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Perchè scegliere un VBAC

Perché scegliere un VBAC? Forse la domanda andrebbe rigirata in: perché scegliere di ripetere un taglio cesareo?

Perché scegliere di subire un secondo (o terzo, o quarto...) intervento addominale, che presenta rischi elevati per madre e nascituro, quando le indicazioni scientifiche più aggiornate e le Linee Guida più moderne affermano con certezza che il VBAC è più sicuro e auspicabile per madre e figlio? 

Perché scegliere un taglio cesareo ripetuto e assumersi tutti i rischi che comporta, invece di seguire la propria natura e dare alla luce i nostri figli nel modo più naturale, semplice e soprattutto sicuro?

Cosa spinge le donne che hanno già subito un cesareo a desiderarne un altro?
Sono loro che devono trovare una giustificazione a questa scelta, non le donne che desiderano partorire naturalmente dopo un cesareo.
Ed è a queste donne che lasciamo spazio, perché solo leggendo le loro parole è possibile capire appieno la profonda motivazione che le anima. 

La parola alle donne

Abbiamo chiesto alle 1400 donne della nostra community di rispondere alla domanda "Perché scegliere un VBAC?"

Ci hanno risposto in 100, lasciamo la parola a loro. 

Perché non è un vero che dopo un tc serve un altro tc. Perché ogni donna ce la può fare. Perché ogni bambino ha diritto di nascere secondo natura.

Per rispettare la volontà del mio bimbo nello scegliere quando venire al mondo.

Perché se la natura ci predispone per un vbac, gli studi confermano che il vbac è meno rischioso per mamma e bimbo, meno costoso in termini sociali, economici, ecc...allora perché scegliere un tc senza indicazione ragionevole?

Per essere libere, per la nostra dignità di persone e di donne, per dire no alla strumentalizzazione della gravidanza e...per quel peletto di onnipotenza che ti lascia addosso il parto naturale!

Perché una donna può mettere al mondo tanti figli, ma un figlio viene al mondo una sola volta ed è giusto che lo faccia nel modo più rispettoso, che gli spetta di diritto per natura.

Perché la prossima volta voglio SENTIRE nascere mio figlio, voglio ascoltare la play list che avevo preparato, voglio stringere la mano di mio marito non perché ho terrore ma perché sono forte, voglio alzarmi senza flebo e catetere e voglio cambiargli il primo pannolino...e perché me lo merito! L'avevo tanto desiderato e sognato e mi ero tanto preparata per il primo! Voglio il mio VBAC!

Perché il sentirlo nascere è la conclusione del percorso della gravidanza e l'inizio del percorso da mamma.

È un passo fondamentale, accompagnare il bimbo alla vita, piuttosto che sentirselo strappare dalle viscere.

Perché col vbac hai la possibilità di vedere tuo figlio, di godertelo, di fargli sentire la mamma da subito, e in tutto questo hai la possibilità di coinvolgere il padre, invece che dottori che amabilmente discutono dei fattacci loro nel momento più importante della tua vita.

Perché, salvo complicazioni, la ripresa è più veloce, e puoi prenderti cura del tuo angelo senza dover fare i conti con il post-operatorio, sia esso fisico o psichico, che nella maggior parte dei casi lascia strascichi a lungo termine.

E poi cazzo (scrivi cazzo, mi raccomando), nel parto naturale sei tu che fai nascere tu figlio, sei parte attiva, sei l'attrice protagonista: nel cesareo sei poco più di una comparsa, sono un dottore e un bisturi a far nascere tuo figlio.

Perché quello è il modo giusto per nascere, perché i bimbi sanno nascere e noi donne sappiamo partorire, perché non dovrebbe essere neanche una scelta.

