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Lazio - Viterbo - Osp. Belcolle - Il VBAC di Eugenia Simeone

Il primo TC di Eugenia è raccontato qui:

Campania - Capua - Clinica Villa Fiorita - Il TC di Eugenia Simeone 

 

Paolo però si fa grande e comincia a chiedere il fratellino...allora comincio ad informarmi, all'inizio tramite il forum di partonaturale, nel quale però sono stata trattata davvero molto malissimo, ma tra un'intrufolata e l'altra ero comunque riuscita a carpire un paio di informazioni sul Lazio: all'epoca (diciamo circa 3 anni fa) Roma, per quanto grande, non offriva tante possibilità di VBAC, ma bastava riuscire ad andare a Viterbo, al belcolle. Lì era un'isola felice in questo genere di cose. Ok, memorizzato: Viterbo! Cavolo però, sono 2 ore di macchina!!! Ma chissenefrega, lo voglio, lo avrò! Magari riesco a farlo d'estate che sono più libera...

Sorpresa! A natale 2010 scopro di essere incinta e che dovrebbe nascere ad agosto 2011. Che bello, ci posso provare, ma per prima cosa devo trovarmi una ginecologa qui. Trovatane una, ci vado una volta, le espongo il mio volere e lei dice che si puo' fare, posso andare a Viterbo, o a seconda di chi capita, posso provarci anche a Frosinone (all'epoca ancora alla vecchia sede), ma mi dice: "prima arriviamoci". E fu una sentenza perchè dopo un mese il bimbo non c'era più. Io ho sempre avuto difficoltà a concepire, ma quello arrivò subito, così come se ne andò. La reazione della ginecologa fu molto fredda: capisco che per lei era quasi routine, ma per me era morto un figlio, abbi un po' di tatto. Passano i mesi, arriva anche agosto e il giorno della dpp avevo il ciclo. Lo prendo come un segno e cado ancora più in depressione, ma per fortuna dura poco perchè il mese dopo riusciamo a concepire di nuovo e comincia la mia scalata verso il VBAC.

Siccome la cugina di mio marito, la mia ex ginecologa, si era interessata all'aborto e ogni tanto chiamava per sapere se c'erano novità, visto che lei conosceva i problemi che avevo avuto col primo figlio, mi sentii quasi costretta a tornare da lei, almeno per i primi mesi.
Tutto procede bene, ma quando i viaggi verso Caserta per i controlli cominciano a diventare pesanti e quando vedo che si segna sull'agenda la data per il tc, una settimana prima della dpp, comincio a dirle che vorrei partorire a Frosinone, a casa mia, perchè non posso di nuovo affrontare un parto lontano. Non le dico che voglio il VBAC perchè so che lei è contraria e potrebbe andare dalla zia, mia suocera, per spingerla a convincermi a ritornare sui miei passi. Le dico che mi è stato consigliato un ginecologo di Frosinone molto bravo (see...) che lavora in ospedale. La cosa divertente fu che lei stessa mi disse: "chiedigli se fa parti naturali dopo cesareo" e io non le dissi che l'avevo già fatto e l'avevo scelto proprio per quel motivo.

Questo ginecologo molto famoso e "di moda" (...mah...) al telefono mi disse che non c'era problema, che se le condizioni erano favorevoli (poi bisognava sempre vedere cos'era favorevole per lui) si poteva fare. Fisso la prima visita e sembra tutto ok, forse un po' sbrigativo, ma al momento di parlare di VBAC dice che lui ne ha fatti e visti, ma devo sapere una cosa importante: c'è l'1% di probabilità che l'utero si rompa, e se succede non c'è niente da fare, il bambino muore e forse anche io entro UN MINUTO! Ecco che già sento puzza di sciocchezze fresche, ma lascio quasi perdere visto che ho sempre il mio piano B, Viterbo, quello non me lo toglie nessuno. La data è a fine giugno, la scuola è finita, le ferie sono prese, non c'è niente che mi impedisca di andarci, mi fa paura solo un po' la distanza. Poi il ginecologo misura il bimbo: "eh, ma questo bimbo si porta grosso, e poi è podalico. Va be, chi vivrà vedrà!". 

