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Lazio - Roma - Osp. Cristo Re - Il VBAC di T.B.

Dopo tanto tempo eccomi qui a raccontarvi il mio viaggio!
Un parto naturale io e il mio compagno lo abbiamo desiderato dal momento in cui sono entrata in quella maledetta sala operatoria. Aver perso la gioia di mettere al mondo un figlio è stato un gran dolore per me che mi ha logorata dentro proprio nel momento in cui dovevo essere più felice, nei primi mesi di vita del mio cucciolotto. Il desiderio di vivere un parto naturale è stato fortissimo, ma anche la paura di fallire di nuovo. Questo però non ci ha mai fermato, non ci siamo mai tirati indietro di fronte a niente e nessuno.

Oggi con grande gioia e anche un pizzico di orgoglio posso dire CE L’ABBIAMO FATTA!!!

Ora vi racconto questo meraviglioso viaggio.

La mia DDP è l’8 luglio 2012. Le ultime settimane di gravidanza sono state un susseguirsi di stati d’animo diversi, gioia e paura, forza e frustrazione. Dei giorni mi sentivo una leonessa e dei giorni mi sentivo una pulcino impaurito.
La sera del 6 luglio inizio ad avere delle contrazioni irregolari e poco dolorose che proseguono per tutta la notte ininterrottamente: risultato notte in bianco e la mattina alle 09.00 monitoraggio. Sono distrutta e nervosa perché i monitoraggi li sto facendo nell’ospedale della mia città, ma non sarà l’ospedale dove andrò a partorire, perché il primario qui mi ha caldamente sbattuto la porta in faccia. Quindi sono nervosa perché se dal monitoraggio risultano le contrazioni, come pre-cesarizzata, potrebbero propormi un ricovero che dovrei rifiutare con tutte le pratiche burocratiche e il tempo da perdere e non ne ho assolutamente voglia. Desidero solamente stare nel mio nido ad accogliere le mie adorate contrazioni!

Alle 08.30, prima di andare in ospedale, chiamo la mia ostetrica e le racconto la situazione, delle contrazioni che ho dalla sera prima e del monitoraggio che devo fare. Lei mi consiglia di andare a fare la visita, visto che siamo a 39+5 e se dovesse partire il travaglio avere un tracciato fresco da portare nell’altro ospedale sarebbe meglio. Le contrazioni sono ogni 10 minuti circa e quando arrivo all’ambulatorio monitoraggi, l’ostetrica mi fa accomodare nello scomodissimo lettino e attacca il macchinario. Appena si gira, prendo l’elettrodo che segna le contrazioni e lo tiro ancora più su, poi mi abbasso un pochino in una posizione semi seduta abbastanza scomoda, ma ottengo il risultato sperato: la macchinetta non segna le contrazioni!!! Però ci sono e nasconderle non è facile, fortuna che la piccola Chiara è abbastanza arzilla e dopo 30 minuti scarsi mi lasciano andar via! E questa è fatta!

Chiamiamo mia suocera per lasciarle Leonardo almeno durante il giorno, poi la sera valuteremo la situazione. Le ore passano e le contrazioni sono costanti, ma sempre irregolari. Dopo pranzo viene la mia ostetrica per visitarmi: collo morbido, pervio al dito, meno di 2 cm di dilatazione e la testina ancora molto alta. Rimaniamo col risentirci in serata tardi per sapere come procede. Verso le 23.00 la richiamo ma la situazione è sempre la stessa, quindi decidiamo di vederci là direttamente la mattina successiva, a meno che non cambi qualcosa! Verso la mezzanotte Chiara inizia a muoversi moltissimo e spingere con la testa, tanto che tra una contrazione e l’altra io sento comunque dei dolori abbastanza forti proprio all’interno della vagina; aspetto un paio d’ore poi chiamo l’ostetrica, ci vediamo e visitandomi dice che la situazione non è cambiata rispetto a prima, ma visti questi dolori forse è meglio che stia a casa con noi! Da qui inizia l’esperienza più bella della mia vita! Dario e Leonardo dormono insieme nel lettone, mentre io e A. ci mettiamo in salone: lei sul divano, io invece preferisco stare a terra sul tappeto con una coperta sotto e tanti cuscini. Così, tra una contrazione e l’altra passo un’altra notte insonne.