Perché il cesareo è un intervento chirurgico con tutti i suoi rischi e pericoli per la mamma ed il bambino. Perché siamo donne e quindi siamo in grado di partorire e non ci deve essere preclusa la possibilità di partorire come natura vuole (con un parto rispettato ovviamente) solo perché il parto prima ha richiesto un intervento. E ovviamente perché più ci si attiene alla natura, più le cose seguono il loro corso naturale e ci sono meno problemi. È da quando esiste l'uomo che la donna partorisce naturalmente, è una cosa che deve essere favorita e permessa!

Motivazione egoistica: perché almeno una volta nella vita voglio vivere questa esperienza pazzesca del partorire, perché invidio il senso di onnipotente gioia che traspare dalle parole di chi partorisce e partorisce bene, perché penso che sia una fase di passaggio fondamentale del diventare madre, di cui sento la mancanza. Motivazione altruistica: perché i bambini hanno diritto di nascere nel modo più sicuro e fisiologico. Motivazione pragmatica: perché il VBAC statisticamente è più sicuro di un TC ripetuto e ho paura che vada storto qualcosa in sala operatoria o nel post...e di lasciarmi degli orfani alle spalle 

Perché sento che mi manca qualcosa e quel taglio immotivato non riesco a mandarlo giù.

Perché mi sento incompiuta, perché voglio mio figlio con me subito dopo la nascita, voglio fare pelle a pelle, voglio se è possibile un lothus birth, ma se non fosse possibile non vorrei che fosse tagliato il cordone subito. Mi sogno di notte il mio parto e io ci sono arrivata molto vicino. Purtroppo l'ambiente ostile e la mia paura non hanno aiutato, ma un domani voglio arrivare preparata. Mi merito un parto dignitoso, si merita una nascita di classe!

Perché restituisce fiducia in se stesse, come donne che sanno partorire, perché è un diritto sacrosanto e perché è quello di cui madre e figlio hanno bisogno.

Perché prendere contatto così profondamente con gli istinti ancestrali di cui siamo ormai dimentiche in questa società così razionale ti porta in contatto con quell'antica donna primordiale da cui tutti veniamo. Perché partorire è un'esperienza quasi divinatoria, non paragonabile con nient'altro di ciò che si può vivere. Perché è insita in ogni donna quella spinta di dolore e vita. Perché ce lo meritiamo nonostante vogliano convincerci di non essere più capaci.

Perché noi donne siamo nate per partorire.

Perché non voglio mettere al mondo mio figlio come fosse un oggetto, io voglio accompagnarlo alla vita, vogliamo nascere e rinascere insieme

Perché ti senti una leonessa. Anzi no, una madre! In quel momento sperimenti tutta la forza, dolore e gioia del mondo! Meraviglia pura!

Perché voglio partorire con amore e sentire il dolce calore di una vita che nasce. 

Io l'ho scelto perché volevo rispettare i tempi di mia figlia fin dalla nascita e poi per tutta la vita. Volevo rispettare i suoi movimenti e sentirmi in sintonia con lei, fermare il mondo e lasciare decidere a lei quando e come fosse giusto, come natura vuole. Perché i bambini lo sanno e il nostro corpo lo sa, qual è la cosa giusta. In secondo piano, per altri mille motivi: volevo sapere quanto una madre può lottare per la nascita di suo figlio, fino a che punto potevo sopportare il dolore, volevo sentirmi finalmente donna capace di dare alla luce, volevo evitare un altro intervento chirurgico con tutte le sue conseguenze, volevo regalare a mio marito la sconvolgente gioia di quel momento (non che non ci sia stata gioia con la prima, assolutamente, ma desideravo fargli vedere di cosa è capace la vita e morire di felicità di fronte alla naturalezza di essa) e ultimo ma non ultimo ardevo dalla voglia di abbracciare la mia bambina ancora sporca di me, attaccarla al seno subito e perdermi nel suo profumo di vita... 

Perché è proseguire in modo naturale la relazione mamma bimbo già cominciata con la gravidanza, perché il parto naturale è parte di quella relazione, è una danza madre-bimbo, un percorso, uno scambio, dolore per una gioia infinita, un traguardo e una partenza insieme.