Intanto faccio di nuovo il corso preparto, di un'inutilità disarmante vista la marea di sciocchezze che ci propinano e considerata l'enorme differenza fra le cose dette dall'ostetrica e quello che davvero succede in ospedale, ma almeno mi è servito a conoscere delle mamme con cui ancora sono in contatto. Diciamo che l'ho fatto più che altro per quello.

Ad ogni modo, finalmente il bimbo dopo tanto penare si rimette a testa in giù, ma come il primo si prospetta grosso (beh grosso, alla fine sono nati entrambi di 4 chili!). Passata la scusa del podice arriva quindi quella del peso. Intanto col corso facciamo una visita all'ospedale nuovo, ma rimango malissimo quando parlo con quel personaggio infimo del primario. Per lui i VBAC non sono proprio da prendere in considerazione, secondo lui solo nell'1% dei casi NON si rompe l'utero e il bimbo sopravvive...E POI QUI A FROSINONE NON SE NE FANNO!

Ok, esco demoralizzata perchè 1) ho appena parlato con un incompetente che pensa più alla politica che a curare la gente, 2) il ginecologo mi ha presa in giro facendomi credere che in quell'ospedale sia possibile avere un VBAC e 3) devo accollarmi un viaggio di 2 ore magari in travaglio o una vacanza a Viterbo per fare una cosa che non posso fare sotto casa mia (io abito a 2 minuti dall'ospedale) in una struttura nuovissima ma marcia dentro! E ultimo ma non meno importante: 4) se mai provassi a restare qui e dovessi (quasi sicuramente) fare un cesareo, qui fanno schifo perchè non ti lasciano il bambino in camera, ti devi alzare tu per allattarlo agli orari che dicono loro, non puoi ricevere visite da papà e fratelli se non nell'orario di visite, come antidolorifico danno la tachipirina e quasi sicuramente non puoi evitare il methergin (e certo, se non allatti quando vuoi come puoi evitarlo?). No, non ci sto!

Cancellato Frosinone, telefono a Viterbo, parlo con un'ostetrica del reparto che mi dice di andare a vedere l'ospedale e ci facciamo una chiacchierata. Intanto avvio le procedure per ritirare la cartella clinica del tc e organizzo per il ponte del 1 maggio a Viterbo. Tramite mio marito che ha una collega che lavora lì conosco un'ostetrica che non lavora direttamente in ospedale, ma che conosce la moglie del primario. Incontro prima l'ostetrica che mi rassicura, poi questa dottoressa (ginecologa anche lei) che mi parla per un po' rassicurandomi su tutta la linea: sul peso, dicendomi che anche se il bimbo è grosso io non sono certo una pigmea, sulle percentuali, dicendomi che l'1% è una grossissima approssimazione per eccesso, sulle falsità che mi ha detto il ginecologo di Frosinone, perchè come minimo si ha un quarto d'ora di tempo se dovesse succedere qualcosa e ogni sala operatoria, anche se non è sullo stesso piano come a Viterbo, è pronta in un quarto d'ora, e che il peggio che può succedere è di avere un secondo cesareo di urgenza. L'evenienza dell'isterectomia è rarissima sul raro caso della rottura d'utero e "un medico non può permettersi di dire una cosa del genere ("il bambino muore") davanti ad una donna incinta!".

Mi consiglia, però, di trasferirmi in un hotel lì vicino al massimo una settimana prima della dpp, così da non dover fare le corse. Ok, molto più rassicurata e tranquilla mi finisco il corso tanto per stare in compagnia e arrivato metà giugno mi trasferisco in hotel a Viterbo. Comincio i tracciati che mostrano calma piatta, le visite vanno bene, il liquido c'è, la placenta sta bene, il bimbo sguazza ma non ne vuole sapere di venire fuori. A Viterbo, come un po' ovunque, ti danno tempo fino a 41+3. Dopo di che, purtroppo, non c'è molto da fare. Non inducono su una preTC e quindi il destino è segnato, o si decide a nascere entro 10 giorni oltre il termine o di nuovo tc!