La mattina verso le 10.30, A. mi propone di fare un bagno rilassante: l’acqua è proprio il mio elemento, dentro la vasca mi sento un’altra e sono troppo felice di stare li! Le contrazioni cambiano, iniziano ad essere più forti e vicine, si stanno regolarizzando, questo bagno ci voleva proprio! Dopo il bagno facciamo colazione tutti insieme, io ho lo stomaco abbastanza chiuso, ma mi sforzo di mangiare almeno una tazza di latte con un pugno di cornflakes: stare tutti insieme a tavola a fare colazione con la mia famiglia e la mia ostetrica è bellissimo! Le contrazioni sono sempre più dolorose, ma le accolgo con tanto controllo, cantando e muovendo il bacino tra un cucchiaio di cereali e l’altro. Il pomeriggio prosegue con contrazioni regolari ogni 5 minuti circa: mia suocera viene a prendere Leonardo, questa volta so che non passerà la notte con noi perché ormai il momento è vicino. Lo saluto e ci abbracciamo forte forte, mi dispiace che se ne vada e già mi manca, ci sbaciucchiamo 10 minuti e poi va via!

Verso le 18.00 altro bagno, questa volta sono io soprattutto a chiederlo, ho bisogno di rilassarmi un po’, ho due notti insonni alle spalle e so che ne avrò un'altra, ho bisogno di sentirmi leggera! Il bagno, come sempre fa il suo effetto, coadiuvato da A. e mia sorella che mi massaggiano con l’olio di mandorle...MERAVIGLIOSO! Sento le contrazioni arrivare, vocalizzo e canto con tutto il mio respiro, pian piano vanno via e tra l’una e l’altra mi sento troppo felice, dono amore! Alle 21.00 A. mi visita di nuovo e questa volta finalmente ci siamo! La dilatazione è 3 cm, il sacco è molto molto teso. Lei è delicatissima, tutto vuole tranne stuzzicare dove non si deve: ormai sono in travaglio, abbiamo un viaggio da affrontare e A. pensa che sia il caso di andare. Ovviamente io mi fido ciecamente di lei, così preparo le ultime cose e partiamo!

E’ notte, niente traffico si viaggia tranquilli e in macchina, con l’aria condizionata, tra una contrazione e l’altra riesco ad appisolarmi, così recupero un po’ di energie. Alle 23.00 arriviamo in pronto soccorso e lì la situazione prende una piega diversa. Passo un’ora in PS tra monitoraggio, elettrocardiogramma, prelievo del sangue e apertura della cartella; tra domande varie e consenso informato che la ginecologa di turno deve firmare, inizia a prendermi l’ansia, d'altronde sono in un ambiente che non mi mette proprio a mio agio, sono anche lontana da casa, è un ospedale che non conosco, insomma inizio ad agitarmi e con me anche la piccola Chiara.

A mezzanotte saliamo in reparto e mi portano in sala travaglio, ma anche li come in PS mi fanno entrare da sola. L’ansia sta avendo il sopravvento e mentre tutti escono dalla stanza e il mio compagno ancora deve entrare, scoppio in un pianto disperato: io lì non ci voglio stare, tutta la magia che avevo vissuto fino a quel momento è svanita, come un vago ricordo, ora ho solo paura di non farcela e ansia a non finire. Arriva Dario e mi trova in una valle di lacrime, arrivano anche le ostetriche e la ginecologa e cercano di tranquillizzarmi e mettermi a mio agio, ma niente da fare, vado in bagno con Dario per cambiarmi e gli dico portami via! Lui cerca di farmi ragionare, mi dice che ormai ci siamo quasi, è il colpo di coda, la piccola Chiara sta per arrivare e non posso mollare adesso. Faccio un grosso respiro e torno in stanza, mi metto sul lettino e mi attaccano il monitoraggio: Chiara è tachicardica, con battiti fino a 180, purtroppo il monitoraggio mi accompagnerà per tutto il travaglio. Le contrazioni proseguono, sono sempre più forti e più vicine e improvvisamente sento un liquido caldo tra le gambe e capisco che il sacco si è rotto. 

