staff mi fa i complimenti per essere arrivata in ospedale con la "faccia da prodromi", senza aver mai travagliato, dicono che se non mi avessero visitata probabilmente mi avrebbero rimandata a casa. Ora sono qui, non riesco a prendere sonno, con il mio topino di 3.440 kg x 51 cm, che dorme e non sa nemmeno quanto orgogliosa sia di lui!
Ho un gran sorriso ma, stavolta, non è sulla mia pancia!!!!
Io ce l'ho fatta, ce la può fare chiunque!! 

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