Ovviamente i giorni passano senza che succeda nulla. La dpp era il 22/6 e la sera tardi del 26 sento un rumorino tipo "stak" e mi sento colare poco liquido. Vado in bagno, ma era poco, e controllo in apprensione per tutta la notte, sempre pochino. Tanto l'indomani ho il tracciato...Il giorno dopo faccio subito presente la perdita di liquido e dopo il tracciato, che presentava qualche contrazione fortina ma non fastidiosa nè regolare, mi controllano il liquido che in effetti è poco, quindi mi ricoverano. Di lì parte silenziosamente il conto alla rovescia per sospetta rottura del sacco, quindi al massimo 3 giorni sotto antibiotico. Tra tutti i medici che si avvicendano nel giro visite, quasi tutti sono positivi per il VBAC, nonostante l'assenza di contrazioni propizie, solo uno appena lo vedo mi da quella strana sensazione fatta dai suoi "però" e "ma..". Mi fanno le analisi per controllare i valori di un'eventuale infezione che può essere un problema per via del sacco rotto, e la sera del 29, poco dopo cena e durante un tracciato, viene un'infermiera e mi chiede: "signora, lei ha cenato?", "si" rispondo e lei se ne va con un'espressione contrariata. Ed io ovviamente mi gelo, avevo capito l'antifona! Dopo 1 minuto viene proprio quel ginecologo a farmi la stessa domanda e anche lui risponde con un ghigno e mi convoca in sala visite. Io già mi agito (e lo sono anche ora che scrivo! che brutta sensazione! in quel momento il mio pensiero era "ho perso la mia guerra!"): in pratica da quelle analisi i valori non erano usciti proprio puliti, quindi ERA MEGLIO se facevo subito un cesareo. SE FOSSE MIA MOGLIE LE DIREI CHE E' LA COSA GIUSTA! Così, di sera, dopo che mio marito se n'era andato, dopo cena, senza dir niente a nessuno. Intanto l'altro ginecologo di guardia, mi visita e maneggia un po'. Io ovviamente mi agito sempre di più e il mal di pancia che ho cominciato ad avvertire subito dopo la visita si fa sempre più forte...Ma sono contrazioni forse? E ne ho avute 3 solo mentre quello mi convinceva a tagliarmi? L'altro diceva che l'utero era pervio al dito (1 cm) e la testa era a -3 (cominciava la discesa) ed io pensai: con queste premesse vuole operarmi? Questo 'mo nasce! Comunque ci devo pensare, ovviamente, e devo parlare con mio marito. Ok, mi danno una mezz'oretta perchè poi è tardi e devono farsi la pennica in sala reperibili! Uscita di lì ovviamente scoppio a piangere e chiamo mio marito che viene subito. Intanto parla con primario e moglie che chiaramente quella settimana erano in vacanza, ed il primario, che si fida di quel medico, gli consiglia vivamente di acconsentire. Da me viene un'ostetrica che molto dolcemente mi dice che non è una tragedia, anche lei ha avuto un primo cesareo a dilatazione completa, vissuto come una sconfitta, poi per il secondo anche lei voleva VBAC, ma non ha potuto, aveva paurissima, ma il post cesareo del secondo lo ha vissuto meglio, quindi non è detto che starò male, stai tranquilla, ci hai provato, ma...purtroppo...dai, tranquilla...Io intanto dico a mio marito che ho le contrazioni e che a sto punto cesareo per cesareo lo voglio la mattina dopo per vedere se la notte succedeva qualcosa, tanto da quello che mi dicevano non era urgentissimo, era solo vivamente consigliato. Entriamo in sala visite io, mio marito e quell'ostetrica. La prima cosa che fa il ginecologo è dire che quell'ostetrica è sua moglie e allora faccio 2+2 e mi convinco definitivamente a firmare l'attesa fino all'indomani mattina, quando ovviamente ci sarebbero stati altri medici di guardia e non lui che in quel momento detestavo con tutta me stessa. Due cose mi vennero dette ancora da lui: "eh, se ha le contrazioni e stanotte decide che non ce la fa più e che vuole il cesareo io non glielo faccio!", "non si preoccupi dottore, sto avendo quello che voglio, non le chiederò quello che sto cercando di evitare come la peste!" e dall'altro ginecologo che mi aveva smanettato: "ho fatto lo scollamento delle membrane, magari funziona!". 