Da quel momento in poi tutto cambia, io mi sono totalmente trasformata, non connettevo più, il dolore era insopportabile e tra una contrazione e l’altra purtroppo non avevo una pausa perché sentivo continuamente un forte dolore proprio all’interno della vagina. Dopo neanche un’ora mi visitano e sono sui 6 cm, non ci credo, la dilatazione è velocissima e dolorosissima, inizio a cedere e delirare: il canto, la respirazione e tutto quello che avevo pianificato fino a quel momento non esistono più, il mio cervello è annebbiato dalla paura di questo forte dolore e non faccio altro che urlare e chiedere aiuto! Dario non mi lascia mai e cerca in continuazione di farmi ragionare, ma io sono partita per la tangenziale e lì arrivo a toccare il fondo e a dire quello che non mi sarei mai aspettata: “Voglio il cesareo, non ce la faccio più”. Dario nel frattempo guarda le ostetriche e la dottoressa e le dice di non darmi retta, e fortunatamente loro non mi danno retta! Le ostetriche sono dolcissime, cercano di farmi calmare in tutti i modi, ma io non ne voglio sapere. Mi vergogno a pensare a come mi sono comportata, ma il dolore mi denuda di tutte le mie inibizioni e mi mette anche faccia a faccia con la mia fragilità. Oggi di quei momenti mi viene da sorridere per la reazione che ho avuto.

Sono le 03.00 circa, l’ostetrica mi visita e mi dice che ci siamo, sono a dilatazione completa! Wow! A quel punto mi rendo conto che sta succedendo davvero! La situazione cambia, le contrazioni ci sono e sono molto forti e vicinissime, ma ho una pausa tra l’una e l’altra nella quale riesco proprio a dormire! L’ostetrica mi dice di assecondare se sento di dover spingere, all’inizio vocalizzando, poi arrivano le spinte vere e proprie e con la spinta mi crescono dentro una forza e un’energia che non credevo di possedere. Assaporo la parte più mammifera che ho, è un’esperienza così forte che non trovo neanche il termine giusto per descriverla, so soltanto che alle 03.42 con un’ultima forte spinta e un gran bruciore, ricevo tra le braccia la mia piccola Chiara! Quasi 4 anni ho passato ad immaginarmi quel momento! Dario è accanto a me che piange a dirotto, non mi ha lasciata mai, è sempre stato accanto a me a sostenermi, ha travagliato con me! Chiara è bellissima ed è uguale al suo fratellone, così piccola e calda sul mio petto, riesco ad annusarne quell’odore meraviglioso e a godermi tutto quello che mi è mancato la prima volta! E’ amore puro!

Il cordone lo taglia Dario in preda all’emozione, dopo qualche minuto, come avevo chiesto e la piccola Chiara viene pesata e vestita: 3.450 kg per 50 cm di morbidezza! A me invece aspettano i punti, questo momento non è proprio molto piacevole, ma passa in fretta e finalmente posso mettermi in un lettino con la luce bassa e allattare la mia cucciolotta!

In tutto questo vi chiederete: ma A. la mia ostetrica che fine ha fatto??? Purtroppo questa è una nota dolente, l’unica cosa di cui sono rimasta profondamente delusa da quest’esperienza, perché la dottoressa di turno ha deciso di non farla entrare. Potete immaginare la delusione, non tanto mia in quel momento, vista la scarsa lucidità che avevo, ma quanto di lei che è rimasta chiusa fuori a sentire le mie urla e dopo tutta la preparazione fatta insieme non ha potuto assistere neanche alla nascita della mia piccola! A pensarci oggi questo mi rattrista molto, ma almeno di tutta questa storia posso gioire di un VBAC tanto desiderato e, anche se un pochino offuscato dal dolore, è stato comunque l’esperienza più bella della mia vita! Tutto ha ripreso il suo equilibrio, è stato come mettere finalmente il peso sull’altro piatto della bilancia.

Siamo rimaste in ospedale 3 giorni e anche se non c’era il rooming-in (l’unica cosa che non mi piaceva di quell'ospedale) devo dire che sono stata benissimo! Il personale era delizioso, sempre disponibile, anche quando chiedevo di allattare Chiara fuori orario e oltretutto ero in stanza con un’altra ragazza che aveva avuto il suo VBAC la stessa notte con me ed è stato molto bello condividere le nostre esperienze!

Il cesareo non l’ho dimenticato, non ci riuscirò mai, ma mi sento di dire che da quella notte quella ferita c’è ancora, ma ha smesso di sanguinare. 

GRAZIE

Grazie a tutte voi e a questo gruppo per il sostegno che mi avete dato!

Grazie ad A. la mia amica e ostetrica che mi ha accompagnata in quest’avventura!

E soprattutto grazie al mio meraviglioso compagno che ha creduto sempre in me, mi ha sostenuta, presa per mano e sorretta ogni volta che ho rischiato di cadere!

 

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