Joomla 3.2 Template by Justhost Complaints

Lombardia - Mantova - Osp. Carlo Poma - Il 2VBAC di Silvia Ragazzi

Il primo TC di Silvia è raccontato qui:

Lombardia - Mantova - Osp. Carlo Poma - Il TC di Silvia Ragazzi

Il primo VBAC invece è qui:

Lombardia - Mantova - Osp. Carlo Poma - Il VBAC di Silvia Ragazzi

 

Tutto inizia il 20/06/2013, esattamente un anno dopo il mio vbac. E’ il primo compleanno di Nathan, il mio primo vbac, e faccio il test di gravidanza: positivo, ricomincia tutto il viaggio, tutto il bagaglio di emozioni ancora una volta sulle spalle.

Tutte le mie paure vengono a ribussare alla porta, dall’aborto di due anni prima, alla paura di dover affrontare chissà quale parto, ma poi a fine luglio la prima ecografia e il cuore esplode di gioia: va tutto bene e la ddp è il 3/3/2014.

La gravidanza si svolge da manuale, tutto alla perfezione: ad ottobre alla morfologica scopriamo che arriverà il nostro terzo maschietto e che tutto procede bene. A dicembre all’ultima ecografia, la ginecologa mi riferisce che il bimbo è un po' piccolino ma nulla di grave e tutto comunque procede benissimo. A questo punto, finite tutte le ecografie, restano gli esami degli ultimi due mesi e a 36 settimane per non sbarrarmi completamente la strada faccio anche il colloquio e gli eventuali esami che potrebbero servire se scegliessi di fare l’epidurale, ed è tutto a posto. Ora bisogna solo aspettare: a 39 settimane inizio ad agitarmi perché sento solo stanchezza e niente altro, nemmeno mezza contrazione ed ammetto che mi sono demoralizzata parecchio perché ero davvero convinta di partorire prima dell’altra volta, invece arriviamo a 39+4 e le contrazioni preparatorie iniziano a farsi sentire, soprattutto di notte, ma poi alle 4.00 magicamente scompaiono e via cosi fino a 40 settimane (lunedì 3 marzo 2014).
Al mattino mi sveglio presto come al solito però diversamente dalle altre mattine ogni tanto spunta una contrazione che mi fa venire molto male alla schiena, sono stanca molto più del solito. Al pomeriggio decido di farmi una doccia per rilassarmi ma ne esco più stanca di prima, decido di mettermi a letto e c’è qualche contrazione che va e viene ma niente di regolare. Attorno alle 19.00 qualcosa inizia a cambiare le contrazioni iniziano a farsi un po' più dolorose, durano 50 secondi e sono circa ogni 7 minuti, vado avanti cosi per circa 2 ore e grazie al parere di un paio di ostetriche (grazie V.) decido di andare a fare un controllino in ospedale visto che comunque è un terzo figlio, se per caso fosse stato troppo presto me ne sarei tornata a casa. Alle 23.00 siamo in ospedale, mi fanno il solito tracciato che rileva qualche contrazione irregolare poi ecografia e visita, ma nulla: la ginecologa di turno mi dice che ho il collo dell’utero morbidissimo ma ancora non appianato e zero dilatazione quindi ci manda a casa.

A mezzanotte e mezza siamo a casa, io sono un pochino demoralizzata in quanto ancora non è iniziato nulla, però noto con piacere che le contrazioni non sono scomparse anzi tendono ad aumentare d’intensità. Vado al bagno e nell’assorbente noto subito di aver perso il tappo mucoso, con molta felicità lo comunico a mio marito. Mi bevo un tè caldo e provo ad andare a dormire ma niente da fare, il dolore inizia ad essere davvero forte e davvero ravvicinato, alle 2.00 mi alzo perché non riesco assolutamente a stare coricata, vado a svegliare mia mamma e mi faccio accompagnare al bagno e noto con gran sorpresa che l’assorbente è pieno di sangue misto muco, le contrazioni sono sempre più dolorose e sono ogni 4 minuti, non ce la faccio più a starmene in silenzio. Sveglio mio marito che vedendo quanto sto male si veste di corsa e mi porta subito in ospedale. Arrivati al pronto soccorso ci mandano subito in sala parto e l’infermiera mi chiede se voglio la sedia a rotelle perché mi vede abbastanza provata, io mi rifiuto, voglio camminare, questa volta voglio fare a modo mio. Sono le 3.30 di notte, prendiamo l’ascensore e mentre saliamo mi sento un forte stimolo di fare la pipì e rompo le acque. 

Arriviamo in reparto e l’ostetrica è la stessa che mi ha accolta prima (ed è la stessa che mi ha fatto partorire nel 2012 e con cui mi ero trovata molto bene a differenza del resto del personale), mi fa un controllo veloce e sono di 3/4 cm, mi fa quindi accomodare in sala parto, mi attacca al monitoraggio e mi fa scegliere la posizione a me più comoda, decido cosi di stare in piedi. Nel frattempo arriva anche mio marito. Vengo seguita anche da due studentesse di ostetricia che si rivelano essere preziosissime e gentilissime, mi massaggiano la schiena, mi tengono la mano o semplicemente dicono una parola di conforto quando credo di non farcela. Intorno hanno creato un'atmosfera stupenda, con luci soffuse. Mio marito, che mi massaggiava la schiena, mi ha letteralmente sorretto negli attimi di maggior dolore, mi stringeva la mano ancora prima che gliela chiedessi, quando recuperavo le forze venivo incitata ad urlare, ricordo anche d’aver bevuto tanta tanta acqua. Tra una contrazione e l’altra c’era il tempo di scambiare due parole tanto per farmi rilassare.  