E...funzionò. Partirono contrazioni fortine, che però mai divennero regolari. Fu una notte strana, da una parte c'era la consapevolezza che stavo forse per far avverare il mio sogno (contando le contrazioni con l'orologio, scattata la mezzanotte del 30, dissi: "oggi nasce Daniele!"), dall'altra la consapevolezza di essere una sfigata cronica, e che avrei sofferto una notte intera per niente.
Sonnecchio tra una contrazione e l'altra, a volte passa un quarto d'ora, a volte mezz'ora. E lì si affievoliscono le mie speranze...vado un milione di volte al bagno, mi trovo meglio su una sedia in sala d'attesa anzichè distesa. E si fa mattina. Il giro visite tarda a passare e verso le 10 e mezza un'ostetrica mi dice che a breve mi avrebbero visitata. La aggiorno sulla nottata e mi dice di riposarmi: in pratica sequestra la mia compagna di stanza in camera con me, abbassa le serrande, chiude la porta e mi mette in condizioni di svuotare il cervello e riposare per un'oretta prima delle visite. Riesco miracolosamente a farlo, riposo tra le contrazioni e mi vengono a chiamare alle 12 meno venti. Io ormai mi ero fatta una ragione e davo disposizioni a mio marito peril post cesareo, ma alla visita ero a 6 cm! Ormai non c'era nemmeno più il pericolo della rottura, pare. Vengo spedita in sala travaglio/parto (lì si fa tutto in un'unica stanza con un letto normale) come disse la capo ostetrica: "cosi' nessuno ti rompe le scatole!". Serrande abbassate, candela con le essenze, radio accesa e come unico obbligo il tracciato fisso, ma che comunque mi permette di camminare nei paraggi. Io preferivo stare seduta a cavalcioni della sedia con un cuscinone davanti e tra un dolore e l'altro chiacchieravo con mio marito che faceva quello che voleva, come se stessimo a casa. La visita successiva era prevista dopo 2 ore, ma i medici passarono prima e io ero a 9 e 1/2! In sole 2 ore ero quasi arrivata, non ci potevo credere, eppure nel momento in cui sono entrata in quella stanza non ho mai pensato, nemmeno per un momento, che sarebbe potuto andare male qualcosa! Ormai ero lì per prendere il mio premio, nessuno poteva più impedirmelo! Mi metto sul letto stesa di fianco ad affrontare quell'ultimo mezzo centimetro e comincia a venirmi voglia di spingere. La fase espulsiva non è durata proprio poco, credo poco meno di mezz'ora. Faceva male, ma le contrazioni erano mitigate dalle spinte, stavo arrivando al traguardo. Ogni spinta l'ostetrica diceva: "ce l'hai quasi fatta, ecco la testa" ed io dopo 4 o 5 spinte credo di averle anche detto "Ahò ma quando cavolo esce, lo dici ogni volta!" e allora lei mi ha fatto toccare la testa, una cosa molliccia e pelosa tanto che io ho pensato che fosse la mia patata! Dopo un po' una delle due ostetriche dice "ecco, la testa è fuori...Dio, quanto sei bello!". Intanto mio marito aveva deciso che per lui era troppo e si era andato a sdraiare preventivamente a terra fuori dalla sala. Le ostetriche SOLO a quel punto chiamano ginecologi e pediatra e dopo un'ultima lunga spinta mi ritrovo un essere molle e umido addosso che mi guarda con i suoi occhioni senza nemmeno piangere (i miei figli non amano piangere alla nascita, per questo si beccano un misero 8 di Apgar!). Io riesco solo a dire: "Oddio, non ci credo, ce l'ho fatta!!!" e comincio a chiamare mio marito che viene piangendo (dopo ore a travagliare con me si era perso la nascita di suo figlio!).

...e questa è la mia favola a lieto fine. Il bimbo pesava 3960. Era grosso? Forse, ma ci è passato solo con una piccola lacerazione, senza nemmeno episiotomia!
Il giorno dopo era una processione di medici ed ostetriche che passavano a farmi i complimenti per il coraggio e soprattutto la capatosta...e viene anche il ginecologo che voleva tagliarmi, con una faccia da invidia corrosiva, lui e soprattutto la moglie, che mi lancia occhiate fulminanti...

p.s. il prossimo ho deciso di farlo in casa! Niente più medici!

p.p.s. sì perchè dopo un parto naturale ti ritorna la voglia di ripopolare il mondo!

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