Perché madre natura ci ha fatte così, capaci di generare la vita, perfettamente in grado di dare alla luce una parte di noi che per mesi ha vissuto nel nostro ventre cullandosi ad ogni nostro passo.

Perché non c'è un'esperienza neanche lontanamente paragonabile che possa farci sentire così forti e piene d'amore.

Perché tutti i bambini meritano di nascere come natura vuole e di essere accolti dal sorriso del babbo e dalle braccia rassicuranti della mamma mentre vengono stretti al seno.

Perché più bella cosa non c'è...

Perché la meta' dei cesarei definiti d'urgenza in realtà non erano necessari e perché il parto è meno doloroso del cesareo, soprattutto se non necessario

Perché è l'esperienza più bella che solo una madre con il proprio figlio possono vivere insieme, non possono esserci invitati ma solo spettatori a questo miracolo che è la nascita di un figlio e se si toglie questa esperienza ad una madre ti senti incompleta e derubata.  

Perché per me la nascita è come un bellissimo panorama visto dalla vetta di un monte: il panorama è lo stesso ma c'è molta più soddisfazione e carica se arrivi alla vetta con le tue forze camminando che non arrivare standosene seduti nella funivia. E' lungo, faticoso, ti fanno male le gambe, ma quando arrivi quanta soddisfazione! E tutti gli sforzi sono già un lontano ricordo.

Perché è giusto che mio figlio possa venire al mondo senza intervento di nessuno come si faceva una volta. Migliaia di bimbi sono nati in casa senza l'intervento di un medico.

Perché è la cosa più naturale del mondo. 

Perché è giusto che sia il bambino a decidere quando affacciarsi al mondo, perché la natura ci ha creato così, perché fa bene all'anima: non sai chi sei e quanta forza hai finché non partorisci!

Perché è la scelta più sana e sicura dopo un cesareo.

Perché il corpo è il MIO e VOGLIO scegliere IO, non la società che ci condiziona già dalla nascita! Ho scelto il VBAC per sentirmi una donna completa, forte, felice e soprattutto VIVA!

Perché la nascita naturale è un vero e proprio rituale di passaggio, consapevole anche se doloroso, in cui la donna rinasce come mamma e il bimbo rinasce in una nuova dimensione.

Per come la penso io non è una cosa che si sceglie ma che si vuole, oltre per i vari motivi clinici ecc, perché è semplicemente naturale e la vediamo come scelta solo perché negli ospedali non viene vista cosi. 

Da un punto di vista tecnico basterebbero le linee guida a farla da padrone. Sotto l'aspetto umano invece si potrebbero sprecare parole senza che queste siano mai abbastanza. Il parto è un avvenimento speciale nella vita di una donna e spesso non ripetibile, la nascita lo è per ovvie ragioni per tutti. Ci siamo abituati e l'abitudine porta a sminuire anche le cose che sono invece eccezionali. Ma non c'è proprio nulla di scontato in una vita che viene al mondo, per questo spesse volte inconsapevolmente lo chiamiamo miracolo. Il momento del parto trasforma radicalmente una donna, così in profondità che da un giorno all'altro potrebbe sembrare un'altra, come il bruco che diviene farfalla. Questo accade, non tanto per il fatto di diventare madre, ma quanto per l'attraversare un'esperienza così forte e travolgente che è quella di dare la vita e che vale tutta l'esistenza di una donna. E ancora perchè dovremmo mettere al mondo con amore i nostri figli se vogliamo mostrare loro l'amore e la sua potenza. Questa è una bella metafora che potrebbe fare al caso nostro - Emily Dickinson: I chirurghi stiano molto attenti / Quando prendono il coltello! / Sotto le loro abili incisioni / Si agita l'Imputato - la Vita!