Attorno alle 6.00 inizio a perdere il controllo, il dolore è fortissimo ed inizio a respirare male, urlare non mi aiuta più anzi mi fa provare più dolore: non mi aiuta più nulla, ho un sonno terrificante, rischio un paio di volte di cadere perché mi addormento. All’ennesima contrazione grido che voglio l’epidurale, grido di visitarmi perché voglio sapere a che punto sono. Mi corico e con la visita mi dicono che sono a 6/7 cm. Io sono esausta, il dolore non mi fa ragionare, l’ostetrica che continua a dirmi "Silvia devi restare lucida, devi respirare" ma io non sento più nulla se non il dolore. Mi portano anche una borsa dell’acqua calda da appoggiare alla schiena ma ormai il dolore è talmente forte che non conta nulla. Cambio posizione mi metto seduta sulla punta del letto con i piedi puntati a terra. L’anestesista non arriva e io grido, grido con tutta me stessa. Alle 6.50 le ostetriche hanno il cambio turno, arrivano quelle nuove anche loro gentilissime e bravissime, alle 7.00 arriva l’anestesista che chiede all’ostetrica di visitarmi, ricordo ancora quelle parole "tesoro sei a 10 cm e sento la testa" e l’anestesista che risponde "bene cara, allora io per te non posso fare nulla, arrivederci e tanti auguri". Preparano subito il letto (diverso da quello dello scorso parto) questa volta ho i piedi che puntano verso l’alto, il sedere in un "buco", inizio a piangere, ho paura il ricordo delle 3 ore di spinte del parto precedente prende il sopravvento. L’ostetrica mi consola immediatamente dicendomi che questa volta avrei fatto molto prima, poi si gira per mettersi i guanti sterili a me arriva una contrazione e questa volta al contrario del parto precedente sento che la spinta è una liberazione così spingo, spingo con tutta me stessa e NASCE! Talmente veloce e talmente inaspettato che restiamo tutti di stucco, non sono nemmeno riusciti a prenderlo dalla velocità con cui è uscito, è nato in quella conca (scusate ma non conosco i nomi esatti) che avevo sotto il sedere. Io non capivo nulla ero frastornata per non dire scioccata, mio marito piangendo continuava a ripetermi "è nato, è già nato" e poi il momento più bello, lui tra le mie braccia...ovviamente amore a prima vista. 

Il secondamento è stato diverso dall’altra volta, la placenta era ancora alta e non riusciva a scendere perché avevo la vescica piena così mi hanno messo un catetere per farmi fare la pipì (100 ml ricordo...mi ha comportato un paio di giorni di bruciore nel fare la pipì), dopo con un paio di spinte la placenta è scesa completamente integra. Ho avuto una piccolissima lacerazione interna (2 punti). Una volta che mi hanno sistemata mi hanno fatto una puntura intramuscolare e una flebo per reintegrare i liquidi, poi mi hanno portato il piccolo Ryan e l’hanno lasciato lì con noi per un'oretta. Attorno alle 9.00 sono andata in camera felice, contenta, soddisfatta ed emozionata per avercela fatta con le mie forze. Ringrazio il Signore, il destino o qualunque causa di forza maggiore abbia trattenuto l’anestesista dal venire da me perché ora lo posso dire, posso dire d’aver avuto un parto naturale, il parto che davvero desideravo, travaglio in piedi o in qualunque posizione io volessi e fase espulsiva velocissima ma soprattutto personale sanitario UMANO.

Grazie a chiunque abbia contribuito a farmi vivere quest'esperienza al meglio, non la scorderò mai. 

Tutte le informazioni contenute nel sito www.vbac.it non devono considerarsi come sostitutive del consulto medico.
Gli autori e gli amministratori del sito, pur impegnandosi ad aggiornare continuamente le informazioni contenute nel sito, non garantiscono né si assumono alcuna responsabilità circa la loro completezza e/o accuratezza; pertanto nessuna persona direttamente o indirettamente legata al sito (titolari, autori, copywriter, pubblicatori, moderatori e utenti del forum) potrà mai essere ritenuto responsabile, a nessun titolo, di eventuali danni e/o inconvenienti provocati dall'uso o dall'abuso delle informazioni in esso contenute. Il titolare del sito non controlla e non è responsabile delle informazioni contenute nei siti collegati e, pertanto, non potrà mai essere ritenuto responsabile di eventuali danni e/o inconvenienti provocati dall'uso o dall'abuso di tali informazioni.
Il titolare e gli amministratori del sito non controllano e non sono responsabili del contenuto delle informazioni e dei contributi inviati dagli utenti nelle sezioni aperte ed interattive (forum, area racconti), pertanto nessuno di loro potrà mai essere ritenuto responsabile di eventuali danni e/o inconvenienti derivanti dall'uso o abuso di tali informazioni e contributi.