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Lombardia - Mantova - Osp. Carlo Poma - Il VBAC di Silvia Ragazzi

Il primo TC di Silvia è raccontato qui:

Lombardia - Mantova - Osp. Carlo Poma - Il TC di Silvia Ragazzi

 

Il colpo di grazia l’ho ricevuto nel 2011. A gennaio scoprii di essere incinta e la prima cosa che dissi è stata "avrò o meglio avremo il nostro parto naturale" ma purtroppo a 8+6 settimane, non c’era più battito e io mi sono sentita letteralmente morire. Il giorno dopo mi hanno fatto il raschiamento, ricordo ancora le mie parole "Non mi sento neanche una donna. Che razza di donna sono se non riesco ad avere un parto naturale e in più ho perso anche il mio bimbo?". L’unica cosa che mi ha davvero aiutata è stato il sorriso di Dylan che all’epoca aveva 3 anni, il suo sorriso e i suoi occhi mi hanno letteralmente fatto andare avanti. Ad ottobre 2011 finalmente il test era di nuovo positivo. Ero terrorizzata ma la mia ginecologa come in passato anche questa volta mi ha aiutata, è stata disponibile ad ogni mia domanda e richiesta. Io l’avvertii subito che se la gravidanza fosse andata bene avrei provato il VBAC, lei mi chiese solamente "sei sicura?" "si". 

E’ stata una gravidanza perfetta fino alla fine, solo le ultime settimane sono state davvero pesanti (avevo una panciona enorme). Qui siamo in zona terremotata quindi ho vissuto le ultime settimane di gravidanza nell'incubo. Lunedì 18 giugno è stata una giornata come le altre ma la notte, intorno alle 2 mi sveglio con dei dolori tipo mestruali che si presentano ogni 10 min circa. Decido di farmi la doccia, i doloretti continuano, cosi intorno alle 4 andiamo all'ospedale: mi mandano in sala parto e mi attaccano subito al monitoraggio, mi fanno le domande del caso e mi fanno firmare le carte per il travaglio di prova. Ero dilatata di un solo cm e la strada era ancora lunghissima. Mi hanno quindi messa in reparto, ho fatto colazione, poi pranzo, ho camminato quasi tutto il pomeriggio, alternando le camminate alle visite e ai monitoraggi. Alle 19.00 si cena e alle 19.30 ci sono le visite, esco in sala d’aspetto dalla mia famiglia e dal mio primo figlio che non vedeva l’ora di vedere il fratellino e qualcosa cambia: tutto ad un tratto i dolori erano decisamente più forti, ricordo mia mamma che mi ha detto "so cosa stai provando se ti può essere d’aiuto puoi anche mordermi". 

In quel momento passa un'ostetrica che mi vede e mi porta in sala parto ma la situazione sembra essere cambiata di poco, solo 2 cm di dilatazione e il collo dell’utero non ancora appianato. Mi mandano a riposare fino alle 21.30 poi di nuovo in sala parto (tutto questo l'ho affrontata da sola perchè mio marito l'hanno mandato a casa visto che non ero ancora in travaglio vero e proprio), qui mi hanno fatto una puntura per ammorbidire il collo dell’utero e mi hanno fatto fare una bella doccia calda per un’oretta e lì sono cominciate le contrazioni VERE. Contrazioni di un minuto, ogni 4/5 minuti, ero sola nel bagno cosi ho fatto l’unica cosa che sapevo mi avrebbe un po' distratta, ho preso il cellulare ho aperto il riproduttore di musica e ho ascoltato quasi all’infinito “Someone like you” di Adele (non scorderò mai quell’ora). A ogni contrazione cantavo a denti stretti per cercare di non pensare al dolore e vi giuro mi ha aiutato tantissimo (penso che non scorderò mai quei momenti), poi mi hanno rivisitata 3 cm con il collo dell’utero ben appianato, a quel punto la ginecologa di turno ha iniziato a dirmi che dovevo fare l’epidurale perché in caso di TC precedente aiuta molto. Io non la volevo, ero terrorizzata dall’ago ma alla fine spaventata e piena di dolore mi sono fatta convincere a farla. L’anestesista che tanto si vantava di essere brava mi ha bucato otto volte ma per fortuna è un dolorino sopportabile. All’inserimento del catetere non posso negare d’aver "urlato", diciamo pure che è un bel fastidio, ho sentito una scossa lungo la gamba destra e al rene destro, poi il farmaco dato in dose leggera perché non ero ancora di 4/5 cm e poi le farfalline che volavano sul soffitto, scherzi a parte non sentivo più dolore stavo bene. Intanto spengono le luci così posso dormire un po', ma dopo 20 minuti ho dei dolori fortissimi allora ho suonato il campanello, chiedo all’ostetrica di far pipì e la informo che il dolore è tornato. Mi accompagna al bagno e appena abbasso gli slip PAURAAA, ho perso il tappo mucoso, torno sul letto, lei mi visita e con mia gran sorpresa ero di 4 cm abbondanti e mi fanno la dose piena di epidurale e finalmente mi danno il permesso di chiamare mio marito che in meno di mezz’ora è al mio fianco. Giusto in tempo per un'altra visita e con mio enorme stupore sono dilatata di 10 cm. 

Ero incredula, in un'ora mi ero dilatata completamente senza provare dolore. Mi aggiustano il letto per cominciare a spingere e qui inizia il vero dolore. Le prime spinte non le sentivo nemmeno ma poi, PANICO, ad ogni spinta urlavo come mai avrei pensato di poter urlare, non avrei mai pensato di poter avere tanta voce e tanta forza. Ho spinto per più di 3 ore perché la testa di Nathan era ancora alta. Ricordo che durante le ultime spinte tra una contrazione e l’altra mi addormentavo da tanto che ero sfinita ma dovevo farcela. Ad un tratto SENTO uscire la testa e senza pensarci ho spinto con tutte le mie forze ed eccolo lì Nathan, nato alle 5.40 del 20/06, gli occhi lucidi di mio marito, io piangevo e chiedevo se stava bene e dicevo "ce l’ho fatta, ce l’ho fatta". 
Quando me l’hanno messo sul petto...NON CI SONO PAROLE PER DESCRIVERE QUEL MOMENTO...i suoi occhi, le sue manine, il suo odore, è tutto impresso nella mia mente. Luca (mio marito) è andato con un’infermiera e il piccolino a fare il primo bagnetto e a pesarlo, intanto mi fanno uscire la placenta e mi danno 4 punti interni. Quando Luca torna, dice che nostro figlio pesa kg 3120 e misura 50 cm, poi me lo attaccano al seno, era già affamato. Alle 8.30 ero già in camera con il mio piccolino, non vedevo l’ora che Dylan potesse vedere il suo fratellino e alla sera durante l’ora di visita è arrivato con un coniglietto bianco per Nathan. 

E’ stato tutto bellissimo come volevo, Dylan ama suo fratello incondizionatamente, non potevo chiedere di più. Le uniche cosa che rimpiango sono il fatto che non abbiano fatto entrare mio marito da subito con me in sala parto e che non mi abbiano aiutata molto con l’allattamento al seno, per il resto non cambierei nulla! Addirittura penso già di avere un altro bimbo se l’economia di questo paese un giorno me lo permetterà. 

Spero di essere stata d’aiuto a qualcuna di voi. Grazie.

* Dylan2007 * Nathan2012 

 

Il 2VBAC di Silvia è raccontato qui:

Lombardia - Mantova - Osp. Carlo Poma - Il 2VBAC di Silvia Ragazzi

 

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