Perché ho la fortuna immensa di essere nata donna in questa vita e di poter partorire. Voglio partorire i miei figli, voglio essere "colei che li dà alla luce".

Per la salute e la sicurezza mia e del mio bimbo! Perchè la capacità di partorire è insita nel mio essere donna, perchè il cesareo dev'essere inteso come un intervento salva vita e non come prassi

Per vivere attivamente il parto facendo scatenare il giusto flusso ormonale, per dare a mio figlio l'opportunità di scegliere quando nascere, per evitare un'operazione chirurgica (a mio avviso) molto invasiva, per potermi prendere cura del cucciolo subito dato che spesso tc vuol dire difficoltà nei movimenti.

Perché le donne sanno partorire e i bimbi sanno nascere ed è giusto lasciare questa scelta a loro, non ai medici in base a dei calcoli che possono pure essere sbagliati. Voglio essere io la protagonista, voglio incrociare il suo sguardo, sentire il suo profumo e il suo calore sulla mia pelle; voglio rendere partecipe mio marito della nascita di suo figlio!!! Madre Natura è una "macchina" perfetta.

Io risponderei come ha risposto il mio compagno, quando gli ho detto che volevo fare il VBAC: "e perché farsi aprire la pancia una seconda volta senza motivo? è ovvio che farai un parto naturale!". Perché si sceglie un VBAC? Ma piuttosto perché diamine mai si sceglie un tc ripetuto?

A chi chiede il perché di questa scelta si può sempre rispondere "ma tu preferiresti farti togliere un dente del giudizio facendoti tagliare e ricucire la guancia o aprendo la bocca?".

Per salvaguardare la mia salute, e già sarebbe abbastanza. Per rispettare i tempi del bambino e del proprio corpo e per vivere una esperienza profonda nel bene e nel male

Dovrebbe essere di prassi, il VBAC. Il cesareo è un intervento e dovrebbe essere fatto solo in casi di emergenza, come ultima spiaggia, non una prassi.

Perché è un nostro diritto poter partorire secondo natura.

Perché si chiama "natura" e non "malattia"!

Si sceglie di avere un VBAC come si sceglie di avere figli, di diventare mamma e di crescerli con amore.

Perché è la nostra natura di essere umani di mettere al mondo dei piccoli pezzi di noi stessi con amore, perché siamo nati per moltiplicarci, perché è dalla notte dei tempi che lo facciamo, ma lo facciamo nel metodo normale cioè per via vaginale con impegno dolore sofferenza ma amore e calore, un calore talmente grande e incontrollabile che credo sia quasi impossibile da descrivere (anche perché per ora non ho ancora avuto l'onore di provarlo). Ma VBAC significa tornare a ciò che natura vuole per noi, a ciò che siamo state create a fare, a riscattare noi stesse e il nostro corpo senza l'onnipotenza dei medici e del loro freddo bisturi d'acciaio

Perché è il primo tc ad essere stato l'eccezione, ma il decorso naturale di una gravidanza è il parto!

Perché un figlio deve nascere nel modo più naturale possibile. 

Perché sarebbe bello vivere l'emozione dell'avercela fatta, di aver partecipato e di aver contribuito alla nascita del proprio/a figlio/a.

Scegliere un VBAC significa darsi un'altra possibilità. Quella possibilità che forse noi stesse ci siamo tolte perché siamo arrivate al primo parto impreparate e poco informate.

Perché partorire è una delle emozioni più belle della vita e precludersi la possibilità di provarci è un peccato.

Scegliere un VBAC è scegliere la natura.

Il VBAC non dovrebbe essere una scelta, dovrebbe essere la norma (ad eccezione dei casi in cui può essere davvero l'estrema ratio) e questo la dice lunga sul fatto che abbiamo perso di vista la nostra vera essenza. Nel momento del parto siamo "animali", istinto puro, ma abbiamo dimenticato questo nostro aspetto, non crediamo più nelle nostre competenze, che la natura ci ha dato. Se tornassimo in contatto davvero con noi stesse non ci sarebbero dubbi e non dovremmo scegliere ma lasceremmo fare il corso alla natura e basta.

