Joomla 3.2 Template by Justhost Complaints

Come prepararsi

Riuscire a partorire naturalmente dopo aver subito uno o più cesarei non è affatto una cosa facile né scontata. Ci sono infatti enormi differenze territoriali nel nostro paese che provocano un'ingiusta discriminazione nell'accesso al VBAC da parte delle donne. 

Nelle regioni del nord Italia ci sono infatti diverse strutture dove, almeno sulla carta, è possibile avere un VBAC. La situazione diventa invece addirittura drammatica nel centro e nel sud Italia, dove, a parte alcune rare eccezioni, il VBAC è spesso ancora considerato dagli stessi operatori sanitari una follia, che espone madre e nascituro a rischi gravissimi e non ben specificati. 

Pertanto, riuscire a partorire naturalmente dopo cesareo è in molte zone d'Italia una questione che dipende strettamente dal grado di motivazione personale della donna, dal suo livello di informazioni e di combattività. Un alto livello di consapevolezza personale e di motivazione è assolutamente indispensabile per ottenere un VBAC in un ambiente ospedaliero ostile. Tuttavia è altrettanto fondamentale per partorire in una struttura proVBAC, in quanto spesso tali ospedali assistono i parti vaginali dopo cesareo ma impongono elevatissimi livelli di medicalizzazione, trattando le partorienti precesarizzate come se fossero donne ad altissimo rischio.

Pertanto è fondamentale che ogni donna precesarizzata compia un percorso personale che massimizzi le sue possibilità di ottenere un VBAC.

Prepararsi mentalmente

Il primo passo è quello di rielaborare e comprendere le cause del taglio cesareo precedente. Per farlo occorre ritirare la cartella clinica, che si può richiedere a pagamento nell'ospedale dove si è subito l'intervento, fino a 10 anni dopo. Leggere e capire la propria storia clinica, magari discutendone con l'aiuto competente di un'ostetrica, è spesso un momento utile, liberatorio e terapeutico per chi ha subito un cesareo, soprattutto per chi l'ha subito in travaglio, d'urgenza, senza aspettarselo e senza avere il tempo di prepararvisi. 

Dopodiché occorre iniziare a documentarsi in maniera approfondita, leggendo per prima cosa le Linee Guida ufficiali della Gravidanza Fisiologica e quelle del Taglio Cesareo, scaricabili nella pagina delle Risorse esterne. Estremamente utili sono anche diversi libri sul parto e la maternità, in particolare le opere di Ina May Gaskin, di Michel Odent e di Nancy Weiner Cohen. Nella pagina Letture consigliate ci sono numerosi titoli suggeriti. 

Soltanto con questo bagaglio di informazioni e di competenze acquisite, la donna precesarizzata è in grado di decidere con consapevolezza su vari aspetti della propria gravidanza: da chi farsi seguire, dove partorire, se accettare o rifiutare eventuali interventi medici e così via. 

Uno strumento molto importante, anche se ancora poco diffuso, a disposizione delle donne che si apprestano a partorire in ospedale è il Piano del Parto. Si tratta semplicemente di un documento scritto dalla partoriente in cui esprime i suoi desideri e le sue aspettative riguardo al parto, che viene sottoposto e discusso insieme al personale sanitario dell'ospedale e fatto controfirmare. Nel Piano del Parto una donna può dare indicazioni su cosa intende accettare o non accettare, ad esempio può esprimere il proprio dissenso nei confronti di pratiche controverse e di dubbia utilità quali l'episiotomia o la manovra di Kristeller, può richiedere il taglio ritardato del cordone ombelicale o la conservazione della propria placenta e così via. Fra i Documenti scaricabili c'è un documento sul Piano del Parto contenente le istruzioni dettagliate su come scriverlo e alcuni Piani già redatti da altre mamme.

Prepararsi fisicamente

Ovviamente anche per avere un VBAC sono valide le stesse indicazioni che per qualsiasi donna incinta: non prendere troppo peso, rimanere attive, curare la propria alimentazione e la propria salute, evitare le fonti di stress. 

Per una precesarizzata può essere tuttavia utile anche prendersi cura della propria cicatrice e di eventuali aderenze. Molte donne ad esempio hanno tratto beneficio dal far trattare la cicatrice da un osteopata (Protocollo di armonizzazione della cicatrice da cesareo, vedi Risorse esterne) o da un massaggiatore o facendo yoga. 

Quando la gravidanza è a termine e la donna desidera fare qualcosa per provare ad avviare il travaglio può applicare alcune metodiche, dall'efficacia più o meno dimostrata, ma tutte naturali e prive di controindicazioni: dalla digitopressione ai rapporti sessuali, sono svariati i metodi naturali utilizzati dalle donne a tale scopo. Quando il travaglio non parte è una pagina interamente dedicata ai suggerimenti su cosa fare e come affrontare il momento in cui la gravidanza è ormai giunta al termine ma il travaglio stenta a iniziare. 

 

 

 

 

Tutte le informazioni contenute nel sito www.vbac.it non devono considerarsi come sostitutive del consulto medico.
Gli autori e gli amministratori del sito, pur impegnandosi ad aggiornare continuamente le informazioni contenute nel sito, non garantiscono né si assumono alcuna responsabilità circa la loro completezza e/o accuratezza; pertanto nessuna persona direttamente o indirettamente legata al sito (titolari, autori, copywriter, pubblicatori, moderatori e utenti del forum) potrà mai essere ritenuto responsabile, a nessun titolo, di eventuali danni e/o inconvenienti provocati dall'uso o dall'abuso delle informazioni in esso contenute. Il titolare del sito non controlla e non è responsabile delle informazioni contenute nei siti collegati e, pertanto, non potrà mai essere ritenuto responsabile di eventuali danni e/o inconvenienti provocati dall'uso o dall'abuso di tali informazioni.
Il titolare e gli amministratori del sito non controllano e non sono responsabili del contenuto delle informazioni e dei contributi inviati dagli utenti nelle sezioni aperte ed interattive (forum, area racconti), pertanto nessuno di loro potrà mai essere ritenuto responsabile di eventuali danni e/o inconvenienti derivanti dall'uso o abuso di tali informazioni e contributi.