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Lombardia - Angera - Osp. Carlo Ondoli - Il VBAC di Vanessa Piccolomo Gafforini

Vanessa ha avuto due parti naturali con i suoi primi due figli, poi un taglio cesareo col terzo e un vbac con la quarta. 
Il suo TC è raccontato qui:

Lombardia - Il TC di Vanessa Piccolomo Gafforini

 

Ok dovrei riuscire ancora a ricordare tutto per filo e per segno, ancora nemmeno io ci credo di avercela fatta!

Parto dal giorno prima, il 10, che trascorro con un gran mal di testa ed una sensazione strana. Dopo aver passato tutta la notte con le contrazioni, al mattino alle 7.45 suona la sveglia e sento una sensazione strana di umido nelle mutandine. Mi alzo, arrivo al bagno e si rompono le acque, con quella bellissima sensazione di calore: guardo subito se sono chiare e lo sono per fortuna!

Chiamo il marito che torna a casa dal lavoro e intanto preparo la colazione e mi organizzo per mandare a scuola e all'asilo i bimbi. Verso le 8.30 arriviamo in ospedale, facciamo la cartella e iniziamo il tracciato che risulta del tutto regolare. Le contrazioni non ancora regolari perciò stacchiamo tutto e scendiamo in reparto. Intanto alle 12.00 pranzo tra un dolore e l'altro e continuo così fino alle 17.00 quando l’ostetrica mi dice che se volevo, appena sentivo di avere più male mi controllava per la prima volta perché per evitare infezioni, dato il sacco rotto, non mi aveva ancora mai visitato internamente. Accetto, ma con amarezza scopro che ho il collo posteriore e ci balla appena un dito, mi dice. Un po’ me l’aspettavo che fosse così ma cavolo sono già passate 12 ore e pensavo che con i primi due parti avevo già partorito, ma va bé, andiamo avanti, sono convinta che Noemi appoggerà la testa tra non molto! 

Da qui in poi succede tutto così veloce che faccio fatica a ricordare, sento sempre più dolore ma cammino nel corridoio, ad ogni contrazione mi tengo la ferita perché sento come se si aprisse. Alle 19.00 chiedo ancora la visita ma sono solo di 2/3 cm, comunque la testa della bimba è finalmente appoggiata. L’ostetrica mi dice: ‘vedrai che da ora, appena si sistema bene, parte tutto velocemente’. Detto fatto! Tempo di scendere dal letto ho una contrazione dietro l’altra, iniziano gli imprechi ed esce il mio lato poco carino, ma fa troppo male!

Ore 20.30 saliamo in sala parto perché ormai i dolori sono ingestibili. Non ricordo degli altri parti un dolore così intenso e forte tutto concentrato su quella maledetta cicatrice. Mi metto sulla poltrona da parto e sono a 5 cm, evviva! Mi siedo perché solo così riesco ad alleviare il male, chiedo di tirarla fuori in qualsiasi modo, urlo a squarciagola, penso che si apra tutto da un momento all’altro, ma all’improvviso il male si placa, mi butto giù con la schiena ed ecco che sento la voglia di spingere!

Di già? Ma se ero a 5 cm? L’ostetrica mi dice: ‘se vuoi spingi!’. E in 4 spinte esce Noemi, bella come il sole, calda e profumata e senza neanche un po' di sangue addosso, (e soprattutto la femminuccia tanto desiderata). 

Scoppio in lacrime e grido "è femmina è femmina!!". Aspettiamo che il cordone smetta di pulsare e poi il papà lo taglia e la porta a lavarsi e vestirsi. La bimba pesa 2.960 ed è lunga 46 cm. Intanto a me mettono giusto 2 punti interni ma solo perché continuava a sanguinare, se no non servivano. 

Questo è tutto spero di non aver saltato nessun particolare. Credo di poter intitolare il mio vbac: così procede lento ma violento, perché così è stato, il mio corpo ha avuto 12 ore di preparazione per testare l’utero e vedere come reagiva alla ferita, per questo sono rimasta a 2 cm, poi di colpo in 2 sole ore è partito il travaglio vero e proprio. Se avessi aspettato a casa di più e fossi partita per l’ospedale quando le contrazioni erano ravvicinate, credo l’avrei fatta in macchina! 

 

 

 

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