Per me è stata emozione pura...ho sentito quella creatura uscire dal mio corpo, venire al mondo...e vedere gli occhi di mio marito riempirsi di lacrime di gioia a ogni spinta mi ha fatta sentire fortissima.

Affinché la nostra piccola venga al mondo, naturalmente.

Perché è naturale. Anche se il primo tc è stato d'urgenza e necessario, perché deve esserlo pure il secondo? I tc servono solo se necessari.

Perché sentimenti di frustrazione, impotenza, sconfitta non dovrebbero appartenere ad una donna che guarda per la prima volta la sua splendida creatura.

Perché non mi voglio arrendere ad un secondo cesareo, perché voglio dimostrare a ME STESSA, e poi agli altri che posso farcela! Ed é l'unico modo per rispettarsi e rispettare nostro figlio, dargli la possibilità di nascere con amore e calore!

Perché se poi non puoi avere un VBAC resti per tutta la vita col rimpianto e la delusione di non aver potuto realmente partorire i tuoi figli, che è ciò che è successo a me!

Per me VBAC è stato: conquista, scoperta, speranza e magia...

Perché è meno rischioso di subire un altro intervento chirurgico!

Sarò banale. Per vedere se ce la faccio. Per vedere se è una cosa per me.

Sceglierei il VBAC perché oltre a costituire un'opportunità di misurarmi con me stessa in quanto donna, essere umano fatto per procreare, sarebbe anche l'unica via per risparmiarmi quello che è un vera e propria operazione chirurgica a tutti gli effetti; senza voler sminuire o demonizzare il cesareo e il fatto che sia spesso un salva vita, ma tale è: un intervento chirurgico. 

Perché la prima cosa che ho detto quando ho visto Christian è stata "devo vomitare" (effetto dell'anestesia) e avevo sempre immaginato che gli avrei detto quanto lo amavo, perché il primo sguardo tra me e Gabriele è avvenuto dopo un'ora (si erano dimenticati di farmelo vedere in sala operatoria), perché mio marito che mi è stato accanto in 9 mesi proprio quando sono nati i nostri figli non era lì con me, ero in mezzo a gente sconosciuta che parlava che gli era saltata la cena di san Valentino (Gabriele è nato alle 20 del 14/02), perché il tc ti priva di quei magici momenti che tu donna e mamma sogni per 9 mesi e che nessuno ti ridarà mai...

Il mio VBAC nasce da dentro, fin dalla ricerca del parto naturale del primo bimbo: non riesco a spiegarlo ma lo sentivo dentro.

Perché è giusto, in tutti i sensi! STOP.

E' sbagliata la domanda: non si dovrebbe mai scegliere un VBAC, è semplicemente così che si partorisce (come non si dovrebbe scegliere un tc, ma dovrebbero deciderlo i medici in caso di reale necessità).

Perché dovrei farmi tagliare pelle muscoli carne organi se non ce n'è bisogno?

 

In definitiva le donne scelgono un VBAC per loro, per il loro empowerment personale, per i loro figli, e non per un capriccio, come ancora talvolta ci si sente dire.

E il VBAC si può e si deve fare, nonostante i mille ostacoli che spesso le donne trovano sul proprio cammino: personale ospedaliero e sanitario poco informato e aggiornato, che fa terrorismo e diffonde preconcetti privi di fondamento scientifico, strutture ostili, parenti e amici contrari e increduli. Ma le donne che davvero vogliono un VBAC lo ottengono, vanno avanti nonostante tutto, si informano, si documentano, ribattono a soprattutto hanno tanta fiducia in sè stesse e nella propria capacità di partorire!

Buon percorso a tutte! 

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